All’ESTERO in SMART WORKING? I paesi che offrono più VANTAGGI per i NOMADI DIGITALI

Ad oggi i nomadi digitali sono una categoria molto agevolata: scopri quali paesi offrono le migliori opportunità, tra questi c'è anche l'Italia.

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Ad oggi i nomadi digitali sono una categoria molto agevolata: scopri quali paesi offrono le migliori opportunità, tra questi c’è anche l’Italia.

All’ESTERO in SMART WORKING? I paesi che offrono più VANTAGGI per i NOMADI DIGITALI

C’è chi lo ama e chi invece lo odia. E’ un obbligo comodissimo che però, a lungo andare, stufa. E’ proprio lui, il protagonista indiscusso (dopo il virus, ovviamente) introdotto dal 2020: lo smart working. Per non rischiare di annoiarsi o sentirsi isolati dal resto del mondo, alcune persone hanno pensato bene di approfittare di tutti i punti di forza che questa modalità di lavoro offre, spostandosi intorno al globo continuando a lavorare: sono i “nomadi digitali”. Se anche tu stai pensando di approfittare del lavoro da remoto, scopri quali sono le destinazioni che agevolano maggiormente questa categoria di lavoratori.


#1 In Grecia le tasse sono dimezzate

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Viaggio di andata senza (quasi) ritorno per la Grecia. Infatti il Paese ha recentemente introdotto una nuova legge per la quale i cittadini europei che intendono trasferirsi con la propria residenza fiscale per almeno due anni, possono usufruire di moltissime convenzioni. Dedicata sia a chi intende farlo come dipendente in una “nuova posizione lavorativa”, sia ai liberi professionisti, la legge prevede:

  • L’esenzione dal pagamento dell’imposta sul reddito e della tassa di solidarietà sul 50% del reddito da lavoro dipendente o freelance di fonte greca;
  • Qualsiasi altro reddito di fonte greca ed estera viene tassato secondo le aliquote fiscali generali;
  • L’esenzione dall’applicazione delle tasse locali sul reddito annuale figurativo derivante dalla proprietà o dal possesso di una residenza o di un veicolo ad uso privato.

Ma attenzione perché il termine per richiedere questo regime fiscale è il 31 luglio dell’anno in cui l’individuo inizia l’attività lavorativa o imprenditoriale e, soprattutto, bisogna soddisfare altri due fondamentali requisiti: non avere lo status di residente fiscale greco nei sei anni precedenti al trasferimento e fornire servizi di lavoro in loco a un greco o a una filiale greca di una società straniera.

Basta andare in Grecia solo per le vacanze, è arrivato il momento di trasferirsi.



#2 La Croazia ha introdotto un visto apposito per i nomadi digitali

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Il nuovo visto, ancora adottato da pochissimi paesi europei, è stato introdotto dalla Croazia il 1° Gennaio 2021. Il nomade digitale viene definito dalla legge croata come “chi al di fuori dell’Ue lavori nella “tecnologia della comunicazione” o come dipendente a distanza o attraverso la propria azienda registrata all’estero”. L’obiettivo del visto è quello di attrarre nuovi lavoratori che, in realtà, rappresenterebbero una strategia per rilanciare il turismo croato; potrebbero essere una risorsa locale come consumatori di beni e servizi, senza contare che una permanenza temporanea aumenta la probabilità che vengano affittate ville e appartamenti turistici solitamente vuoti durante l’inverno. Sembra proprio un paradiso: i nuovi arrivati non saranno soggetti a imposta sul reddito, ma non potranno fornire servizi alle imprese croate.

#3 Il visto di reddito in Spagna

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La Spagna ha deciso invece di dare l’opportunità a chi vorrebbe vivere in Spagna ma lavora altrove, creando appositamente un visto definito “di reddito”. Questa residencia no lucrativa è riservata ai cittadini non Ue che non lavorano in Spagna ma che vogliono risiedervi. Le condizioni per ottenere il visto sono semplici: avere un reddito minimo di 26 mila euro annui da lavoro straniero (come appunto quello eseguito da remoto) oppure da pensione. Il visto dura un anno ma può essere rinnovato, con una durata massima di due anni. Sembra semplice e infatti lo è, ma mi raccomando: non è possibile svolgere attività economiche o professionali sul territorio spagnolo.

#4 L’Estonia allarga l’e-Residency ai nomadi digitali

E’ dal 2014 che l’Estonia ha scelto di utilizzare il sistema di e-Residency, ovvero un’identità virtuale che prima veniva concessa solo ai non residenti ma ora è stata allargata ai nomadi digitali. E’ un’ottima occasione per chi vuole viaggiare per l’Europa lavorando: infatti il visto digitale permette di rimanere e lavorare in Estonia per 12 mesi, incluso anche il diritto di viaggiare dentro i confini europei per 90 giorni. Dal 2014 ad oggi il sistema ha fatto guadagnare al Paese oltre 41 milioni di euro, cifra che è destinata ad aumentare rapidamente.

#5 Madeira: il villaggio turistico portoghese riservato allo smart working

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Il Digital Nomads Madeira è un progetto che da Febbraio a Giugno consentirà a centinaia di nomadi digitali di vivere in un villaggio turistico sull’isola portoghese di Madeira per almeno un mese. Le richieste sono migliaia ma il villaggio può contenere “solo” 100 lavoratori contemporaneamente, che hanno a disposizione spazi di lavoro gratuiti, connessione internet dalle 8 alle 22, oltre ai servizi offerti come ristoranti e negozi. Il progetto si aggiunge al già esistente visto D7, un visto strategico che il Portogallo aveva introdotto per attirare pensionati e stranieri con un reddito stabile. La lista d’attesa per il villaggio dei nomadi digitali è piuttosto lunga, ma si può sempre puntare sul visto D7 che dopo 5 anni potrebbe anche convertirsi in un visto permanente.

#6 Vivere a Dubai senza pagare le tasse

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No, non avete letto male. Negli Emirati Arabi non esistono le tasse sui redditi delle persone fisiche. Quindi chi lavora in smart working non dovrà pagare le tasse e potrà godere di un visto che permette di fare praticamente tutto come un residente qualsiasi: accesso a linee telefoniche, documenti di identità, servizi bancari, la possibilità di affittare un alloggio e addirittura mandare i bambini a scuola.

#7 E l’Italia? Sconti fiscali per favorire gli espatriati

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Il clima mediterraneo e l’ottima cucina sono un potente magnete che attrae cittadini europei e non, senza contare tutti gli italiani che si sono trasferiti all’estero per lavoro ma che non aspettano altro: tornare a casa. Dal 1° Gennaio 2021 gli espatriati potranno tornare in Italia e godere di uno sconto fiscale per ben 5 anni: il 70% per chi trasferisce la propria residenza fiscale al nord e addirittura il 90% per chi sceglie il centro-sud. Dopo 5 anni lo sconto può essere rinnovato per ulteriori 5 anni e ottenerlo è semplicissimo, basta avere una società italiana o lavorare per una società italiana.

Fonte: Il Corriere

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ROSITA GIULIANO

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