Germania PRIMA in EUROPA per il Metodo Montessori, l’Italia fanalino di coda. Invece ne avremmo tanto bisogno

Dopo la chiusura durante il fascismo di tutte le scuole che adottavano questo metodo centrato sull’autonomia e l’individualità del bambino, l'Italia ha di fatto abbandonato una sua grande tradizione educativa. La difficoltà a livello ideologico è quella di riuscire a scardinare la visione educativa tradizionale che vede un adulto come traduttore del sapere, in una posizione nettamente superiore al bambino


Il fascismo chiuse tutte le scuole che adottavano il metodo messo a punto dalla pedagogista marchigiana Maria Montessori, centrato sull’autonomia e l’individualità del bambino. Da allora, per qualche misterioso motivo, in Italia non si è più riaffermato un metodo pedagogico che si è invece diffuso con sempre più successo in tutto il mondo. Germania in testa. 

Germania PRIMA in EUROPA per il Metodo Montessori, l’Italia fanalino di coda. Invece ne avremmo tanto bisogno

Pubblichiamo articolo di Maria Giulia Marsili per “Berlino Magazine” – Nemo propheta in patria, perché il metodo Montessori è al top in Germania, ma raro in Italia

# Più di 1200 le scuole che hanno adottato il metodo Montessori in Germania, uno dei numeri più alti nel panorama europeo

Sviluppato in Italia dalla pedagogista marchigiana Maria Montessori, oggi il metodo educativo Montessori è diffuso in oltre 66 mila scuole del mondo. A livello europeo si contano più di 2800 scuole distribuite su tutto il territorio, con una particolare concentrazione nei paesi nordici, in particolare anglosassoni e scandinavi. Fra le varie nazioni la Germania è una di quelle che mantiene il primato con più di 1200 scuole, seguita dall’Inghilterra che ne conta circa 800. Se facciamo un passo indietro nella storia tedesca dobbiamo comunque ricordarci che a partire dal 1933 tutte le scuole che avevano adottato il metodo Montessori nella Germania di Hitler vennero chiuse, come nell’Italia di Mussolini. Nonostante ciò la diffusione riprese subito a gran velocità dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

# Il metodo Montessori centrato sull’autonomia, la motivazione e l’originalità di ogni bambino

 

L’approccio didattico è centrato sull’autonomia e l’individualità del bambino. Il compito della scuola è quello di seguire il naturale sviluppo del bambino nelle varie fasi di crescita, senza mai sovrastarlo ma collaborando con lui. La Montessori ha inserito il concetto di “stanza educativa adatta ai bambini”: in essa ogni oggetto è a misura di bambino ed è da lui facilmente raggiungibile autonomamente. Anche nelle scuole di grado superiore all’infanzia, i bambini possono imparare le stesse materie che vengono insegnate con il metodo tradizionale, ma sono sicuramente più stimolati e coinvolti nell’apprendimento.

# In Italia resistono poco meno di 200 scuole, soprattutto nel centro 

Questo metodo, sviluppato agli inizi del novecento da Maria Montessori è tutt’ora in una fase crescente di diffusione in tutto mondo, ma paradossalmente non in Italia. Se ne contano poco meno di 200 e sono concentrate per lo più nel centro della penisola. Perché? Le cause sono molteplici e possono essere ritrovate sia nella storia nazionale recente che nell’economia contemporanea. A livello storico il fascismo ha frenato notevolmente la diffusione di questo metodo.

Inizialmente Mussolini, appena notò il successo che la Montessori stava riscuotendo all’estero, cercò di riportarla in Italia, ma lei comprendendo che la stava strumentalizzando in favore della sua ideologia, continuò a vivere all’estero. A livello economico, oggigiorno, creare e formare una scuola con metodo Montessori è assai più dispendioso. Sarebbe necessario investire sia nella formazione di nuovi insegnanti sia nella ristrutturazione degli ambienti al fine di adeguarli al metodo. Infine, la difficoltà a livello ideologico è quella di riuscire a scardinare la visione educativa tradizionale che vede un adulto come traduttore del sapere, in una posizione nettamente superiore al bambino.

Fonte articolo: Berlino Magazine

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