7 LOCALI INDIMENTICABILI dove si ascoltava MUSICA dal VIVO a Milano

Sette autentici templi della grande musica dal vivo


A Milano esistono e sono esistiti molti locali dove grandi gruppi, star internazionali ma anche allora emergenti o meteore della musica internazionale hanno suonato, fatto cantare e saltare nel corso dei decenni milioni di persone.

7 LOCALI INDIMENTICABILI dove si ascoltava MUSICA dal VIVO a Milano

#1 Palatrussardi, hanno cantato Frank Sinatra, Paul Mc Cartney e Stevie Wonder

Palasharp

Nato nel 1986 a seguito di un abuso edilizio che ne ha messo a rischio l’esistenza e cambiati vari nomi nel corso degli anni la tensostruttura di Lampugnano ha visto ogni sorta di spettacolo avvicendarsi al suo interno. Incontri di wrestling e di basket, gare di moto, l’incontro con il Dalai Lama ma soprattutto concerti. Frank Sinatra, Prince, Ella Fitzgerald, U2, Paul McCartney o Eric Clapton (il mio cuore preme per ricordare uno strepitoso Stevie Wonder e sul suo palco rotante a forma di Africa), Vasco Rossi e mille altri ancora in una struttura che doveva essere temporanea e che probabilmente verrà ristrutturata per ospitare alcuni eventi di Milano 2026. Il fine concerto prevedeva interminabili code per poter salire su uno dei pullman per tornare a casa con orecchie intorpidite, gambe provate e ugola infiammata ma innamorati di tutte le canzoni che si erano ascoltate.


Il penultimo concerto dal vivo dei Nirvana. Palatrussardi, 25 febbraio 1994. Due mesi dopo, il suicidio di Cobain

#2 Le Scimmie, dove si esibivano i veri virtuosi della musica internazionale

Credits: rockit.it – Le scimmie

Altro genere di struttura, ovvero un locale piuttosto piccolo, decisamente non adatto per acustica e struttura a L dove in alcuni punti tra colonne e altro non si vedeva il palco eppure dove bisognava sgomitare per poter entrare ad ascoltare dei veri virtuosi della musica internazionale. Pat Metheny su tutti e a tirare le file dei molti jazzisti in primis che hanno regalato i loro accordi ai fortunati presenti in sala. Palestra per emergenti italiani, da Irene Grandi ai Bluvertigo e Gigi Cifarelli considerato il vero padrone di casa e con il quale ci si poteva intrattenere fino a mattina parlando di musica e ciclismo, suo grande amore. Non si entrava mai prima di aver bevuto un bicchiere in qualche locale sui Navigli e qualche volta si sgattaiolava fuori dal locale per finire in bellezza alla Briosca tra canzoni milanesi e molto vino.



#3 Salumeria della Musica, il Peck della musica

Credits: mentelocale.it – Salumeria della Musica

Piuttosto recente come locale dato che è stato creato nel 1999 non ha potuto compiere i 20 anni di vita a causa di un mercato che si è evoluto togliendo spazio ai templi della musica di qualità. In verità qui è nato anche il laboratorio di Colorado diretto da Abatantuono ma la musica, quella con la M maiuscola, ha avuto il suo palco raffinato con una giovanissima Norah Jones, la meravigliosa Joss Stones, Laura Pausini e Gino Paoli e mille altri si sono dilettati nel regalare la loro poesia in note ai presenti nei pochi posti disponibili. Tra un parcheggio selvaggio e qualche aroma di cucina etnica del locale poco distante ci si avviava al locale certi che sarebbe stata una serata indimenticabile. Il Peck della musica.

#4 “Capolinea”, il tempio del jazz

Credits: traccedijazz.com – Capolinea

Situato vicino al capolinea del tram 19 di Piazza Negrelli anche il Capolinea ha ospitato soprattutto musicisti jazz deliziando gli ospiti anche con una cucina apprezzabile. Vide la luce nel 1968 e fece vibrare i cristalli e il cuore dei milanesi con gente del calibro di Chet Baker che passò di lì pochi giorni prima di morire, Jerry Mulligan e una già anziano Lionel Hampton che con il suo vibrafono faceva sembrare il suonare quello strumento la cosa più semplice del mondo. Non era raro sedersi ad un tavolo in una serata apparentemente senza alcuna esibizione e poi ritrovarsi immersi in un concerto di qualche star di quei tempi. Cena con sorpresa.

