Le TESTE dell’Isola di Pasqua hanno anche dei CORPI

L'avvincente Storia e significato delle colossali teste (e del loro corpo) sull'Isola di Pasqua.

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A 3000 km dalle coste del Cile, nel Pacifico meridionale, si trova la famosa Isola di Pasqua, uno dei centri abitati più isolati del nostro pianeta. Di origine vulcanica e caratterizzata da ripide scogliere, l’Isola di Pasqua ha una Storia avvincente dalle radici molto profonde.

Le TESTE dell’Isola di Pasqua hanno anche dei CORPI

# L’isola di RAPA NUI, che noi conosciamo come l’Isola di Pasqua

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La prima popolazione che colonizzò l’isola era di origine polinesiana: intorno all’800-900 d.C giunse su questa sperduta isola, che probabilmente si presentava come un’immensa foresta di palme. Foresta che non molto tempo dopo però subì un feroce disboscamento da parte dell’uomo, necessario per rispondere all’aumento della popolazione e al desiderio di fare spazio per quelle enormi statue – trasportate facendole scivolare su dei tronchi – che oggi noi volgarmente chiamiamo “le teste dell’Isola di Pasqua”.

# I COLOSSI di pietra VULCANICA

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I Moai sono le famose statue monolitiche disposte lungo tutta la costa dell’Isola di Pasqua.  Originariamente il numero di queste statue si pensa superasse il migliaio, ma oggi se ne trovano 638, tutte comprese tra i 2,5 e i 10 metri di altezza. O così si pensava. Nei primi anni del secolo scorso, scavando, è stato scoperto che le teste possedevano anche un corpo: spalle e busto sotterrati dallo scorrere del tempo.

# I PROTETTORI dell’Isola

Dando le spalle al mare e guardando quindi verso i villaggi nell’entroterra, i Moai sorgevano nell’area cerimoniale “Ahu”, tra la costa e il centro abitato. Una delle teorie più sostenute che riguardano il loro significato prevede che fossero dei protettori e portatori di benessere e prosperità, rivolti verso i villaggi per proteggere la terra e coloro che l’abitavano.

# La LEGGENDA dei 7 esploratori

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Non tutti i Moai sono però rivolti verso l’interno dell’isola: i sette dell’Ahu Akivi, un’area cerimoniale nell’entroterra, guardano verso il mare. La spiegazione dell’insolito posizionamento è fornita da una leggenda orale che racconta che il prete della popolazione Hotu Matu, primi colonizzatori dell’isola, fece un sogno in cui vide l’anima del re sorvolare l’oceano e scoprire l’isola. Così il re inviò sette esploratori per localizzarla, che rimasero sull’isola in attesa dell’arrivo del re, con lo sguardo rivolto verso l’oceano in attesa di cominciare una nuova vita su questa nuova terra.

Continua a leggere con: Gli INCONTATTATI: le TRIBÙ ISOLATE che vivono sulla Terra

ALICE COLAPIETRA

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Alice Colapietra
Nata a Milano nel 1999, studio sociologia. Cercare il mio posto nel mondo è la mia occupazione principale, ma nel resto del tempo amo passare il tempo con i miei cani e viaggiare il più possibile.