10 tipi da evitare sulla metropolitana di Milano

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Prendere i mezzi pubblici a Milano, soprattutto la metropolitana la mattina, è un’avventura perché non sai mai quale compagno di viaggio ti sta per capitare.
Di questi tipi da metro ne abbiamo individuati 10 da evitare.

10 tipi da evitare sulla metropolitana

#1. L’untore

Lo si trova soprattutto d’inverno, è una riserva di virus e batteri che cerca di propagare non mettendo la mano davanti alla bocca quando tossisce o davanti al naso quando starnutisce. Quando si soffia il naso sventola il fazzoletto bianco come se stesse salutando tutto il vagone. In realtà fa tutto questo per uno solo scopo: farti ammalare.

#2. La puzzola

Prima di lui arriva sempre il suo alito. Ti guardi in giro ma no, non è una cacca pestata, è un essere umano. Che ti sta vicino con la bocca semiaperta. Di solito è sovrappeso e dà il meglio di sè nelle giornate estive, dove stende i compagni di viaggio con l’effetto ascella.

#3. Il lapdancer

O l’appoggiato. Quando la metro è stipata di passeggeri, quando non ci sta nemmeno uno spillo, lui/lei è lì, avvinghiato/a in un tête-à-tête con il palo che non lascia possibilità di appoggio per chi gli sta attorno che ciondolano e si spintonano a ogni frenata.

#4. Il vocalist

“Sììììì, prontooooo, come staiiiiii? Io beneeeee”, grida come se si trovasse alla consolle di una mega discoteca del bresciano. Non si sa se sia tenuto a urlare perché ha fisiologicamente un tono di voce alto, oppure perché cerca di interloquire con chi c’è dall’altro capo del telefono nonostante il rumore della metropolitana. L’impressione è che abbia solo voglia di farsi ascoltare da tutti.

#5. La scolaresca

È l’incubo di chi intende il viaggio in metro come un’estensione del riposo notturno. Si muovono in gruppo, urlano, si dimenano, fanno gesti improvvisi, il tutto fuori dal controllo di maestre terrorizzate. Basta che uno di loro si affacci sulla banchina ed è il panico.

#6. Il no non scendo

Ovvero quelli che fin da quando salgono si posizionano davanti alla porta, premono il naso contro il vetro, occupano più spazio possibile e quando le porte si aprono non scendono. Con loro tutto è inutile: non si spostano.

#7. Il last second

Hanno una psicologia opposta agli apprensivi. Sono talmente sicuri di sé che si sistemano in fondo, il più lontano possibile e decidono all’ultimo a scendere, spintonando e scompigliando l’effetto tetris e dei perfetti incastri che si creano durante le ore di punta.

#8. L’orango

Sale prima che la gente possa scendere, se vede un posto libero vi si getta come se fosse ricoperto di banane, urla, bestemmia, tocca e si tocca. L’educazione degli altri lo rende ancora più aggressivo.

#9. Il dee-jay

Molto frequente tra gli orientali e i tamarri, condivide con i compagni di viaggi la sua musica del cuore, ascoltandola a tutto volume. Se ha le cuffie canta a voce alta.
Sottocategoria: i musicisti approssimativi che straziano con i loro suoni. A volte verrebbe da suggerire loro di farsi pagare per smettere di suonare.

10. Il permesso

La prima regola del Fight Club è di stare a destra sulle scale mobili. Ma c’è sempre qualcuno che non la conosce o che si apposta sul lato sinistro. Ad alcuni basta dire “permesso” che si scansano. Con altri servono modi più spicci.

Special thanks to Giulia Perfetti