Da Vinci sull’Adda: la storia del TRAGHETTO di Leonardo

il traghetto di leonardo
il traghetto di leonardo

Va detto che, secondo alcuni, il periodo più prolifico della vita di Leonardo da Vinci è quello durante il quale il genio toscano ha lavorato sotto gli auspici di Ludovico il Moro, reggente del Ducato di Milano.

Una delle maggiori invenzioni che Leonardo elaborò proprio in quel periodo fu quella di un traghetto fluviale mosso dalla corrente.
Il progetto venne completato dal Da Vinci tra il 1506 ed il 1507, mentre era ospite di Girolamo Melzi, padre di quel Francesco che sarebbe diventato il suo allievo prediletto ed il suo erede. Un disegno del 1513, che raffigura il sistema di questo traghetto nella sua interezza, fa parte del cosiddetto “Codice Windsor”, conservato nell’omonimo castello in Gran Bretagna.

traghetto di leonardo da vinci

Non è dato sapere se questo traghetto, che nelle idee di Leonardo, doveva collegare Vaprio d’Adda (luogo ove si trova la villa dei Melzi) e Canonica d’Adda, sia stato effettivamente realizzato da questi. Tuttavia, ogni altro tipo di traghetto che sfrutti la corrente fluviale per compiere il suo percorso viene definito “traghetto di Leonardo”.

Nello specifico del procedimento adoperato, un cavo, cui il traghetto è collegato, viene teso fra le sponde del fiume da attraversare e il manovratore vi agisce per imprimere il movimento, aiutandosi poi con un timone durante la navigazione.
Questo tipo di imbarcazione non richiede motore e risulta ad impatto zero.

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Ad oggi, una versione aggiornata e modernizzata del Traghetto Leonardesco è attivo sull’Adda, precisamente nel tratto tra Imbersago e Villa d’Adda. Con una superficie utilizzabile di 60 metri quadri, questo traghetto può trasportare l’equivalente di 100 persone e 5 auto.

A partire dall’epoca del Senato di Milano in avanti, sono stati i decisori a livello locale a decidere i tariffari dei traghetti. L’ultima miglioria significativa al traghetto e al servizio (costantemente aggiornati e mantenuti in efficienza) si è avuta nel 1994, con un drenaggio del fiume ed una ricostruzione completa di un nuovo natante.
Dal capolinea di Imbersago, come si può evincere anche dalle targhe commemorative, partiva anche Papa Giovanni XXIII per i suoi pellegrinaggi al Santuario della Madonna del Bosco, cui era particolarmente devoto.

 

ANTONIO ENRICO BUONOCORE

 

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