7 capolavori che rendono LA PINACOTECA DI BRERA unica al mondo

7 tesori che costituirebbero una delle attrazioni principali di qualunque museo al mondo

Il museo più importante di Milano ha sede in un palazzo meraviglioso nel cuore dell’omonimo quartiere, nel Palazzo del Seicento sorto sulle rovine di un convento medievale. A farne la sede della pinacoteca, dell’Accademia e di altri importanti istituti d’arte è stata Maria Teresa d’Austria nel 1773.

7 capolavori che rendono LA PINACOTECA DI BRERA unica al mondo

#1 Il bacio di Hayez

Capolavoro del romanticismo italiano, dipinto nel 1859, alla vigilia dell’Unità d’Italia, è il bacio più appassionato, sensuale e famoso della storia dell’arte. Imitato, copiato e fonte di ispirazione per costumi di opere liriche, film e spettacoli teatrali, è il quadro simbolo della pinacoteca di Brera, anche per il suo valore allegorico, che unisce la storia dei secoli dal Medioevo al Risorgimento all’insegna dell’amore, immortalato nell’intimità rubata di due giovani amanti elegantissimi, in cui qualcuno ha voluto riconoscere nientemeno che Romeo e Giulietta.

#2 Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello

Il matrimonio più famoso della Bibbia, che unisce la Vergine Maria e San Giuseppe in un capolavoro della maturità di Raffaello, dipinto nel 1504, in pieno Rinascimento. Il quadro mostra i due sposi in primo piano, sereni ma con un velo di malinconia che attraversa i loro sguardi, a suggellare un amore languido ma sereno. Il quadro è dominato da un grandioso edificio geometrico che incombe sui personaggi, segnando il trionfo della ragione sul sentimento in un reticolato prospettico di grande fascino visivo.

#3 Cristo morto di Mantegna

Un vertiginoso scorcio prospettico domina questa piccola grande tela che ha reso famoso il suo autore in tutto il mondo. Mantegna è noto per la sua abilità sperimentale, che qui si supera mostrando l’umanità di Gesù, sdraiato sul letto, circondato dai suoi cari, fra cui ci siamo anche noi, che lo vediamo come se stessimo per chinarci a rendergli omaggio. Essenziale, semplice e di grande impatto, il quadro è scolpito dalla luce che filtra livida da destra a illuminare la sofferenza del Salvatore prima della sua resurrezione.

#4 Ritrovamento del corpo di San Marco di Tintoretto

Immenso nei suoi 4 metri per 4 che lo rendono una delle tele più maestose dell’intera collezione, questo dipinto è fitto di mistero, e non solo per il suo aspetto gotico e la prospettiva ribassata e inquietante. La scena è tradizionalmente interpretata come San Marco che appare dopo la morte ad alcuni Veneziani, rivelando il luogo dove si trova il suo corpo e ponendo fine allo scempio della profanazione delle tombe. Ma in realtà il soggetto rappresentato sarebbe il miracolo di san Marco nella chiesa di Boucolis ad Alessandria, perché il santo è raffigurato in vita, con i piedi a terra, a differenza delle altre scene in cui appare in volo, secondo le comuni convenzioni iconografiche relative alle storie dei santi. Ombre, luci e bagliori rendono un dinamismo impressionante, in cui lo spettatore sembra perdersi, travolto dalla meraviglia dell’immagine.

#5 Cena in Emmaus di Caravaggio

Realizzato da Caravaggio nel 1606, questo quadro sembra emergere dal buio, con i volti dei cinque personaggi che si stagliano nella loro incredibile umanità. Il Cristo è un uomo stanco, col viso profondamente segnato dal dolore e dalle fatiche, ma ciò che davvero colpisce l’occhio dell’osservatore è l’ostessa che lo serve a tavola. Le sue rughe profonde, umane, vissute sono un tocco di umanità che travolge per la sua naturalezza, che si realizza in pieno nella natura morta in primo piano, in cui si vede il pane in tutta la sua semplicità.

#6 Napoleone come Marte Pacificatore di Antonio Canova

Commissionata a Canova nel 1807 dall’Ambasciatore di Francia a Roma, questa monumentale statua che accoglie i visitatori al centro del cortile d’ingresso dell’Accademia di Brera, è la copia esatta di un marmo esposto a Londra. Maestoso e trionfante, è frutto da una difficile fusione del bronzo, riuscita solo al secondo tentativo, riconvertendo il bronzo preso da Castel Sant’Angelo a Roma. Napoleone è raffigurato secondo l’ideale di bellezza tipico del Neoclassicismo, idealizzato ed eroico come un dio dell’antichità.

#7 Rissa in Galleria di Umberto Boccioni

Gioiellino segreto della Pinacoteca, il quadro futurista di Boccioni, dipinto nel 1910, è uno dei più begli omaggi a Milano che la pittura le abbia mai dedicato. Non sempre questa piccola tela è visibile al pubblico, quindi bisogna approfittare delle occasioni in cui viene esposta, per ammirare il dinamismo vorticoso della zuffa fra due donne davanti al celebre Camparino in Galleria Vittorio Emanuele. Luci e colori di una Milano vivace ed elegante si esaltano negli abiti delle signore che accorrono a soccorrere le due litiganti, in un tripudio di energia e brio che prefigura il futuro di Milano, destinata a diventare la capitale della moda e della movida.

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ALBERTO OLIVA

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Alberto Oliva
Dopo la laurea in Scienze dei Beni culturali, si diploma in regia alla Scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi nel 2009. Nel 2012 vince il Premio Internazionale Luigi Pirandello come migliore regista emergente. È giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Collabora con QN Quotidiano Nazionale dal giugno 2013, curando la rubrica Anime Nascoste che esce tutte le domeniche sulle pagine de Il Giorno ed è autore della pagina settimanale dedicata alle Botteghe Storiche di Milano. Ha realizzato due edizioni della guida Scoprire Milano uscita in allegato con Il Giorno nel giugno 2014 e nel giugno 2016. Ha realizzato con il contributo del Comune di Milano due edizioni della guida alle Botteghe Storiche di Milano uscita in allegato con Il Giorno nel giugno 2017 e nel giugno 2019. Ha pubblicato il libro L’odore del legno e la fatica dei passi / Resto in Italia e faccio teatro con Atì editore nel dicembre 2013 che racconta la sua testimonianza di trentenne che lavora nell’ambito culturale in Italia. Con l’attore Mino Manni fonda l’Associazione I Demoni, con cui realizza il Progetto Dostoevskij che comprende Notti bianche, La confessione, Ivan e il Diavolo, Il giocatore, cui si aggiunge Delitto e castigo (2017) prodotto dal Teatro Franco Parenti e la nuova produzione L’Idiota (2019/2020). Collabora con L’associazione Vivaio dal 2015 e con Milano Città Stato dalla nascita del progetto.