Make LAMBRATE Great Again: alla scoperta del quartiere più anarchico di Milano

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Lambrangeles, Lambrooklyn, o il criptico movimento Make Lambrate Great Again, degno anche di un subreddit (al momento vuoto), sono solo alcuni tra i nuovi modi con cui i milanesi hanno scelto di chiamare Lambrate, il quartiere più anarchico di Milano.

make lambrate great againZona storicamente indomita e libertina, antico porto fluviale per la romana Mediolanum, poi suddivisa tra Lambrate di sotto e Lambrate di Sopra, aggregata a Milano sotto Napoleone e di nuovo autonoma fino alla definitiva annessione alla grande città nel 1923, oggi Lambrate è tra i quartieri che più stanno accelerando.

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Uno scorcio di viale delle Rimembranze di Lambrate, che univa Lambrate di sotto con Lambrate di sopra

Leggi anche: Perché viale delle Rimembranze si chiama così anche se è una PIAZZA?

Il Rinascimento con il Design District

Una spinta decisiva per la rinascita del rione l’ha data il suo inserimento tra i Design Districts di Milano, avvenuto nel 2010 con la riqualificazione urbana della zona tra via Ventura, via Massimiano e via Sbodio. Il Fuorisalone è ormai un evento di portata mondiale ed è assurto a vera e propria vetrina di lustro per la nostra città, occasione unica per rivitalizzare aree decentrate: si pensi anche a Isola e a Tortona.

Fulcro del processo è stato lo Spazio Ventura, che è addirittura arrivato ad ospitare la mostra protagonista di un tour internazionale A Human Adventure, curata dalla NASA e focalizzata sulla corsa allo spazio del secolo scorso.

Il format lambratese ha avuto un successo tale da essere esportato anche in altre parti di Milano, grazie al Ventura Project che con Ventura Future ha portato anche a Loreto e a Centrale l’atmosfera peculiare del Lambrate Design District.

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FuturDome, una delle nuove sedi dislocate del progetto lambratese

Lambrate d’Arte

“Solo un pesce morto segue la corrente” è poi lo slogan, molto in sintonia con l’ambiente, dell’irriverente FuoriSalmone, il network B2B di designer creativi che si riuniscono nel loft di via Massimiano 25.

Nella stessa strada ha sede la Galleria Francesca Minini, uno dei santuari meneghini della ricerca in ambito artistico.

Ma l’arte ha varie forme e non si può escludere da quel macrocosmo Redroom, l’esclusiva boutique dedicata all’esposizione di marchi artigianali fuori dal coro.

Il suo nome strizza l’occhio al luogo mentale di Jack Torrance nello Shining di Kubrick (lì stilizzato in redrum, bifronte di murder) e probabilmente al mito appartenente alla sottocultura delle redrooms, le messe in scena in diretta di snuff movies nel dark web.

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Un interno di Redroom, al 18 della storica via Conte Rosso

Un quartiere avant-garde

Al di là di questa angosciante quanto curiosa parentesi, Redroom è uno spazio d’avanguardia, che va incontro ai gusti dei connoisseurs come a quelli dei semplici passanti: si va dai lapislazzuli al punk-chic, immersi in una scenografia à la David Lynch.

Dall’altra parte della via si trova Tuttaltrosuono e il Vino, apparentemente una semplice enoteca, in realtà un ambiente sonoro allestito nei minimi dettagli da un veterano dell’hi-fi, Andrea Bernardi: perfetto per adagiarsi su un’aria di Rossini abbinata al suo rosé preferito. Dopotutto, senza musica la vita sarebbe un errore.

Ma così come non sarebbe onesto tralasciare il Birrificio di via Adelchi, il primo del suo genere ad aprire in città, tra i luoghi in cui andare a bere, parimenti non possiamo dimenticarci del Mundial per mangiare, il locale di piazza Bottini, quella della metro e della stazione ferroviaria, vero e proprio polso della situazione del “quartiere reale”.

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L’Osteria Mobile

Food Cult

Per nostra fortuna, Lambrate è anche sede della Trattoria La Cappelletta: i suoi gestori garantiscono pasta 100% fatta in casa, noi garantiamo che l’accostamento dei piatti della casa con le loro birre alla spina non lascerà delusi.

Degno di nota anche l’esperimento (riuscito) dell’Osteria Milano, aperta durante il Fuorisalone 2017 come progetto temporaneo in un vecchio edificio industriale di via Sbodio, ora autentico punto di riferimento permanente per i lambratesi e non, dove è possibile degustare antiche e storiche ricette lombarde, piemontesi e toscane, accompagnati da musica live: a Lambrate il messaggio è chiaro, rock and roll is (t)here to stay.

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Gli hotspots di Lambrate evidenziati nell’articolo