Milano deve diventare come una piccola Svizzera, con i quartieri come piccoli cantoni (Emil Abirascid – Intercettazioni Milano)

“Su determinati aspetti potresti creare anche una certa competizione tra quartiere e quartiere. Magari potresti avere il quartiere che punta di più sul verde, il quartiere che punta sulle aziende, il quartiere che richiede che per parcheggiare vuole due euro al giorno e quello che non vuole niente”
Intercettazioni Milano con Emil Abirascid, giornalista e guru di riferimento dell’universo startup.

– Il concetto di città metropolitana che abbiamo visto che non funziona va ribaltato.
Ci vorrebbe un modello di governance dove c’è un’entità superiore di omogeneizzazione delle politiche che riguardano l’area urbana, però poi la gestione amministrativa deve essere fatta a livello locale. Se Lambrate si vuole fare la sua area C deve poterlo fare, tanto per intenderci.
– Quindi la faresti anche a livello di quartiere? Berlino è un po’ così, ci sono i municipi che hanno…
– Anche Tokio. Sì assolutamente. Io farei questa autonomia dove poi c’è un’autorità anche collegiale di omogeneizzazione, però a livello di gestione amministrativa del quotidiano io andrei sempre di più verso una decentralizzazione spinta.
– Milano come una piccola Svizzera, dove i quartieri diventano come dei cantoni?
– Per determinati aspetti potresti creare anche una certa competizione tra quartiere e quartiere. Magari potresti avere il quartiere che punta di più sul verde, il quartiere che punta sulle aziende, il quartiere che richiede che per parcheggiare vuole due euro al giorno e quello che per parcheggiare non vuole niente.
Io farei questo e nella stessa ottica lo farei con i Comuni dell’area metropolitana, no?, ognuno può prendere le sue decisioni nelle determinate materie e questo appunto ha impedito che a un certo punto le aree periferiche di Milano diventassero delle aree vaste e fuori controllo. Invece l’esistenza di amministrazioni locali tutte attorno a Milano, che comunque resta una città piccola, hanno permesso di creare sì un’area urbana però un’area urbana che conserva una certa attenzione per quelle che in città più grandi sono le periferie e che si rivela oggi essere un modello molto efficiente perché si incanala nel solco della filosofia della decentralizzazione che è una filosofia secondo me vincente in questo momento storico dell’umanità.