Il DIAVOLO e la leggenda del PONTE COPERTO di PAVIA

Il fiume che scorre al contrario Einstein e altre storie sul "ponte di nebbia"

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La città di Pavia è ricca di monumenti e luoghi particolari. Curiosità sparse per la città che aspettano solo di essere scoperte.  Come ogni ponte che si rispetti, c’è anche una leggenda che circola già da ormai molto tempo sul ponte più famoso di Pavia, il Ponte Coperto.

Il DIAVOLO e la leggenda del PONTE COPERTO di PAVIA

# Un po’ di storia: il fiume che scorre al CONTRARIO

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Il Ponte Coperto ha attraversato secoli di storia. Costruito nel 1351 da Giovanni da Ferrara, il ponte prendeva il nome di Ticinum in epoca romana proprio per il fiume che lo attraversa. Nei periodi di magra, quando il livello dell’acqua è molto basso è possibile vedere un pilone in posizione centrale, il quale dimostra che, all’epoca, il fiume scorreva nella direzione opposta di quella odierna.


# Galeazzo Visconti gli ha messo il TETTO

Sui resti del ponte romano, nel 1354 venne fatto costruire un nuovo ponte da Galeazzo II Visconti in modo tale che avesse la sua caratteristica copertura a tetto, ciò che oggi lo rende così particolare. Anni più avanti, il ponte venne completamente distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e successivamente, nel 1949, ricostruito un po’ più largo e un po’ più alto.

# A Pavia soggiornò anche EINSTEIN

credits: wikipedia

Un’ulteriore caratteristica del ponte la si trova nella targhetta posizionata nella zona centrale dedicata ad una personalità importante: Albert Einstein. Lo scienziato, infatti, venne ospitato dalla città nella primavera e nell’estate del 1895. Fu proprio Albert a chiedere la ricostruzione del ponte bombardato.

# Il ponte di NEBBIA si trasforma in PIETRA

credits: paviaedintorni.it

Ma il vero fulcro della curiosità sul ponte coperto di Pavia è la leggenda che da anni permane nella città. Si racconta che la costruzione del ponte fosse opera del diavolo in persona, nella viglia di Natale dell’anno 999. In questa storia, il diavolo si presentò con le fattezze di un uomo vestito di rosso e si offrì di accompagnare con il suo traghetto alcuni pellegrini fino all’altra sponda del fiume. Il ponte romano era ormai crollato e pellegrini e cittadini del borgo volevano raggiungere l’altra sponda per partecipare alla messa natalizia.



Guidandoli nella nebbia, il diavolo indicò agli uomini un bellissimo ponte che, nel frattempo, si era formato con la nebbia e rivelò loro che, proprio quel ponte, si sarebbe trasformato in pietra solamente in cambio dell’anima del primo uomo che avesse abbastanza coraggio per attraversarlo.

# L’arcangelo che si prese gioco del diavolo

credits: @hanna_mitozuka su IG

Si narra che, a quella scena, fosse presente anche l’Arcangelo Gabriele. L’arcangelo, nei panni di uno dei pellegrini, riuscì a prendersi gioco del Diavolo, convincendolo a costruire il ponte mentre loro decidevano chi sarebbe stato il primo a sacrificarsi. L’Arcangelo poi immolò un caprone, facendolo passare per primo sul ponte appena costruito. Preso in giro e pieno d’ira, il diavolo scatenò un violento nubifragio nel tentativo di abbattere il ponte ma ogni sforzo fu vano. Così, per tenere lontano il diavolo, i Pavesi fecero costruire sul pilone del mezzo una chiesetta dedicata a Giovanni Nepomuceno, il santo dei fiumi.

Ancora oggi, il ponte sembra riportarci indietro nel tempo, nella notte del 999, poichè nelle giornate particolarmente nebbiose sembra essere veramente fatto di nebbia.

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SELENE MANGIAROTTI

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