Le “CHIOCCIOLE” di Milano: le TRATTORIE dove si mangia meglio secondo SLOW FOOD

Le conferme e le nuove "chiocciole" in Lombardia

Credits Fb- Mirta

L’edizione 2022 di Osterie d’Italia, il sussidiario del mangiar bene all’italiana stilato dai promotori del “mangiare lento”, conferma il massimo riconoscimento a tre trattorie milanesi. Ecco quali sono e le nuove “chiocciole”.

Le “CHIOCCIOLE” di Milano: le TRATTORIE dove si mangia meglio secondo SLOW FOOD

# Tre conferme nell’edizione 2022 di Osterie d’Italia

Trippa – credit facebook trippamilano

Sono fresche di riconferma le tre punte di diamante della ristorazione milanese secondo Slow Food. L’edizione 2022 di Osterie d’Italia, il sussidiario del mangiar bene all’italiana stilato dai promotori del “mangiare lento”, ha infatti confermato alle tre trattorie contemporanee meneghine – Ratanà, Mirta e Trippa – il massimo riconoscimento presente in guida, la chiocciola, ovvero l’equivalente delle tre stelle della Michelin.


Noi siamo slow food nell’anima – commenta Cesare Battisti, da dodici anni chef del Ratanà nel quartiere Isola -. Questo è un riconoscimento che premia  il lavoro di tutto lo staff, dei ragazzi di cucina e quelli di sala”. Non meno felice Juan Lema, lo chef gallego-uruguagio, titolare insieme alla moglie di Mirta, delizioso locale del quartiere Casoretto. “Non era scontata la chiocciola, siamo tutti contenti perché la guida è prestigiosa e seria – spiega con sguardo burbero ma infinitamente buono – Io non sono abituato a parlare. Io lavoro, dalle 7,30 a sera tardi. Per reperire, prima, e cucinare, poi, le migliori materie prime che riesco a trovare nel territorio”. 

Anche Pietro Caroli, patron del Trippa si accoda alle dichiarazioni dei colleghi: “Abbiamo ricevuto la chiocciola nel 2018 e non l’abbiamo più lasciata –  riferisce il titolare del locale in Porta Romana – Il riconoscimento è la conferma che navighiamo nella stessa direzione di Slow Food. E’ bello sapere che siamo in ottima compagnia e la tendenza è che saremo sempre di più ad avere una grande attenzione al cibo che proponiamo e, in generale, all’esperienza che siamo in grado di offrire”.

# Il futuro della ristorazione? Identità e tradizione

foto_Cesare-Battisti-Ratanà

Sul presente e sul prossimo futuro della ristorazione concorda il collega Battisti: ”Per noi il futuro è il cibo stagionale, il cibo di prossimità. Vogliamo educare gli ospiti al cibo consapevole. Per questo facciamo da cassa di risonanza ai piccoli agricoltori e allevatori, dal parco Sud Milano fino alle pendici delle prealpi lombarde”. 



Ma lo chef del Ratanà si spinge oltre.Petrini (fondatore di Slow Food, ndr) ha ragione, ci vuole una globalizzazione delle idee e non delle merci. Occorre una maggior presa di coscienza e una sovranità alimentare per tutelare il nostro patrimonio di biodiversità che è invidiato in tutto il mondo”.

juan lema – ph stefano corrada

Sovranista, gastronomicamente parlando, anche Juan Lema. “Territorio e tradizione sono colonne portanti della mia cucina e della mia vita. Qui faccio cucina italiana, anzi cucine italiane, ogni angolo della penisola ha la sua. Ho imparato in Uruguay da mia mamma Mirta a preparare piatti senza fronzoli. Poi sono arrivato qui a Milano per i mondiali del ‘90. E mi sono innamorato, non solo di mia moglie Cristina, ma anche dei prodotti meno conosciuti della Lombardia, del Veneto e di tante zone del resto d’Italia”.  

# Gli altri locali milanesi e le chiocciole lombarde

Credits lornapaner IG – Antica Trattorie Piè del Dos

Nonostante non sia la prima regione italiana come numero di onorificenze, la Lombardia conferma il numero di chiocciole (19) lo stesso numero che aveva nella guida del 2020. In questa nuova edizione le province più feconde di locali del mangiar bene sono Brescia con 7 osterie e Cremona con 5. Nel resto d’Italia le aree più “chiocciolate” sono la Campania (23), seguita da Toscana e Piemonte (22). Poi arrivano Puglia ed Emilia Romagna (19). In totale 246 chiocciole in tutta Italia.

Nella locomotiva economica d’Italia sono quattro i nuovi locali che si fregiano del simbolo di Slow Food: Le Frise, Hostaria Viola, Antica Trattorie Piè del Dos e Osteria del Miglio 2.10.

Ecco l’elenco completo:

  • Visconti – Ambivere (BG)
  • Le Frise – Artogne (BS)
  • La Madia – Brione (BS)
  • Locanda degli Artisti – Cappella de’ Picenardi (CR)
  • Hostaria Viola – Castiglione delle Stiviere (MN)
  • Da Sapì – Esine (BS)
  • Antica Trattoria Piè del Dos – Gussago (BS)
  • Caffè la Crepa – Isola Dovarese (CR)
  • Al Resù – Lozio (BS)
  • Mirta – Milano
  • Ratanà – Milano
  • Trippa – Milano
  • Prato Gaio – Montecalvo Versiggia (PV)
  • Guallina – Mortara (PV)
  • Osteria della Villetta – Palazzolo sull’Oglio (BS)
  • Trattoria dell’Alba – Piadena Drizzona (CR)
  • Osteria del Miglio 2.10 – Pieve San Giacomo (CR)
  • Lago Scuro – Stagno Lombardo (CR)
  • Lamarta – Treviso Bresciano (BS)

All’ombra della madonnina oltre ai tre già citati troviamo confermati di tutti i locali presenti nella scorsa edizione di Osterie d’Italia. Nel nucleo storico di Baggio troviamo Alla Grande, allegra osteria gestita dallo Smilzo e sciura dove i piatti della tradizione milanese vengono serviti con un’umanità ormai rara. In zona Garibaldi, precisamente all’inizio di via Farini, troviamo Da Martino, pizzeria trattoria dove si trova la fiorentina cotta nel forno a legna e una delle migliori cotolette di Milano. 

A due passi dalla stazione Centrale c’è l’Osteria del Treno. Ex dopolavoro dei ferrovieri è un’osteria di tono dove oltre ai cassoeula e busecca c’è una sontuosa selezione di formaggi. Sottobosco locale giovane in zona corso Lodi, dove gli osti Lorenza e Giorgio sono riusciti nell’impresa di regalare alla frenetica città di Milano un’osteria di quartiere fatta di ritmi lenti e cucina autentica. 

Ultima ma non tra gli ultimi, la trattoria del Nuovo Macello, un locale contemporaneo e di tono nel quartiere Calvairate, dove poter gustare un’impareggiabile cotoletta, i classici mondeghili e il gustoso minestrone alla milanese.

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STEFANO CORRADA

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Stefano Corrada
Una vita saporita, tra reazioni di Maillard, prodotti alimentari e racconti di gusto. Dopo la laurea scientifica, vince la passione per tutto ciò che ruota intorno al cibo. E, quindi, prima la divulgazione tecnico-nutrizional-gastronomica. Poi la scrittura, attraverso collaborazioni giornalistiche e fotografiche con periodici e guide, tra cui Focus, Il Golosario, Viaggi del Gusto e Agrodolce.it. In mezzo un libro, edito da Jouvence, dal titolo "Appunti Golosi".