Le MERAVIGLIE della STRADA COSTIERA più LUNGA d’EUROPA

Quale migliore occasione per percorrere la Wild Atlantic Way, 2500 km di strada costiera? Vediamo dove si trova

Credits: @thewildatlanticway Wild Atlantic Way

Bagnata da un mare bellissimo, ma gelido, dove la natura trasmette un fascino indescrivibile. Quale migliore occasione per percorrere la Wild Atlantic Way, 2500 km di strada costiera? Vediamo dove si trova. 

Le MERAVIGLIE della STRADA COSTIERA più LUNGA d’EUROPA

# Le meraviglie della grande Isola

Credits: @thewildatlanticway
Wild Atlantic Way

Un viaggio all’insegna della natura, della cultura e delle tradizioni di questa parte di mondo che ha subito stravolgimenti storici politici e che sembra finalmente aver trovato il proprio equilibrio. Tra birre consumate nei pub e piatti di mare intervallati dalla carne di pecora, abitante storica della grande Isola, ci si imbatte in paesaggi che lasciano senza fiato. Un clima fresco in estate, rigido in inverno, accompagna i turisti nel lungo percorso che attraversa una sola città, Galway, caratterizzata da nomi gaelici, lingua ancora in uso specie nei sobborghi. Prati che arrivano fino al mare, scogliere incontaminate e, come nel caso delle Cliffs di Moher, che precipitano verso l’oceano creando un salto di centinaia di metri, porticcioli e insenature che sembrano usciti da una cartolina di altri tempi.


# Tanta cultura e una popolazione sempre pronta a raccontare una storia

Credits: @thewildatlanticway
Doolin

B&B qui tradizionalmente ospitali e gestiti da persone sempre disponibili, campi da golf da sogno, pascoli di pecore e cavalli, lepri in ogni dove, granchi grossi come un piatto da portata che si muovono sugli scogli, blu e verde che si confondono all’orizzonte, salmoni che abbondano come non mai. E, oltre alla natura, tanta cultura con una popolazione che è sempre pronta a raccontare qualche aneddoto.

Popolazione tosta, lo si evince anche dagli sport nazionali: il rugby, il calcio gaelico e l’hurlyng, sport talmente duro da essere stato bandito per quasi 700 anni, un misto di rugby e hockey su prato che incolla davanti al televisore gran parte della popolazione. Se in questo tour non è prevista la parte orientale dove ha sede Dublino sappiate che incontrerete la parte più tradizionale della popolazione con la quale parlerete un inglese atipico oltre che il gaelico che non ha alcuna assonanza con l’inglese.

# Un’isola che ti fa innamorare

Credits: @thewildatlanticway
Wild Atlantic Way

Per il resto, come ricorda il sito irlandando.it, consigliamo di non saltare nemmeno una tappa prevista perché ogni singola località ha qualcosa da raccontare. Ovviamente nessuno si azzardi a lasciare l’Irlanda senza aver provato qualche whisky oltre che l’irish coffee, un vero e proprio culto che riscalda serate e ossa, specie prima di andare a coricarsi. Alcune delle isole contemplate nella Wild Atlantic Way son state set di film e in ognuna è possibile acquistare prodotti tipici tra i quali i rinomati maglioni, caldissimi e variopinti. Un viaggio che saprà farvi innamorare di questo angolo di pianeta dove, a volte, sembra che il tempo si sia fermato anche per i ritmi veramente a dimensione d’uomo e un fascino che non lascia mai indifferenti.



Carrick-a-Rede, un ponte di corda lungo 18 metri e sospeso a 25 metri sopra il mare, le tre Isole Aran, le splendide scogliere di Slieve League, la penisola di Loop Head dalla quale ammirare delfini e balene, le meravigliose Skellig Islands, questi solo alcuni dei luoghi davvero mozzafiato.

wild-atlantic-way-mappa. Credits: fulltravel.it

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ROBERTO BINAGHI

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Nato a Milano il 25 agosto 1965. Sin da bambino frequento l’azienda di famiglia (allora una tipografia, ora azienda di comunicazione e stampa) dove entrerò ufficialmente a 17 anni. Diplomato Geometra all’Istituto Cattaneo a 27 anni e dopo aver abbandonato gli studi grafici a 17, mi iscrivo a Scienze Politiche ma lascio definitivamente 2 anni dopo per dedicare il mio tempo libero alla famiglia e allo sport. Sono padre di Matteo, 21 anni, e Luca, 19 anni. Sono stato accanito lettore di quotidiani e libri storico-politici, ho frequentato gruppi politici e di imprenditori senza mai tesserarmi, per anni ho seguito la situazione politica italiana collaborando anche con L’Indipendente allora diretto da Vittorio Feltri e Pialuisa Bianco (1992-1994). Per questioni di cuore ho iniziato a seguire il mondo del basket dilettantistico ricoprendo il ruolo di dirigente della società Ebro per oltre 10 anni e della Bocconi Basket FIP dal settembre 2019 (ruolo che ricoprirò anche per la prossima stagione). Nel corso degli anni ho contribuito allo sviluppo di alcune start-up e seguito alcuni progetti di mia ideazione che hanno come obiettivo la rivalutazione del patrimonio meneghino oltre che un chiaro interesse sociale.