Il lago ARCOBALENO a tre ore e mezza da MILANO

Uno specchio d’acqua dai mille colori legato ad una magica leggenda

Credits: @ nascetuttodalsass IG

Non c’è niente di meglio che rilassarsi con una camminata tra le montagne per raggiungere uno dei laghi più belli e suggestivi d’Italia. Ancora meglio se il lago è legato ad una romantica ma struggente leggenda.

Andiamo alla scoperta del Lago di Carezza, nome adattato dal tedesco Karersee, per via della presenza di una famiglia di piante con ampie foglie lobate.


Il lago ARCOBALENO a tre ore e mezza da MILANO

# Il lago che si tinge di ARCOBALENO

credits: @federicomascagna

Con poche ore di viaggio, si può raggiungere un luogo magico e leggendario per combattere il terribile caldo milanese e rilassarsi in riva al Lago di Carezza, in provincia di Bolzano. Conosciuto anche come “Lago Arcobaleno”, il lago è circondato da fitti abeti e dalle cime del Catinaccio e del Latemar. In ladino viene chiamato anche lec de ergobando e vi è legata una curiosa leggenda che svelerebbe la vera causa dei suoi colori.

# La leggenda del mago e della sua amata ninfa

credits: lartedeipazzi.org

La leggenda narra della bellissima ninfa Ondina che viveva nel lago, tantissimi anni fa. Il suo canto allietava i viandanti e li accompagnava nel loro cammino per le montagne. Un mago, chiamato Masaré, s’innamorò della giovane ninfa e chiese aiuto alla strega Lanwerda per poter conquistare il cuore della donna. Gli venne consigliato di travestirsi da venditore di gioielli e creare un arcobaleno che unisse i due monti, il Catinaccio con il Latemar.

Il mago fu entusiasta di quest’idea e si mise subito all’opera, andando al lago e creando il più bell’arcobaleno mai visto. Dimenticò un piccolo dettaglio, quello di travestirsi. Ondina rimase incantata dallo spettacolo da lui creato, ma appena si accorse della presenza del mago, s’immerse nelle profonde acque del lago e scomparve per sempre. Il cuore del mago andò in mille pezzi e così anche l’arcobaleno che lui aveva creato, tutti i suoi frammenti gettati nel lago.



# Come si COLORANO le sue acque

credits: greenme

La rabbia, la disperazione e la tristezza di Masarè lo portano a distruggere i suoi gioielli e buttarli nel lago e così, la leggenda ci racconta, i pezzi sono ancora lì, sul fondo del lago. Quando la luce del sole filtra tra gli abeti, si riflette sui cocci colorati e tinge le acque alpine di tanti bellissimi colori.

In realtà, non c’è nessun coccio in fondo al lago ma è solo grazie alla luce del sole che si riflette sulla superficie dell’acqua che si vengono a creare tanti giochi di luce e di colore tingendo il lago di arcobaleno.

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SELENE MANGIAROTTI

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