Una storia di libertà: i 40 giorni della REPUBBLICA dell’OSSOLA

Una breve avventura di libertà ha ispirato la Costituzione Italiana e la bandiera di un noto film internazionale

Territotio della Repubblica dell'Ossola Credits novara.anpi.it

1944. L’Italia è devastata dalla guerra civile e a cavallo di un vuoto di legislatura molti territori si sono auto liberati e proclamati Repubbliche Partigiane. Una in particolare si è distinta per efficienza e lungimiranza. Vediamo dove e come è successo

Una storia di libertà: i 40 giorni della REPUBBLICA dell’OSSOLA

# La Repubblica dell’Ossola

Territotio della Repubblica dell’Ossola Credits novara.anpi.it

Nel corso della guerra civile seguita agli eventi dell’8 settembre 1943, in Italia alcuni territori riescono a liberarsi cacciando i nazi-fascisti dalla propria terra, aprendo la stagione delle Repubbliche Partigiane.
Tra tutte si è distinta per importanza ed efficienza la Repubblica dell’Ossola, nata tra le valli e i monti della Val Vigezzo, intorno a Domodossola e al confine con la Svizzera.


La Repubblica dell’Ossola riveste un’importanza storica e strategica per numerosi motivi. Innanzitutto, per la dimensione del territorio esteso su una superficie di più di 1600 Km², comprendente 32 comuni, 6 valli e oltre 80.000 cittadini coinvolti nella sua giurisdizione.
Più di tutto questa esperienza ha dato alla zona un vero e proprio governo, capace di instaurare molteplici canali diplomatici interni e con la vicina Confederazione Svizzera. La dottrina e le conoscenze messe in pratica dai protagonisti della Repubblica dell’Ossola, hanno poi contribuito a formare e consegnare al futuro ordinamento italiano, grandi costituzionalisti e idee per quello che è l’odierno ordinamento.

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# Quaranta giorni di libertà

40 giorni libertà Credits: Slideplayer.it

Nata il 10 settembre del 1944, quando sotto il comando di Alfredo Di Dio, le truppe fasciste vengono attaccate e sconfitte a Domodossola, riconquistata dai fascisti nell’ottobre dello stesso anno, la Repubblica dell’Ossola è stato l’esempio più concreto del volere spontaneo dei sentimenti di libertà e democrazia, nascenti in quel periodo in tutta la penisola.
Sebbene effimera, perché durata appena 40 giorni, la Repubblica dell’Ossola ha saputo dare al territorio una vera amministrazione, con la Giunta Provvisoria di Governo (o G.P.G.), tenendo conto delle esigenze militari del conflitto in corso, delle richieste e necessità della popolazione, intessendo al contempo rapporti interni con il Governo di Liberazione nazionale di Roma e, non ultimo, allacciando rapporti internazionali con la vicina Svizzera, che ha garantito assistenza, viveri e poi asilo ai protagonisti di questa liberazione.



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# La prima donna al Governo

Gisella Floreanini Credits: @simoneluchessa IG

La Giunta Provvisoria di Governo ha visto la partecipazione di cariche che hanno in seguito ricoperto incarichi nella Costituente e nei Gabinetti ministeriali della futura Repubblica; una delle novità più importanti della G.P.G. Ossolana è quella di mostrare al mondo la prima donna italiana al Governo, Gisella Floreanini. Il suo nome viene proposto con tutta la semplicità del mondo, è la persona giusta per ricoprire il ruolo di Commissario all’Assistenza. Con altrettanta schiettezza viene accettato: «Sembrava avvenissero con semplicità, allora, tanti fatti rivoluzionari, rinnovatori del costume politico e sociale», scrive nelle sue memorie proprio Gisella Floreanini, la prima in assoluto in Italia a ricoprire un ruolo di Governo, addirittura quando le donne non hanno diritto al voto.

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# L’organizzazione e la resistenza della Repubblica 

#Organizzazione della Repubblica dell’Ossola Credits: novara.anpi.it

La Giunta Provvisoria di Governo è retta dal Presidente Ettore Tibaldi, insieme a una serie di Commissari che fungono da Ministri e da collegamento tra il territorio, la popolazione e il resto dell’Italia e del mondo.
Ogni Commissario si occupa della materia di competenza, tutte le questioni importanti sono dibattute in Consiglio di Governo, antagonista del Consiglio dei Ministri di Salò.
La meraviglia che la G.P.G. consegna alla storia, è la determinazione di risolvere sempre le problematiche più immediate della popolazione attraverso atti che hanno l’unico scopo di salvaguardare l’uguaglianza e la dignità dei cittadini, il senso di giustizia e la crescita civile e sociale.

