🛑 “NO alla ZONA ROSSA per Milano”

"Anziani: state a casa". I rappresentanti politici del territorio fanno fronte comune contro l'ipotesi di un lockdown in città

Credits; fanpage.it

In attesa del nuovo DPCM si alza una sole voce dai rappresentanti istituzionali del territorio: “No alla zona rossa per Milano”. Lo dicono Fontana e Sala, chiedendo che prima si attendano gli effetti del DPCM in vigore da una settimana e si veda se il trend discendente dell’Rt sarà confermato nei prossimi giorni. Anche perchè: “chiudere Milano significa chiudere l’Italia”. 

🛑“NO alla ZONA ROSSA per Milano”

# Fontana in versione centralista: “Se lockdown dovrà essere, che sia esteso a tutto il Paese”

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana si è così espresso nei confronti del Governo pretendendo una uniformità di azione che peraltro stona con la rivendicazione di maggiore autonomia. Fontana ritiene infatti che: “la diffusione del virus è uniforme in tutto il Paese. Le differenze riguardano l’ampiezza del tracciamento che varia da regione a regione. È evidente che, una volta verificato l’impatto delle misure già adottate sulle curve del contagio, ulteriori azioni di contrasto al virus dovranno a loro volta essere uniformi“. Aggiungendo che: “una serie di interventi territorio per territorio, polverizzati e non omogenei, sarebbero probabilmente inefficaci e anche incomprensibili ai cittadini, che già oggi sono disorientati. Le istituzioni, a partire dal governo, devono dare segnali coerenti, forti e credibili. Le Regioni sono, come sempre, pronte a collaborare“.


Se chiude Milano, chiude tutta la Lombardia, ripete come un mantra il governatore lombardo: E se lockdown dovrà essere, che sia esteso a tutto il Paese. “Oggi ci sono undici regioni con Rt maggiore a 1,5 e altre ci stanno arrivando, ha senso che le misure siano nazionali“, ribadisce anche l’assessore alla Sanità Giulio Gallera.

# Sala: attendere gli effetti delle ultime restrizioni e procedere per gradi

Fontana rimane anche convinto che si debbano prima valutare gli effetti delle restrizioni prese su scala regionale dieci giorni fa. Della stessa opinione il sindaco Beppe Sala, contrario all’isolamento in quarantena della sola Milano, ma valutare se procedere per gradi. 

In generale tutti i sindaci in Italia hanno chiesto al governo di procedere in modo trasparente e automatico: se l’RT sale si aumentano le restrizioni, se scende si procede ad allentarle. 



# Il nuovo DPCM: le restrizioni attese

Il nuovo Dpcm, atteso per oggi o per domani, dovrebbe presevedere nuove restrizioni: probabile l’anticipo alle 18 o alle 20 del coprifuoco, già applicato dalle 23 nella sola Lombardia, la riduzione della capienza massima su treni, bus e metropolitane dall’80% attuale al 50-60%. Da alcune Regioni del Nord, Liguria, Piemonte e Lombardia, è arrivata la proposta di una stretta sulla libertà di movimento degli over 70, i più a rischio in caso di contagio, dato che secondo gli ultimi dati oltre il 90% dei decessi è di ultrasettantenni. La proposta è di prevedere una forma di “quarantene generazionali” che potranno tradursi in stringenti raccomandazioni o pressanti inviti a rimanere a casa e a uscire solo per ragioni fondamentali.

# Il punto su scuole, centri commerciali e protezione degli over 70

Non solo la protezione degli anziani divide le regioni. Anche sulle scuole la posizione varia tra le diverse regioni: in Lombardia è già previsto l’obbligo di didattica a distanza per tutti gli istituti superiori. Per la chiusura dei centri commerciali nei weekend si andrà verso un’estensione delle regole lombarde per tutta l’Italia. Ma a tenere banco è, come detto, il tipo di tutela da riservare alle persone più anziani. 

Fonte articolo: Il Corriere

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