Il FORTINO AUSTRIACO a porta Tosa

Il fortino scomparso di porta Tosa e la rivoluzione milanese a Porta Vittoria

Credtis: lombardiabeniculturali.it, dipinto di Giannino Grossi, 1908

Di lui rimangono solo un dipinto, una foto e la sua posizione segnata su alcune mappe ottocentesce, ma questo luogo aveva in passato una grande rilevanza per Milano. 

Il FORTINO AUSTRIACO a porta Tosa

# Milano e l’Austria

Con la sconfitta del Ducato, per Milano inizia un lungo periodo di soggezione a dominio straniero: dall’Impero spagnolo a quello austriaco, fino al tira e molla tra Napoleone e l’Austria, che riprese il potere sulla città nel 1815 con il Congresso di Vienna. Milano divenne in seguito uno dei maggiori centri del patriottismo italiano: tra il 18 e il 22 marzo del 1848 fu teatro della rivolta delle Cinque Giornate, proprio contro il governo austriaco. Nonostante ciò, gli austriaci lasciarono la città solamente dieci anni dopo, quando Milano fu annessa al Piemonte.

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# Il fortino: l’eredità delle 5 giornate

Per evitare l’avvento di nuove sommosse da parte dei milanesi, il governo austriaco decise di costruire un forte proprio a porta Tosa, oggi porta Vittoria, luogo dove avvennero gli scontri più violenti nella rivoluzione del marzo 1848.

Per ordine del nuovo governatore, Josef Radetzky, i lavori iniziarono subito dopo i movimenti delle cinque Giornate e si conclusero l’anno dopo. La fortezza fu progettata al di fuori delle mura spagnole, doveva essere resistente a bombe e palle di cannone, per questo il progetto prevedeva 3 metri e mezzo di spessore, ma anche alloggi militari, stalle e cannoni al suo interno. Le mura sarebbero state dotate di una torretta in dialogo con il Castello Sforzesco tramite segnali luminosi, che doveva avvisare le milizie in caso di rivolta.

Credtis: lombardiabeniculturali.it, dipinto di Giannino Grossi, 1908

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# Il destino del fortino

Quando, nel 1859, gli austriaci lasciarono Milano, il fortino mantenne la sua funzione di caserma, poi venne utilizzato come magazzino, il fossato che lo circondava cadde in disuso, nel 1862 vennero rimossi i bastioni.

Nel 1908 iniziò la demolizione della struttura, in favore della costruzione del “Verziere”, mercato ortofrutticolo, mentre nelle vicinanze venne costruita la Cavalleria Savoia, utilizzata a scopi militari da parte dell’esercito del Regno d’Italia. I resti del fortino divennero un deposito per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale, trovandosi tra la cavalleria e il mercato. Quest’ultimo venne spostato in via Lombroso a Calvairate nel 1965, e la zona dove sorgeva la fortezza divenne in parte Parco Vittorio Formentano e in parte sede di due istituti scolastici.

Credits: tripadvisor.com

Il fortino di porta Tosa non ha mai partecipato alla guerra, ma la sua presenza ha ricordato per decenni la presenza della dominazione austriaca ai milanesi. Ciò che ne rimane sono un paio di immagini e un puntino su alcune mappe antiche. Al contrario, oggi Porta Vittoria ricorda la forza dei milanesi durante la rivolta delle Cinque Giornate.

Fonte Milano | Porta Vittoria – Il fortino austriaco di Porta Tosa (blog.urbanfile.org)

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SARAH IORI

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