Come andrà a finire? 5 scenari APOCALITTICI causati dal Covid

Vi è mai capitato di pensare allo scenario peggiore che potrebbe fare da epilogo di questo stato di emergenza?

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Ci sono tante ipotesi legate alla situazione Covid. Abbiamo provato a immaginare 5 scenari apocalittici come epilogo di questo stato di emergenza.

Come andrà a finire? 5 scenari APOCALITTICI causati dal Covid

#1 Estinzione a causa del COVID 19

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La natura come si sa si ribella ogni qualvolta viene messa in serio pericolo, ripristina il suo stato originale fregandosene del politicamente corretto cioè senza guardare in faccia a persone o cose, senza guardare il colore dell’epidermide, l’appartenenza a un credo politico o religioso. In un mondo oggettivamente sovrappopolato e che non è in grado di gestire l’esplosione demografica, la natura potrebbe voler ripristinare un numero di persone più fisiologico cioè quanti potrebbero vivere in modo sostenibile e un virus potrebbe essere il mezzo con il quale la natura si riprende il suo potere. Non è da escludere che possa esserci una epidemia così forte e violenta da dimezzare la popolazione mondiale. C’è anche chi immagina un finale ancora più drastico, l’eliminazione del genere umano come avvenuto dai dinosauri. Perchè spesso a vincere è il più piccolo, non il più grande. 


#2 Guerra civile tra allarmisti e riduzionisti

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Quello che è nato come reazione nervosa a uno stress comune, formando due frazioni divise nella lettura di questo virus, si sta sempre più inasprendo con una violenza che potrebbe degenerare da parole ai fatti. Si tratta di supposizioni che non sono né sperate né volute ma potrebbero essere una possibile evoluzione ideologica di una situazione che sta diventando esplosiva. Quello che è certo è che praticamente tutti fanno parte di uno di questi due schieramenti, anche chi ritiene di essere invece una via di mezzo tra le parti, e bisogna fare attenzione a non oltrepassare un punto di non ritorno. 

#3 Guerra mondiale tra paesi pro “dittatura sanitaria” e paesi pro “libertà individuale”

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La follia di alcuni capi di Stato e l’aggrovigliarsi di interessi transnazionali potrebbero portare non solamente fazioni interne di un paese ma l’intera popolazione mondiale a una vera e propria guerra. Tra chi vuole lockdown totale e chi si affida solo al buonsenso sta serpeggiando una sorta di competizione. Ovviamente ne va dell’economia, della libertà individuale, fino a pregiudicare il futuro della propria popolazione. In tutto questo c’è anche il ruolo chiave della Cina sia come luogo dove tutto ha avuto inizio che come quello in cui tutto sembra avere avuto fine, ormai da mesi, e che anche veleggia con il vento dell’economia a favore mentre il resto del mondo sprofonda nei contagi e nella paura. Le  navi da guerra cinesi e americane nel Pacifico sono un segnale del voler mostrare i muscoli al proprio avversario e nessuna delle due superpotenze sembra abbia voglia di cedere all’altra. In un clima rovente quale quello che stiamo vivendo chi se la sente di ipotizzare che tutto finisca a tarallucci e vino alzi la mano. Nessuno, vero? Le operazioni militari si moltiplicano e gli animi sono messi a dura prova. Tutti hanno da perdere ma il proseguire della crisi dovuta al COVID sta pregiudicando gli equilibri economici e politici del globo. Forse anche quelli militari. 

#4 Depressione mostruosa che sfocia in una dittatura 

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Come la storia ci insegna le dittature sono spesso nate in seguito a drammatiche crisi economiche. In Italia come in moltissimi paesi del resto del mondo è evidente un malumore diffuso e che qualcuno catturi questo sentimento e lo faccia proprio per aizzare la popolazione contro qualcosa o qualcuno è un pericolo reale. Sempre la storia ci insegna come sono nate le dittature che noi definiamo come tali senza darne un colore politico, senza dar loro una paternità o addirittura voler dimostrare che una sia meglio o diversa dall’altra. Arriveranno i carri armati guidati da un generale? Oppure la cosiddetta “dittatura sanitaria”, diventerà una dittatura vera e propria, nel nome dell’egualitarismo e della sicurezza universale? Non lo sappiamo. Quello che è certo è che stiamo assistendo ai due focolai esplosivi che precedono sempre ogni dittatura: una disintegrazione economica e sociale insieme a una strumentale manipolazione delle informazioni. 



#5 Deflagrazione dell’Italia in tanti stati indipendenti

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L’Italia è una e indivisibile. La Costituzione serve a ricordarci che nella nostra storia la regola è stata il contrario: dalla fine dell’impero romano per la gran parte della nostra storia siamo stati divisi in una manciata di staterelli. La differenza culturale ed economica dell’Italia che fin dall’Unità è sempre stata evidente e mai calmierata sta vivendo una nuova stagione, si sta nuovamente evidenziando un nervosismo che trasuda ovunque con un’opposizione al potere di Roma che si sta facendo sempre più accesa, specie nei territori con più diffuse aspirazioni indipendentiste. Tra vari scenari più apocalittici non si può escludere quello della disintegrazione territoriale. Anche in questo caso è già capitato in altri paesi come effetto di una violenta crisi economica e sociale, come il caso dell’Unione Sovietica o della Jugoslavia. Ritornano ad affiorare alcuni sentimenti, delle evidenti fratture che con la forte crisi economica non fanno che aumentare, come in una grande nave che affonda dove affiora lo spirito di sopravvivenza, dove ognuno pensa a se stesso e ai propri amori sacrificando il resto. A volte per motivi umanamente comprensibili, come quello di salvare i nostri cari a discapito di una collettività più ampia o eterogenea. Questo paragone serve ad illustrare come le molte differenze regionali potrebbero portare ad insanabili fratture e l’inizio di una nuova era politica costituita da realtà più o meno blandamente legate tra loro. 

Continua la lettura con: “La salute contro la salute”: EFFETTI COLLATERALI delle restrizioni anti Covid

ROBERTO BINAGHI

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Nato a Milano il 25 agosto 1965. Sin da bambino frequento l’azienda di famiglia (allora una tipografia, ora azienda di comunicazione e stampa) dove entrerò ufficialmente a 17 anni. Diplomato Geometra all’Istituto Cattaneo a 27 anni e dopo aver abbandonato gli studi grafici a 17, mi iscrivo a Scienze Politiche ma lascio definitivamente 2 anni dopo per dedicare il mio tempo libero alla famiglia e allo sport. Sono padre di Matteo, 21 anni, e Luca, 19 anni. Sono stato accanito lettore di quotidiani e libri storico-politici, ho frequentato gruppi politici e di imprenditori senza mai tesserarmi, per anni ho seguito la situazione politica italiana collaborando anche con L’Indipendente allora diretto da Vittorio Feltri e Pialuisa Bianco (1992-1994). Per questioni di cuore ho iniziato a seguire il mondo del basket dilettantistico ricoprendo il ruolo di dirigente della società Ebro per oltre 10 anni e della Bocconi Basket FIP dal settembre 2019 (ruolo che ricoprirò anche per la prossima stagione). Nel corso degli anni ho contribuito allo sviluppo di alcune start-up e seguito alcuni progetti di mia ideazione che hanno come obiettivo la rivalutazione del patrimonio meneghino oltre che un chiaro interesse sociale.