Le 3 grandi SUPERSTIZIONI tipiche dell’EMILIA ROMAGNA

Baci, corna e scalini "magici" in Emilia Romagna

Credits: @rigoebasta Festa dei Becchi

Gli italiani sono molto scaramantici, inutile negarlo. Se ci attraversa la strada un gatto nero, difficile non notarlo e pensare “che sfortuna!”, poi crederci o no è un altro conto. Per non parlare del semplice mangiare le lenticchie a capodanno, stare attenti a non rovesciare il sale e si potrebbe stare ore a elencare tutte le credenze italiane. Se quindi ci sono quelle che tutti sanno, ogni regione o città a sé ha alcune scaramanzie legate a luoghi o situazioni tipiche. Ecco le 3 principali dell’Emilia Romagna!

Le 3 grandi SUPERSTIZIONI tipiche dell’EMILIA ROMAGNA

# Laureati state attenti

Credits: @brigrg
Torre degli Asinelli

Chi frequenta l’Università di Bologna, una delle più antiche al mondo, sicuramente lo sa già. Il lungo tempo di apertura dell’università ha portato gli studenti a creare innumerevoli riti scaramantici: i più importanti riguardano Piazza Maggiore e la Torre degli Asinelli.


Piazza Maggiore è conosciuta in questo modo solo dal Cinquecento, anche se dalla cacciata degli austriaci fino al 1944 venne intitolata al re Vittorio Emanuele II e solo dal 1945 si riappropriò del nome cinquecentesco. L’area risale al 1200, quando gli abitanti necessitavano di una zona da adibire sia a mercato che a centro di aggregazione ed è sicuramente il centro della città. Ecco, se sei universitario, mai attraversare Piazza Maggiore in diagonale, altrimenti vedrai allontanarsi in un batter d’occhio il giorno della laurea.

Lo stesso vale per la Torre degli Asinelli. Durante il periodo del corso di studi universitario meglio evitare di fare i 498 scalini; oltre a risparmiare fiato ti salvi anche la laurea.

# Il bacio alla statua

Credits: @ravennaincoming
Guidarello Guidarelli

Al MAR (Museo d’arte contemporanea) di Ravenna si trova la statua di Guidarello Guidarelli che è sempre stata apprezzata per la bellezza del volto dell’uomo. Il cavaliere del XV secolo incarna, infatti, bellezza e virtù e la sua statua, realizzata da Tullio Lombardia e che in realtà è una lastra funeraria, è conservata dal 1829. Secondo la leggenda, se qualche giovane donna è inspiegabilmente single deve andare a dare un bacio alla statua, in questo modo potrebbe trovare l’amore vero, quello da matrimonio. Nel corso di due secoli, sembra che oltre 5 milioni di donne hanno riposto le loro speranze di trovare l’amore in Guidarello Guidarelli.



# Occhio alle corna se oscillano

Credits: @rigoebasta
Festa dei Becchi

Le tradizioni non sono mai noiose, anzi. A Santarcangelo di Romagna l’11 novembre si festeggia le festa di San Marino o festa dei Becchi. Un tempo l’11 novembre corrispondeva al giorno della scadenza dei rapporti di lavoro e ad eventuali rinnovi di contratti di mezzadria. In quel giorno si comprava anche il bestiame, attrezzi e scorte alimentari; per questo la festa di San Marino è conosciuta anche come Fiera dei Becchi, ovvero dei caproni. Da qui l’associazione caproni cornuti è diventata automatica. L’11 novembre, infatti, si festeggiano tutti quegli uomini che per un motivo o per l’altro sono stati traditi.

Ma da questa festa è nato anche un rituale: in piazza Ganganelli, sotto l’Arco trionfale di Clemente XIV, vengono appese delle grandi corna sotto le quali bisogna passare. Se le corna oscillano durante il passaggio sotto l’arco, bisogna dubitare della fedeltà del partner.

Fonti:travelemiliaromagna.it

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BEATRICE BARAZZETTI

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