Corso Sempione, gli Champs-Elysées di Milano: in futuro sarà così?

In questi giorni di su e giù per il Fuorisalone e per Milano, di riflessioni su architettura e design, di ripensamenti a Expo e ai progetti di un anno, è emersa una domanda che già si poneva il blog.urbanfile.org, che esattamente il 22 gennaio 2015 scriveva: “Zona Sempione – Che fine ha fatto il progetto di Álvaro Siza?“.

Sempione: cos’era

Facciamo un salto nel tempo e nello spazio.
Torniamo alla Milano di età napoleonica. Al 1801. A Parigi i suoi “Campi Elisi”, gli Champs-Elysées. Quel lungo viale alberato con partenza dall’Arco di Trionfo su cui oggi si proiettano negozi del lusso e indirizzi prestigiosi, meta imperdibile per i turisti di passaggio e per il passeggio dei parigini.
Secondo i piani dell’imperatore corso, anche Milano avrebbe avuto la sua omologa, con l’Arco della Pace in partenza alle spalle di Castello Sforzesco, allora Piazza D’Armi, e la traiettoria definita, pulita, neoclassica verso Parigi.

Milano, Sempione: cos’è

Un po’ le vittorie e le sconfitte della storia; un po’ la capacità tutta italiana di lasciare i lavori in corso e fare dei grandi progetti enormi sprechi; comunque sia il grande asse Milano – Parigi non si è mai concluso. Oggi lo sappiamo: l’Arco della Pace è diventato sinonimo di movida; l’asse Sempione è diventato uno stradone a tre corsie con parcheggio selvaggio e disordinato sulle aiuole che lo separano dai controviali.
Lo solcano auto e tram e pedoni di corsa, che si guardano bene dal fare di questo un luogo del passeggio o dello struscio alla parigina.

Milano, Sempione: come sarebbe potuto essere

7 marzo 2012. Il portale dell’architetto portoghese Alvaro Siza propone un piano di riqualificazione per la Zona Sempione e il suo asse.
Il piano Siza prevede la soppressione della carreggiata centrale, da destinare a grande giardino, “un sistema da comprendere in quello di riqualificazione delle strade cittadine dirette all’area dell’Expo 2015 (la cosiddetta “via di terra”)”.
Allora, la cosiddetta Zona Sempione si sarebbe tramutata in una combinazione di arte, grazia urbana, edifici residenziali, con Via Tommaso Agudio cuore del progetto nella porzione orientale del sistema. Questo video spiega bene come sarebbe dovuto essere:

Milano, Sempione: ci sarà?

Expo è finito da un anno; zona Sempione, i suoi parcheggi, il suo decoro urbano sono ancora terra di nessuno.
Nel 2015, Urbanfile riportava la notizia di uno “stanziamento europeo dedicato alle Aree Metropolitane, ecco in arrivo 36 milioni di euro da dedicare a piccoli e grandi progetti di rigenerazione urbana“. E ancora: “all’interno c’era anche l’idea di trasformare Corso Sempione da parcheggio selvaggio a viale dedicato al passeggio in mezzo al verde! Gli spazi per la sosta verranno ricavati sacrificando in parte una corsia di quelle centrali e si riuscirà così a coniugare verde, area per i pedoni e sosta regolamentata. In attesa di regalarvi un nuovo render, ecco uno schema di come sarà il nuovo volto di Corso Sempione”.

E allora la domanda (ri)sorge spontanea

Zona Sempione – Che fine ha fatto il progetto di Álvaro Siza?“. Il bello è che, dalle immagini che abbiamo trovato, abbiamo visto incluso anche il famoso Cavallo di Leonardo, e dunque ci piacerebbe sapere dal futuro sindaco: si vuole farlo così?