Il “DIABOLICO ALVEARE” (made in Italy)

Un'opera architettonica innovativa rispetto al contesto urbano in cui è stata realizzata. Ma che si è rivelata tragicamente pericolosa

Credits: @howfarfromhome IG

Tutti conoscono lo spettacolare skyline di New York. Ma la città accoglie diverse forme di architettura, non solo gli straordinari grattacieli.

Un edificio che sicuramente merita di essere notato ha le sembianze di un grande alveare. Ma non è solo la sua struttura ad attirare l’attenzione.


Già due anni prima che venisse inaugurato, aveva attirato su di sé numerose polemiche, aumentate dopo la sua apertura e capaci di dividere l’opinione pubblica.

Il “DIABOLICO ALVEARE” (made in Italy)

# Una costruzione molto suggestiva

Credits: thevesselnyc IG

Anche osservandolo tramite delle semplici fotografie risulta essere davvero suggestivo ed intrigante… Stiamo parlando di un enorme alveare che altro non è che un’originale costruzione di Manhattan, tra la 30esima e la 33esima strada, sulla sponda ovest dell’Hudson River.

# “The Vessel” costituisce l’accesso ad una nuova zona residenziale

Credits: @calder IG

Aperto al pubblico nel 2019, “The Vessel” rispecchia l’audacia del progetto firmato dal designer britannico Thomas Heatherwick, il quale lo definisce “uno spazio pubblico tridimensionale”. Infatti, questo alveare innovativo si colloca al centro di Hudson Yards Plaza e costituisce l’accesso al centro commerciale di questa nuova zona residenziale in continua espansione.



# Una passeggiata panoramica a 46 metri di altezza

Credits: @iwally IG

Con i suoi 46 metri d’altezza e le 80 piattaforme panoramiche, “The Vessel” non poteva rispondere meglio alla sua funzione di osservatorio. Un ruolo comunque secondario rispetto a quello che svolge all’interno del contesto urbano.

In effetti, si tratta di un nuovo tipo di landmark che si approccia in modo innovativo agli spazi urbani, creando una “scultura interattiva” concepita per essere “passeggiabile”.

# Un’architettura cangiante e straordinaria dal cuore italiano

Credits: @iwally IG

È straordinario come questo alveare non si faccia “schiacciare” dalle altezze vertiginose degli edifici circostanti, riuscendo a spiccare nel contesto in cui si colloca. Questo soprattutto grazie alla sua struttura a nido d’ape in acciaio, bronzo e cemento che cambia colore a seconda dell’ora e delle condizioni metereologiche, contrastando con i toni circostanti.

E, sicuramente, “The Vessel” è reso unico anche dal suo cuore italiano: i pezzi che lo compongono sono stati realizzati a Monfalcone, in provincia di Gorizia.

# Perché questo alveare è “diabolico”? I possibili pericoli erano stati segnalati anche prima della sua inaugurazione

Credits: yalcnbrk IG

Ma perché una struttura così innovativa ed unica dovrebbe essere “diabolica”?

Già nel 2017, due anni prima rispetto alla sua apertura, una critica di architettura, Audrey Wachs, aveva espresso alcune perplessità, segnalando un possibile pericolo. Quale? Quello della sicurezza delle persone: “Salendo sulla struttura, tutte le balconate si fermano giusto all’altezza della vita, anche in cima. Quando costruisci in altezza, le persone si buttano”.

# Le preoccupazioni sono state confermate da 3 suicidi. Ora “The Vessel” è chiuso al pubblico in attesa di maggiore sicurezza

Credits: @duncancasal IG

Nonostante questo avvertimento e le preoccupazioni dei residenti sulle barriere protettive troppo basse, la situazione non fu risolta e si verificò un primo caso di suicidio nel febbraio 2020. Ma non fu isolato: anche nel dicembre dello stesso anno una persona decise di togliersi la vita lanciandosi nel vuoto da “The Vessel”.

Tuttavia, ciò non bastò per ipotizzare dei provvedimenti a riguardo. Si è dovuto aspettare un terzo suicidio, avvenuto nel gennaio 2021, per vedere la chiusura al pubblico di quest’opera architettonica.

Sicuramente, non verrà abbattuto come si vociferava, perché è un polo di attrazione sugli Hudson Yards troppo importante. Ma qualcosa cambierà nel “The Vessel”: la sicurezza delle persone deve sempre essere al primo posto.

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ALESSIA LONATI

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