L’Italia si apre all’Europa ma non viceversa: molte nazioni terranno le FRONTIERE CHIUSE agli italiani

L'Italia preme sul ripristino della libera circolazione in Europa. Ma gli altri Paesi non si fidano. Si va sempre di più verso un'estate autarchica

Dal 3 giugno non sarà solamente possibile spostarsi fra regioni, ma sembra che ci si potrà recare anche all’estero, in particolare nei Paesi indicati nel Dpcm del 18 maggio. Se l’apertura, per ora su carta, dei confini regionali ha già sollevato dubbi, timori e polemiche, a livello europeo le perplessità si amplificano. Ecco lo stati d’animo di alcuni dei nostri fratelli europei.

L’Italia si apre all’Europa ma non viceversa: molte nazioni terranno le FRONTIERE CHIUSE agli italiani

Nel Dpcm Riaperture si legge che…

A decorrere dal 3 giugno 2020, fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 33 del 2020, nonché le limitazioni disposte in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori ai sensi dell’articolo 1, comma 4, del decreto-legge n. 33 del 2020, non sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i seguenti Stati:
# Stati membri dell’Unione Europea
# Stati parte dell’accordo di Schengen
# Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord
# Andorra, Principato di Monaco
# Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano

Saranno comunque vietati gli spostamenti che riguardano Stati diversi da quelli elencati, se non per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Per i viaggi extra-UE e intercontinentali, lo stop sarà in vigore almeno fino al 15 giugno.

Perciò, dal 3 giugno i turisti stranieri potranno visitare l’Italia senza obbligo della quarantena di 14 giorni. Va detto, che ogni Paese può bloccare o limitare gli ingressi secondo i principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’Unione Europea. Ma quali Paesi riapriranno davvero le frontiere agli italiani?

# Germania: limiti per l’Italia

La Germania si riapre agli spostamenti da e per l’estero dal 15 giugno, ma pone dei limiti alla riapertura delle frontiere con Spagna e Italia. Dal 15 maggio, comunque, ha iniziato ad allentare le restrizioni con le vicine Austria, Svizzera e Francia per consentire i viaggi d’affari e le visite ai familiari.


# Svizzera: riaprire le frontiere “è una decisione unilaterale italiana”

Anche la Svizzera ha raggiunto un accordo con Germania, Austria e Francia per la riapertura dei confini.
“Qualsiasi mossa per allentare le misure dipende, ovviamente, da continui miglioramenti della situazione epidemiologica. Ciò a sua volta dipende dal fatto che la popolazione continui a rispettare pienamente le norme in materia di igiene e distanziamento sociale”, riporta il comunicato stampa del consiglio federale svizzero.
Ma dichiara la Karin Keller-Sutter, ministro della giustizia e della Polizia elvetica, relativamente all’apertura delle nostre frontiere verso la Svizzera: “È una decisione unilaterale italiana” e aggiunge “Gli Stati membri di Schengen non sono stati informati. La Svizzera che non è stata consultata, deve ancora decidere se accoglierà i viaggiatori italiani entro tale data”.
Sono comunque già stati riaperti 3 valichi tra Italia e Canton Ticino, limitatamente ai permessi di lavoro o di soggiorno.


# Austria: l’Italia esclusa (per ora)

Anche l’Austria va verso la riapertura dei suoi confini, ma non sembra voler includere nei paesi beneficiari l’Italia. Dopo aver riaperto i confini con l’Ungheria vista l’ampia presenza di lavoratori frontalieri, sbloccherà gli spostamenti da e per la Germania, il Liechtenstein, la Svizzera, con la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Vedremo a metà giugno.


# Francia: chiusa fino al 15 giugno

La Francia resterà chiusa fino al 15 giugno, ma ha stipulato un accordo con il Regno Unito per permettere gli spostamenti relativi al settore commerciale.


# Polonia: viaggi solo dai paesi dell’Europa orientale

La Polonia aveva dichiarato di voler tenere chiusi i confini fino al 15 giugno, ma probabilmente il blocco verrà prolungato. Varsavia ha dichiarato di voler puntare a potenziare il turismo domestico per questa estate. Il vice ministro dello sviluppo polacco Andrzej Gut-Mostowy ha detto che forse il Paese consentirà i viaggi in Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia visto che “il rischio di infezione in questi paesi non è così grande come nell’Europa occidentale o negli Stati Uniti”.


# I Paesi baltici: spazio libero solo tra di loro 

Estonia, Lettonia e Lituania si sono accordate per aprire i confini tra loro, ma con 14 giorni di quarantena obbligatoria per chi arriva.


# La Slovenia: test negativo per entrare 

La Slovenia precisa di ritenere necessari negoziati bilaterali con gli Stati limitrofi prima di esporsi. Il paese, il primo a dichiarare la fine dell’emergenza, perseguirà la strada dei controlli alle frontiere chiedendo un test negativo non più vecchio di 4 giorni.


# La Spagna: altro mese di stop

Sorella di sventure, sembra aver prolungato lo stato di emergenza per un altro mese.


L’incontro con ministri Ue: si deciderà nelle prossime due settimane

Nell’incontro tra ministri degli Esteri europei si è fissato l’obiettivo di usare le 2 prossime settimane per arrivare a una apertura totale dei confini tra i Paesi europei e salvare la stagione estiva: l’industria del turismo che da sola vale il 10% del Pil europeo, cioè 1.400 miliardi.

Luigi Di Maio, terminata la videoconferenza con gli altri ministri, ha dichiarato “Abbiamo stabilito che lavoreremo tutti quanti insieme per affrontare questa stagione turistica”.
E “non ci saranno corridoi turistici creati sulla base di accordi bilaterali. Questo non è accettabile, è contro lo spirito europeo”.

BARBARA VOLPINI

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