Bisogna MILANESIZZARE l’Italia

700.000 persone hanno manifestato a Londra per chiedere un nuovo referendum sulla Brexit. La capitale inglese è ancora sotto choc. Il referendum sull’Europa ha mostrato una profonda spaccatura nella Gran Bretagna: Londra ha votato in massa per rimanere nella UE mentre il resto del Paese ha girato le spalle al continente. Così Londra rischia di perdere il suo ruolo di città guida in Europa e nel mondo, perché la forza di Londra è l’integrazione, l’apertura internazionale, è soprattutto la possibilità per persone di tutto il mondo di poter accedere e portare il loro contributo. Questo i londinesi lo sanno bene, tanto che hanno avviato una raccolta firme per chiedere di trasformare Londra in una città stato indipendente dalla UK per restare in EU.

Il grave errore compiuto da Londra

Se si può imparare qualcosa dal dramma politico che sta vivendo la capitale inglese, è forse quello di essersi svegliata troppo tardi. Il fatto che il resto del Paese abbia votato in modo opposto a Londra significa che Londra, reduce da oltre 20 anni di successo, almeno da quando ha votato per l’autonomia nel 1998, non ha saputo londrizzare il resto del Paese: la leadership di Londra è rimasta solo economica e non ha saputo trasformare la sua ricchezza in una leadership culturale. Come leadership culturale non si intende una supremazia, ma tutt’altro: è la capacità di contagiare il resto del Paese con i suoi valori cardine. Ossia la grande apertura al mondo, l’internazionalità, l’accogliere il diverso per farlo contribuire al successo proprio e della comunità di cui fa parte.
Questi valori non sono stati diffusi, anzi: Londra ha amplificato alcuni limiti strutturali della società inglese, in primis una stratificazione classista che si basa non sulla capacità ma sui diritti di nascita, quelli stessi diritti per cui molti londinesi si considerano in cuor loro superiori rispetto alle parti da loro giudicate più retrograde della nazione. Una superiorità che i londinesi hanno sempre rivendicato con orgoglio e che ora gli si sta rivoltando contro.

Invece di contagiare il resto del Paese con i suoi valori cardine, Londra ha amplificato alcuni limiti strutturali della societa’ inglese, in primis una stratificazione classista e un senso di superiorita’ culturale

Il grande rischio di Milano: godere della sua superiorità su un paese che cola a picco

Nei rapporti con il resto del Paese Milano soffre di pericoli simili a quelli che stanno ricadendo addosso a Londra. Milano è la città internazionale, l’unica città europea dove si parla italiano, come è stata definita. Qualche giorno fa ho chiesto a un dirigente di un grande gruppo bancario il polso della situazione economica, riferita al loro contesto, e mi ha risposto: Milano sta andando alla grande, il resto del Paese è un disastro.
Io credo che il rischio di Milano sia gioire per una frase come questa. Significa compiacersi di eccellere in tutte le classifiche nazionali. Ma è una sensazione scorretta perchè non è Milano che sta andando meglio: è il resto del Paese che sta retrocedendo. Ed è un principio naturale che quando qualcosa va a picco, trascina con sé la parte che riesce a rimanere a galla. Pensare di salvarsi al tracollo dell’Italia sarebbe come cercare di salvare una mano al proprio annegamento. Non esiste.

non è Milano che sta andando meglio: è il resto del Paese che sta retrocedendo. Ed è un principio naturale che quando qualcosa va a picco, trascina con sé la parte che riesce a rimanere a galla.

Milano deve diventare luce per l’Italia

Milano sta giocando col fuoco: da un lato rimanendo amministrativamente ancorata a regole italiane che stanno compromettendo il futuro della nazione, dall’altro non trasformando la ricchezza che produce in una leadership culturale.
La forza di Milano non sono i suoi governanti o sue risorse esclusive, la forza di Milano è la sua cultura, intesa come mentalità. Come diceva Manzoni chiunque può acquisire la milanesità, la capacità di affrontare con concretezza i problemi e l’attitudine di darsi da fare, a lavorare e a rendersi utile alla comunità di cui si fa parte. A Milano chiunque può diventare milanese, di qualunque parte sia, se si dà da fare e se condivide questi valori.
Chiunque può diventare milanese anche senza stare a Milano. Questo Milano deve essere capace di trasmettere. Perchè in Italia c’è pieno di milanesità: l’Italia è ricca di persone che vivono con i valori di Milano, che ogni giorno cercano di darsi da fare per il loro meglio, che pensano che i problemi siano la chiave per migliorare, e che la soluzione dei problemi sia motivo di crescita. Questi sono valori che l’Italia sta perdendo ma che a Milano sono ancora dominanti e per questo Milano è chiamata a fare qualcosa di importante: diventare una luce per il nostro Paese.
Si tratta di una veste che già Milano ha indossato nel corso della storia. Milano è stata una luce del Rinascimento, quando è stata l’unica città stato di quei tempi, insieme forse a Venezia, che ha dato lustro non tanto a suoi geni, nati nel suo territorio, ma ha accolto i migliori del tempo, il cui simbolo è stato Leonardo Da Vinci, consentendo loro di godere della libertà e dell’ambiente ideali per fare emergere la loro eccellenza.

l’Italia è ricca di persone che vivono con i valori di Milano, che ogni giorno cercano di darsi da fare per il loro meglio, che pensano che i problemi siano la chiave per migliorare, e che la soluzione dei problemi sia motivo di crescita. Questi sono valori che l’Italia sta perdendo ma che a Milano sono ancora dominanti

Milano deve diventare il nuovo orizzonte per il Paese

Milano è stata luce del Risorgimento, guidando con le 5 giornate il processo di liberazione nazionale, è stata avanguardia della rivoluzione industriale in Italia di inizio novecento, col futurismo ha diffuso nel mondo la cultura del progresso. Anche il fascismo è nato a Milano come risposta a un’emergenza di un Paese confuso e dilaniato, e quando il fascismo ha dimostrato il suo fallimento è stata Milano a essere il centro della resistenza nel nord occupato dai tedeschi. Milano è stata medaglia d’oro della resistenza e qualche decennio dopo ha guidato la fine della prima repubblica con Mani Pulite, è dove sono nati i movimenti più innovativi degli ultimi trent’anni. Milano dà il meglio di sè quando alza lo sguardo e si assume il ruolo di aprire la strada a un nuovo futuro per il Paese.
E’ arrivato un momento in cui non serve dare vita a un nuovo partito o fare una rivoluzione nel suo territorio. Serve un radicale rinnovamento da proporre a tutto il Paese, serve quello che la politica non sta riuscendo a dare. Invece di assecondare la proiezione di un consenso, occorre indicare un nuovo orizzonte. L’orizzonte a cui l’Italia dovrebbe essere chiamata da Milano a guardare è proprio Milano: l’Italia se vuole costruirsi un futuro migliore deve diventare milanese, riscoprendo gli stessi valori che hanno reso grande Milano. Per farlo, all’Italia serve umiltà, a Milano serve il coraggio.

L’orizzonte a cui l’Italia dovrebbe essere chiamata da Milano a guardare è proprio Milano: l’Italia se vuole costruirsi un futuro migliore deve diventare milanese, riscoprendo gli stessi valori che hanno reso grande Milano.

ANDREA ZOPPOLATO

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1 COMMENTO

  1. Ma a Bologna non invidiamo per niente ma per niente Milano siamo forti nella industria nella sanita nella cultura nel benessere le consiglio signor Zoppolato prima di dire queste assurdita di fare un distinguo giografico

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