🛑10mila in piazza Duomo per le TERAPIE DOMICILIARI: la richiesta dei medici

La storia e i risultati del comitato promotore e lo scopo dell'iniziativa

Credits terapiadomiciliare c-19 - Manifestazione 6 giugno 2021

Domenica 6 giugno: 10 mila persone in Piazza Duomo. L’obiettivo della manifestazione è il riconoscimento ufficiale delle terapie domiciliari che, secondo la testimonianza dei medici, hanno permesso di curare migliaia di pazienti affetti da Covid pur non essendo inserite nel protocollo di cura avvallato dal Ministero della Salute. La storia e i risultati del comitato promotore dell’iniziativa.

10mila in piazza Duomo per le TERAPIE DOMICILIARI: la richiesta dei medici

# Come nasce il “Comitato cure domiciliari Covid”

Il comitato “Comitato cure domiciliari Covid” nasce da un gruppo informale di cittadini e medici per fornire supporto ai cittadini durante l’emergenza Covid-19, per scambiarsi informazioni cliniche e definire un protocollo di cure domiciliare in assenza di direttive specifiche.


L’iniziativa è partita il 14 marzo 2020, grazie all’avvocato Erich Grimaldi del Foro di Napoli, con la creazione del gruppo Facebook #esercitobianco a sostegno di medici ed infermieri. A seguito di un confronto in diretta con gli operatori sanitari, è emersa la necessità di creare un dialogo tra la medicina territoriale di tutte le regioni italiane. Il 19 aprile 2020 è stato aperto quindi un secondo gruppo Facebook denominato #terapiadomiciliarecovid19 in ogni regione, con importanti confronti tra i medici dei territori sulle terapie domiciliari precoci per la cura del paziente Covid.

A novembre 2020 nasce ufficialmente il “Comitato Cure Domiciliari Covid”, ad opera degli avvocati Grimaldi e Piraino, con l’obiettivo di rendere collettiva la battaglia per ottenere una cura domiciliare tempestiva per tutti i cittadini, senza discriminazioni territoriali. In aggiunta a questo il comitato si batte per tutelare il diritto alle cure senza alcuna limitazione, anche attraverso l’implementazione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) in ogni regione, in numero adeguato alle esigenze territoriali.

# Le iniziative sui territori

I medici di ogni regione hanno attivato un dialogo costante con quelli di altre per condividere scelte terapeutiche che, in assenza di determine regionali che si adeguassero ai protocolli AIFA del 17 marzo 2020, permettessero l’utilizzo di farmaci, comunque, in modalità off label. Tra le realtà coinvolte per costruire una rete su tutto il territorio italiano anche 150 “Medici in prima linea” della Lombardia, oltre a medici di tutte le regioni italiane. 



# Le azioni legali contro enti e istituzioni

In parallelo a questo il comitato si è mosso anche tramite vie legali:

  • l’avvocato Grimaldi insieme all’avvocato Valentina Piraino del Foro di Roma hanno impugnato una determina della regione Lazio che ha limitato la libertà prescrittiva dei Medici di medicina generale alla sola presenza dell’esito positivo del tampone, impedendo la possibilità di somministrare farmaci ai primi sintomi.
  • il 30 aprile 2020, l’avvocato Grimaldi ha inviato, senza alcun riscontro, una diffida al Presidente del Consiglio, al Ministero della Salute e a tutte le regioni, affinché si perfezionasse un protocollo univoco nazionale per le cure tempestive domiciliari per il Covid
  • nel mese di luglio 2020, successivamente al provvedimento del 26 maggio 2020 che sospendeva la sperimentazione dell’idrossiclorochina al di fuori degli studi clinici, è stata richiesta un’istanza d’accesso agli atti ad AIFA e depositato un ricorso al TAR Lazio, con relative istanze cautelari, per ottenere una riabilitazione di questo farmaco utilizzato durante la prima ondata.

# La manifestazione in piazza Duomo a Milano il 6 giugno per ottenere il riconoscimento ufficiale delle terapia domiciliare a base di idrossiclorochina

La manifestazione di domenica 6 giugno in Piazza Duomo a Milano ha visto partecipare oltre 10.000 persone, tra cui medici, farmacisti, psicologici, infermieri, fisioterapisti e gente comune, dopo quella di Roma a Piazza del Popolo dell’8 maggio.

Il fine di questo evento è stato dare voce all’iniziativa del comitato e chiedere di nuovo il riconoscimento ufficiale delle terapie domiciliari che secondo questi medici volontari non solo guarisce ma se attuata precocemente previene l’aggravarsi della malattia, evitando l’ospedalizzazione.

Si tratta di una terapia tempestiva a base di idrossiclorochina da attuare al massimo entro il terzo giorno dalla comparsa dei sintomi, contrariamente a quanto suggerito dalla nota AIFA: l’attesa vigilante di 72 ore e la somministrazione di paracetamolo. A corredo della manifestazione è seguita anche la raccolta di firme per chiedere al Ministro Speranza di rivedere il Protocollo per le terapie domiciliari precoci.

Fonti: Lacittanews , terapiadomiciliarecovid19.org

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FABIO MARCOMIN

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