La stazione a forma di TEIERA: il BENZINAIO più strano del mondo può ispirare Milano?

Una stazione di servizio che rende immortale uno scandalo politico

Credits: @overtacoma Teapote Dome

Vediamo come nasce la stazione di servizio a forma di teiera a Zillah, Washington U.S.A., come diventa un monumento storico e come potrebbe ispirare Milano.

La stazione a forma di TEIERA: il BENZINAIO più strano del mondo può ispirare Milano?

# La pietra dello scandalo

Credits: routeyou.com
Scandalo Teapot dome

La stazione di servizio a forma di teiera si trova al 117 della First Avenue di Zillah, nello stato di Washington, ed è stata progettata nel 1922 su quella che era il tracciato di una delle autostrade che poi diventeranno più iconiche, la U.S. Route 12. Quando la stazione di servizio è stata progettata, però, nessuno aveva intenzioni poetiche.


La teiera, Teapot Dome, è stata scelta per ricordare ai posteri un brutto scandalo che coinvolse l’amministrazione del Presidente Warren Harding, prima del Watergate certamente il peggior scandalo che vedeva implicati il Presidente USA e il suo Gabinetto.

# Teapot Dome

Credits: @overtacoma
Teapote Dome

Teapot Dome è inizialmente il nome di una località situata nel Wyoming, una riserva in cui si scopre un grande giacimento petrolifero, concesso alle estrazioni senza che le compagnie petrolifere dovessero esborsare affitto, noleggio, cure e bonifica del terreno dopo le estrazioni. La solita storia legata alle scelte del progresso a tutti i costi e che nel 1921 era già la corsa al profitto senza conseguenze.

Così almeno credevano i politici di allora. In particolare fu il Segretario di Stato, Albert Fall, a concedere in leasing i diritti di produzione alla Mammoth Oil, senza la ricerca di offerte competitive che tenessero conto anche di come prendersi cura del giacimento a fine estrazione.



# La teiera

Credits: @andreajohnson1989
Teapot Dome Service Station

Lo scandalo Teapot Dome è costato all’Amministrazione Harding l’etichetta di “peggior Governo della storia americana” e il grande senso dell’umorismo del popolo USA ha fatto sì che nello stato di Washington venisse progettata una stazione di servizio a forma di teiera, denominata Teapot Dome service station, proprio per tramandare il più possibile il ricordo dell’alto livello di corruzione del governo. Un monito che, a ben guardare, è di ottima fattura e con alcune intuizioni architettoniche.

La stazione di servizio è un edificio circolare, con un tetto conico. La teiera è rifinita poi con il “manico” in lamiera e il “becco” di cemento. Questa Teapot Dome non funziona più come stazione di servizio da quando le reti interstatali USA hanno spostato alcuni nodi, come naturale evoluzione delle autostrade. La stazione di servizio è stata spostata, a fine anno ’70, lungo la Yakima Valley Hihìghway, poi riportata a Zillah e acquistata dalla città che la usa dal 2006 come centro visitatori.

# Il senso dell’umorismo Yankee

Credits: @dcxr7
Teapot Dome Service Station

Quello americano sarà anche il popolo di una giovane nazione con poca storia autoctona, è vero. Ciò che non manca negli Stati Uniti sono però alcune magagne pubbliche e il senso dell’umorismo per tramandarle ai posteri. La Tepot Dome è uno degli emblemi di un senso dell’umorismo tipicamente Yankee, molto osservazionale, che cerca di evitare la satira, evidenziando la cultura americana e mettendo in evidenza la ridicolaggine della storia di cui si sta parlando.

Nel 2021 abbiamo visto come una ridicola gaffe di una giornalista, intenta a nascondere il malcontento del popolo americano nei confronti dell’attuale Amministrazione Biden è stata trasformata in un gioco nel giro di qualche secondo, quel “Let’s Go Brandon” che ora tutta la Nazione usa per deridere un Presidente e la sua corte.

# Possiamo portare questa esperienza a Milano? 

Credits: flickr.com
Benzinaio Loreto

A Milano, la capitale del design, possiamo imparare qualcosa dalla Teapot Dome Oil Station, magari costruendo un elemento di design e trasformarlo in monumento per la memoria futura? Per adesso abbiamo esperienza di conversione di un paio di stazioni di servizio che sono riuscite benissimo. Prima di tutto Garage Italia, che ha permesso la ristrutturazione della bellissima stazione di servizio di Piazzale Accursio. Oppure il restyling della stazione di Paderno Dugnano, che continua la sua attività proiettandosi nel futuro con il rifornimento di carburante fossile e non.

Tutte opere di sicuro spessore, ma un po’ troppo convenzionali? Forse dobbiamo avere anche noi il coraggio di prendere in giro i misfatti della nostra politica, magari con una scuola a forma di banco a rotelle per esempio a Brera o Porta Venezia, i design district per eccellenza. Oppure ancora una stazione di servizio a forma di tangente di Tangentopoli, dove si potrebbe mettere, magari nel nuovo Piazzale Loreto?

Continua la lettura con: Inaugurato alle porte di Milano il BENZINAIO del FUTURO

LAURA LIONTI

Riproduzione vietata al sito internet che commette sistematica violazione di copyright appropriandosi di contenuti e idee di altri senza citare la fonte

Leggi anche: Trump, altro che buen retiro: è ancora lui a dettare la linea ai Repubblicani Usa

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social. Riservato agli iscritti della newsletter: inviti a eventi, incontri e feste organizzati o promossi da Milano Città Stato

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità.


Articolo precedente🛑 Europa: RECORD di CONTAGI GIORNALIERI dall’inizio della pandemia
Articolo successivoL’arma che non spara
Laura Lionti
Tecnico del suono milanese, nata da milanesi importati dalla Sicilia. Il mio quartier generale è sempre stato il Gallaratese con i suoi giardini e il verde, difeso a volte a spada tratta. Sogno che Milano si candidi a luogo ideale per creare un laboratorio a cielo aperto che ricerchi e trovi la soluzione per le Smart Cities, Città e comunità sostenibili: obiettivo 11 degli SDGs