Il FUORISALONE di Lambrate è nato come progetto di rivalutazione immobiliare

fuorisalone di lambrate
Credits: luukmagazine.com

Primavera a Milano coincide con il Fuorisalone, o quasi. Se il ‘Salone internazionale del Mobile’ accoglie oltre 380 mila visitatori all’anno, il Fuori Salone o ‘Fuorisalone’, una serie di eventi dedicati al design organizzata in maniera autonoma, non è da meno. Il solo ‘Lambrate Design District’ accoglie infatti circa 100 mila visitatori all’anno (¹).

Ma, in fondo, le origini del Fuorisalone a Lambrate, zona che oggi è definita la Brooklyn italiana, si ritrovano in un progetto di rivalutazione immobiliare del quartiere, allora degradato e isolato dal centro città. Un’idea imprenditoriale nata per aumentare il valore del distretto, sfruttando la storicità e originalità di un luogo ancora in fase di ricerca della propria identità.

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Un’agenzia immobiliare, un giornalista, una quindicina di designer olandesi interessati a spostarsi ‘dalle cantine di via Tortona’, un contatto di rilevanza pubblica e sensibile al mondo del design e dell’arte: Mariano Pichler, imprenditore e architetto. Per quest’ultimo, un ruolo centrale nell’affermazione del distretto all’interno della Design Week di Milano che già, l’anno successivo, ne contò oltre di 50 artisti internazionali, alcuni in prima linea nella gestione degli spazi espositivi stessi (non senza difficoltà organizzative).

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Oggi, dopo 7 edizioni, gli espositori al Lambrate District sono oltre 350 di 43 diverse nazionalità, riconfermandosi, di anno in anno, un luogo cult per gli amanti del design di tutto il mondo (¹).

Ancora una volta, occupare aree della città in nome del design ha prodotto effetti positivi. Ma, ora che Lambrate aveva iniziato a seguire lo stesso destino già vissuto da via Tortona, cosa succederà visto che gli investitori si sono spostati in Loreto e Stazione Centrale?

 

(¹) Fonte http://www.lambratedesigndistrict.com

SILVIA BOCCARDELLI

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