I compiti che hanno richiesto gli sforzi maggiori sono stati quelli per garantire alla popolazione viveri e assistenza sanitaria. La rete fascista, infatti, ha interrotto ogni forma di rifornimento nelle valli Ossolane, i quali sono arrivati dalla vicina Svizzera che ha dato aiuto concreto attraverso una formidabile rete di solidarietà, messa in moto dalla Croce Rossa e dal Consiglio ticinese.
Treni carichi di viveri, medicinali, carbone e generi per ogni necessità, compresi quaderni e matite per la scuola, hanno varcato il confine tra la Svizzera e la valle dell’Ossola facendo nascere uno dei primi corridoi umanitari internazionali. La G.P.G. ha previsto addirittura un efficiente servizio di Dogana per il transito di questi generi di sussistenza, sia per averne il controllo  e garantire un’equa distribuzione, sia per sorvegliare militarmente i valichi di frontiera, prevenendo il ritorno dei nazi-fascisti da quella parte.

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# Il concetto di giustizia: no alla pena di morte per i fascisti

Val d’Ossola oggi Credits: @fede.pes IG

Un altro fronte “caldo” è stato quello militare. Le formazioni partigiane dell’area non sono sempre in accordo tra loro e la Giunta di Governo Ossolana le ha tiene a bada attraverso il dialogo e l’autorevolezza, impedendo esecuzioni sommarie.
Nessun nemico fascista viene ucciso: una volta individuato e processato, ogni fascista o collaborazionista viene semplicemente allontanato dalle Valli.
Non avendo un ordinamento giuridico di riferimento, ripudiando ovviamente quello fascista, la Giunta Provvisoria di Governo adotta pochissime regole, sempre però improntate al riconoscimento della libertà individuale, dell’equità e della legalità, tutti concetti che sono poi entrati di prepotenza nella futura Costituzione.

Le sentenze emesse sono tutte pronunciate «in nome della Nazione», ma in nessun caso condanne o assoluzioni hanno carattere definitivo, rimandate per la discussione a leggi nazionali superiori ancora da scrivere, ma già ben chiare nella mente dei visionari e ispirati protagonisti Ossolani. Il Presidente della G.P.G. Tibaldi dice che «Anche se durasse una sola settimana, dobbiamo fare e pensare come nell’Italia di ieri non si è fatto e pensato», dettando principi di legalità e lealtà fino ad allora poco praticati.

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# Il ritorno dei fascisti 

Schema controffensiva Credits: Archivio VCO

Il 10 ottobre 1944 le truppe della Repubblica di Salò lanciano l’offensiva per riconquistare il territorio. Dopo alcuni giorni di scontri, l’affermazione militare dei 50.000 fascisti riporta il regime nella Valle dell’Ossola, aiutato dalla fuga della maggior parte degli 80.000 cittadini in Svizzera, ancora una volta pronta a mostrare la solidarietà verso questi valorosi combattenti per la libertà.
Le valli restano praticamente deserte e, comunicando a Mussolini l’avvenuta riconquista, il Comandante Enrico Vezzalini scrive che «abbiamo riconquistato l’Ossola. Ora dobbiamo riconquistare gli Ossolani», cosa che naturalmente non avverrà mai più.

La Repubblica dell’Ossola viene presa da esempio dopo la definitiva liberazione dal nazi-fascismo e alcuni dei suoi protagonisti più illuminati, chiamati a Roma per scrivere la nuova Costituzione o per ricoprire importanti incarichi di governo.

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# Il vessillo ha ispirato la bandiera del film Dune

Vessillo Credits: Wikipedia

La bandiera adottata dalla Repubblica dell’Ossola è ancora oggi oggetto di discussione. Per la poca durata della stessa è certamente stato impossibile decidere quale vessillo potesse rappresentare il territorio. C’erano sicuramente i vessilli che le formazioni partigiane avrebbero voluto issare, ognuno la sua, come bandiera dell’Ossola.
Certo è che l’auto con cui si muove Tibaldi nelle Valli dell’Ossola, mostra dei gagliardetti con un tricolore orizzontale blu, rosso e verde, probabilmente una sintesi delle bandiere militari dei partigiani della zona.
Questi colori e questa bandiera, sono quelli che hanno ispirato la bandiera del film “Dune”.

In letteratura la Repubblica dell’Ossola è magistralmente documentata in “Una repubblica partigiana” di Giorgio Bocca (che contempla anche le Repubbliche dell’Alto Monferrato e della Carnia), nel libro “Il cavallo rosso” di Eugenio Corti, in numerosi documentari TV e nello sceneggiato “Quaranta giorni di libertà” di Leandro Catellani, con Andrea Giordana, Stefano Satta Flores e Anna Identici, tra gli altri, che hanno recitato anche con i suggerimenti dei veri protagonisti della Repubblica dell’Ossola

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LAURA LIONTI

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