#5 City Square, Pearl Jam o Kool and the Gang hanno calcato il suo palco

Credits: milanodavedere.it – City Square

A ridosso della Bocconi, nello slargo di via Castelbarco un vecchio cinema nel 1988 viene trasformato in un locale Auditorium. Utilizzato anche come studio televisivo per trasmissioni a carattere musicale il City Square ha avuto l’onore di far calcare il suo palco dal band come i Pearl Jam o Kool and the Gang oppure artisti di classe come Gino Vannelli. Di quest’ultimo posso dire che nascosti tra i presenti (io c’ero) furono notati Eros Ramazzotti ma soprattutto la divina tigre di Cremona, Mina per i più, che celata dietro un grande paio di occhiali neri non si perse una nota dell’artista di chiare origini italiane. Trasformato più volte nel corso degli anni il locale è ora sede di un supermercato. Dalle note musicali alla nota della spesa.

#6 Transilvania, punto di riferimento della musica dark e dei gruppi underground milanesi

Transilvania

Punto di riferimento della musica dark e dei gruppi underground milanesi il locale non era certo accattivante dall’esterno mentre al suo interno ci si sentiva catapultati in un mondo vampiresco con lapidi, teschi e un pitone chiuso in una teca sotto il bancone del bar. Per tutti era consigliato qualche giro di shottini prima dell’inizio del concerto. Non adatto per un primo incontro galante era però alternativo a molti altri locali di musica dal vivo. Ora è un garage. Bye bye vampiri.

#7 Rainbow Club, la casa della musica Indie e alternative

Credits: corriere.it – Rainbow Club

In zona Forze Armate era la casa della musica Indie o alternative, dove se avevi la fortuna di non inciampare in qualche gradino o non stamparti contro qualche colonna potevi ascoltare raffinati gruppi alternati ad alcune serate con band di metallo duro. Aria quasi irrespirabile, umidità da foresta amazzonica ma qualche concerto di tutto rispetto. I toscani Baustelle sono riusciti a riempire il locale oltre il possibile e ciò nonostante lasciando fuori decine di fan. Certamente non il più importante di Milano ma da sottolineare per aver dato visibilità a tanti gruppi sperimentali. Inoltre regalava a chiunque si addentrasse nella struttura, grazie all’umidità e al caldo sempre presente nel locale, un bagno turco compreso nel prezzo. 2 al prezzo di 1.

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ROBERTO BINAGHI

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Nato a Milano il 25 agosto 1965. Sin da bambino frequento l’azienda di famiglia (allora una tipografia, ora azienda di comunicazione e stampa) dove entrerò ufficialmente a 17 anni. Diplomato Geometra all’Istituto Cattaneo a 27 anni e dopo aver abbandonato gli studi grafici a 17, mi iscrivo a Scienze Politiche ma lascio definitivamente 2 anni dopo per dedicare il mio tempo libero alla famiglia e allo sport. Sono padre di Matteo, 21 anni, e Luca, 19 anni. Sono stato accanito lettore di quotidiani e libri storico-politici, ho frequentato gruppi politici e di imprenditori senza mai tesserarmi, per anni ho seguito la situazione politica italiana collaborando anche con L’Indipendente allora diretto da Vittorio Feltri e Pialuisa Bianco (1992-1994). Per questioni di cuore ho iniziato a seguire il mondo del basket dilettantistico ricoprendo il ruolo di dirigente della società Ebro per oltre 10 anni e della Bocconi Basket FIP dal settembre 2019 (ruolo che ricoprirò anche per la prossima stagione). Nel corso degli anni ho contribuito allo sviluppo di alcune start-up e seguito alcuni progetti di mia ideazione che hanno come obiettivo la rivalutazione del patrimonio meneghino oltre che un chiaro interesse sociale.