Gli EDIFICI più ATTESI nel MONDO per il 2023: Milano protagonista

Tre stanno arrivando in Italia

Credits domusweb - Snohetta

Sono molti gli edifici pronti a stupire nel 2023. Vediamo questa selezione di Domus.

Gli EDIFICI più ATTESI nel MONDO per il 2023: Milano protagonista

#1 Factory International a Manchester (Inghilterra)

Credits domusweb – Factory International Manchester

La genesi del progetto a firma OMA per la Factory International di Manchester è datato 2014. Dopo numerosi rinvii a causa di Brexit e pandemia il nuovo polo espositivo dovrebbe inaugurare nel 2023 e la programmazione interdisciplinare sfrutterà la flessibilità di layout degli interni, e coinvolgerà anche gli spazi esterni all’edificio, con mercati, eventi e pop-up. La prima mostra sarà quella di sculture gonfiabili di Yayoi Kusama.

#2 Gli uffici Apple presso la Battersea Power Station, Londra (Inghilterra)

Credits domusweb – uffici Apple, Battersea Power Station

Nell’ambito della trasformazione dell’area di Battersea a Londra, nasceranno i nuovi uffici Apple a firma Foster + Partners all’interno della Power Station. Si svilupperanno su diversi livelli per un totale di 46.000 mq, con un grande atrio circondato da alberi e con una copertura vetrata attorno alla quale ci saranno delle balconate rivestite da mattoni fatti a mano, provenienti dalla stessa cava in Gloucestershire da cui arrivarono ai tempi quelli originali della centrale.

#3 Europahafenkopf Bremen (Germania)

Credits domusweb – Europahafenkopf Bremen

Il nuovo quartiere portuale Überseestadt di Brema verrà completato con un blocco di quattro edifici disegnati dallo studio Cobe che avranno al loro interno funzioni pubbliche negli spazi a livello terra, e abitazioni ed uffici ai piani superiori, intorno a cortili verdi. Il progetto diventa l’interfaccia di collegamento tra i nuovi interventi e la città storica, posizionandosi al fondo del porto, con dettagli e materiali che mirano a creare una coerenza generale dell’intervento, e a mantenere al contempo un carattere specifico per ciascuno dei quattro edifici. 

#4 Torre Unipol, il nido verticale di Milano

Credits simo_fm IG – Nido Verticale

L’inaugurazione per la Unipol Tower di Mario Cucinella, già denominato il Nido Verticale per la sua forma, è programmata per la prima parte del 2023. Il grattacielo di 124 metri andrà a completare la riqualificazione di Porta Nuova. Attualmente è in fase di costruzione la copertura a sbuffo che si apre sul monumentale atrio di 75 metri. Sul tetto è presente una serra che, insieme a una “doppia pelle” esterna isolante, pannelli solari e l’integrazione di sistemi di raccolta dell’acqua piovana, consentirà di far ottenere alla nuova icona meneghina una certificazione LEED Platinum.

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#5 Citywave, il grattacielo sdraiato in Citylife a Milano

Credits Big – CityWave

Sempre a Milano sono partiti a settembre 2021 i lavori per realizzare il quarto grattacielo di Citylife, già soprannominato lo sdraiato: Citywave. Progettato dallo studio BIG-Bjarke Ingels Group, si caratterizzerà per un portico lungo oltre 200 metri a forma di onda che metterà in collegamento due edifici di diverse altezze, con all’interno spazi pubblici e di lavoro, facendo da quinta alle tre torri. 

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#6 Waterfront nel porto di Genova, per reintegrare il mare nella città

Credits domusweb – Waterfront Genova

Il Waterfront di Renzo Piano è il progetto di rigenerazione della zona dell’ex Fiera di Genova. Si tratta di nuovo complesso immobiliare pensato per reintegrare il mare nella città e composto da due edifici a forma di scafo, che ospiteranno 200 appartamenti di lusso, costruiti su un’isola artificiale un Palasport e varie aree pubbliche. La conclusione del cantiere è programmata per la fine del 2023.

#7 Richard Gilder Center for Science, Education, and Innovation, Natural History Museum a New York (Usa)

Credits domusweb – Center for science NY

Il Richard Gilder Center for Science, Education, and Innovation di New York è un edificio di 230.000 mq in acciaio, vetro e “shotcrete” progettato dallo studio di Jeanne Gang. Si viene a creare un collegamento tra molti degli edifici del museo, creando un campus continuo su quattro isolati della città e incarnando uno dei messaggi essenziali del museo: tutte le forme di vita sono connesse. L’inaugurazione è prevista a febbraio 2023.

#8 Niamey Cultural Center a Niger, in rappresentanza di una molteplicità di architetture di diverse città africane (Nigeria)

Credits domusweb – Niamey Cultural Center

Il Niamey Cultural Center è stato progettato dall’Atelier Masōmī e il suo disegno è stato selezionato in rappresentanza di una molteplicità di architetture in fase di completamento in diverse grandi città di diverse aree nel continente africano. Sviluppato in collaborazione con David Adjaye nell’ambito del programma di mentoring di Rolex, questo centro culturale andrà a riempire il vuoto di spazi culturali nella capitale della Nigeria, ed stato studiato per combinare mitigazione del clima, scelta sostenibile di materiali locali, raccolta dell’acqua piovana ed energia solare e agricoltura urbana

#9 Istanbul Modern, il nuovo museo per la capitale turca firmato Renzo Piano (Turchia)

Credits domusweb – Instanbul Modern

L’Istanbul Modern andrà a sostituire museo esistente collocato tra il quartiere di Galata ed il porto. Progettato da Renzo Piano, questo edificio ricoprirà anche un ruolo di snodo trasformativo tra la città vecchia a ovest, il Bosforo a sud, il parco Tophane a nord e l’area di Galataport a est.

#10 Sub-Center Library a Pechino che richiama una foresta di ginkgo   (Cina)

Credits domusweb – Snohetta

Già annunciato per fine 2022, si attende per il 2023 l’apertura dello spazio di apprendimento e condivisione progettato da Snøhetta col partner locale ECADI: il Sub-Center Library a Pechino. Un’architettura fortemente caratterizzata dalla trasparenza, che rivela sé stessa all’esterno, enfatizzando i suoi spazi grazie all’ampio spazio di circolazione che mette in connessione il lato settentrionale e meridionale con una valle scolpita da gradonate e riparata da un portico di colonne che richiama una foresta di ginkgo.

Fonte: Domusweb

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FABIO MARCOMIN

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