Quando a Milano si sentiva URLARE: “L’è rivà el giasée”

Un mestiere oggi dimenticato, ma dal fascino intramontabile

credits: milano scomparsa fb

Immersi quotidianamente in tutte le comodità moderne, spesso può risultare davvero difficile immaginare come si viveva un tempo, quando le lavatrici, i cellulari e le tv non esistevano. Come si faceva, per esempio, senza il frigorifero? C’era il giasée, come si dice in dialetto milanese, il venditore del ghiaccio. Ma in cosa consisteva questo mestiere ormai dimenticato?

Quando a Milano si sentiva URLARE: “L’è rivà el giasée”

# El giasée, l’uomo che vendeva blocchi di ghiaccio per le strade di Milano

credits: pinterest

Prima dell’avvento del frigorifero, durante i mesi più caldi, il giasée girava per Milano e vendeva il ghiaccio, usato per conservare gli alimenti. L’uomo del ghiaccio percorreva tutta la città con il suo carretto, che spingeva a mano o con l’aiuto di un asinello, e, solitamente, con un ragazzino come aiutante.


I blocchi di ghiaccio, lunghi quasi un metro e pesanti all’incirca 25 kg, venivano trasportati per le strade, in mezzo a strati di paglia, e comprati da molti milanesi.

# Commercianti e ricchi erano quelli che compravano più ghiaccio

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I commercianti erano sicuramente quelli che ne facevano un uso maggiore, compravano infatti interi blocchi che utilizzavano per conservare gli alimenti deperibili. Anche i più ricchi ne acquistavano molto, spesso possedevano infatti delle ghiacciaie personali, mobili di metallo dove il ghiaccio veniva inserito in apposite intercapedini. Insomma, i veri antenati dei frigoriferi.

I milanesi delle classi medio-basse ne consumavano certamente meno, abituati a fare la spesa ogni giorno nelle botteghe sotto casa, ne acquistavano poco, giusto per tenere in fresco i vini e qualche alimento.



La richiesta di ghiaccio, comunque, era enorme in una città in pieno sviluppo come Milano, tanto che si stima che, a fine Ottocento, vi fossero 30 grossisti, centinaia di rivenditori e 450 tonnellate di ghiaccio vendute all’anno.

# Come si produceva un tempo il ghiaccio?

credits: ilvulcano.it

Il ghiaccio veniva prodotto nelle neviere, “giassere” in milanese, grosse vasche che durante l’inverno venivano riempite di ghiaccio frantumato e neve, fino a creare collinette alte una decina di metri. Queste “riserve” venivano poi ricoperte di paglia o tronchi e lasciate congelare tutto l’inverno. Una volta giunto il periodo estivo, si facevano delle aperture alla base, da cui si scavavano dei tunnel nel ghiaccio, che veniva man mano fatto in blocchi e venduto.

Un altro metodo era quello di allagare appositamente strade o campi nel periodo delle gelate, così da creare ulteriori riserve di ghiaccio.

# L’avvento del frigorifero elettrico

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Il sistema di produzione del ghiaccio, in uso sin dal Seicento, era inizialmente ad appannaggio dei nobili e dei più ricchi, ma col tempo divenne sempre più accessibile e popolare.

L’arrivo della modernità e lo sviluppo di scienza e tecnologia però portarono importanti cambiamenti per molti mestieri, anche per quello del giasée.

Il frigorifero elettrico, nonostante fu inventato nel 1913 da Fred Wolf, arrivò in Italia e a Milano negli anni ’50 con un vero e proprio boom che mandò per sempre in pensione i venditori di ghiaccio.

Fonte: milanoscomparsa-facebook.com

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CHIARA BARONE

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