L’altopiano di Asiago e la prima Federazione di Comuni della storia

Uno dei luoghi più affascinanti e spettacolari d'Italia racchiude una storia unica al mondo

Credits: @maurizio_1202 (INSTG)

Al confine tra Veneto e Trentino Alto Adige, nel cuore delle Prealpi Vicentine, sorge l’Altopiano di Asiago, conosciuto anche come l’Altopiano dei Sette Comuni, una delle zone di montagna più famose in Veneto. Pochi sanno che qui è nata la prima Federazione di Comuni della storia.

L’altopiano di Asiago e la prima Federazione di Comuni della storia

Devo per forza essere di parte, parlando di Asiago e in generale dell’Altopiano, in quanto mia mamma è nata proprio lì 80 anni fa, precisamente a Cesuna (nel comune di Roana). Per me Asiago è sempre stato sinonimo di “andiamo in montagna”, da quando avevo un mese di vita, fino a quando ho potuto scegliere in autonomia dove trascorrere le mie vacanze. Dalla pianura padana, lato veneto, l’altopiano è forse una delle località di vacanza montane più comode in assoluto: mezz’ora di autostrada, mezz’ora di tornanti, fine. E’ infatti sufficiente imboccare la A31 “Valdastico” da Vicenza, raggiungere il suo “capolinea” nord a Piovene Rocchette, e poi salire il “costo”, nome con cui è nota la strada dai 10 tornanti che accompagna all’Altopiano. Strada molto, ma molto conosciuta e apprezzata dai motociclisti della zona. Se da piccolo era una meta fissa di ferie (rimanevo lì tutto il mese di agosto), più tardi l’Altopiano è diventato un classicone per trascorrere un week-end con gli amici o per i numerosi percorsi escursionistici che offre.


Credits: @MatteoPalma (INSTG) Vista dell’Altopiano innevato

# Due righe di storia: la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni

I sette comuni che compongono l’Altopiano di Asiago (Enego, Rotzo, Lusiana Conco, Foza, Asiago, Gallio, Roana), nel 1310 si unirono in una federazione denominata Spettabile Reggenza dei Sette Comuni che costituiva uno Stato autonomo: si tratta della prima Federazione al mondo paragonabile ad un moderno Stato federale. La Federazione nacque con due scopi principali: 1. Governarsi con la maggiore autonomia possibile 2. La difesa del territorio.

La storia della reggenza si è affiancata col tempo, alle vicissitudini della Repubblica Serenissima, e cadde ufficialmente, nel 1807, a causa della Campagna d’Italia di Napoleone Bonaparte.

In tempi più vicini, durante le due guerre mondiali, tutto l’Altopiano è stato colpito da tremendi avvenimenti. Durante la prima guerra mondiale è stato quasi tutto raso al suolo. Durante la seconda, la zona fu altrettanto teatro di gravi scontri tra partigiani e nazifascisti: eccidi, incendi, fucilazioni, devastazioni di varia gravità ne hanno scritto le più tristi pagine di storia.



# Due righe di geografia: il 90% del territorio è di “proprietà collettiva”

Il territorio dell’altopiano è formato da una conca centrale con altitudine media che si aggira intorno ai 1.000 metri. A nord si trova un secondo altopiano racchiuso da una serie di cime che gli fanno da corona e si elevano oltre i 2.300 metri di altezza, mentre verso Sud la conca è racchiusa da una serie di colli che scendono man mano verso la pianura Padana.

Nell’Altopiano si parlano ovviamente l’italiano e il dialetto veneto (con accento che al mio orecchio è particolarmente inconfondibile). In passato il territorio è stato inoltre abitato dalla minoranza etnica dei cimbri, motivo per cui, ancora oggi, si trovano delle reminescenze della lingua cimbra nel linguaggio colloquiale e nella toponomastica di tutta la zona. Infatti, tutte le località hanno il nome in italiano, a cui è affiancata la traduzione cimbra (Asiago diventa Slege, Gallio diventa Gèl, Roana Robaan e via dicendo).

Circa il 90% del territorio dell’Altopiano non è proprietà privata e nemmeno proprietà pubblica demaniale, ma è di proprietà collettiva, appartiene cioè agli antichi abitanti del luogo, ed è soggetto a regolamento degli usi civici ancor oggi riconosciuti dallo Stato.

# Ognuno dei Comuni è geloso della sua indipendenza

La salubrità dell’aria di cui gode, la sua gente, i suoi paesaggi, la sua storia, il suo cibo, rendono l’Altopiano di Asiago una meta turistica visitabile tutti i mesi dell’anno, e difficilmente può deludere chi la visita.

Come già detto, per una buona fetta di veneti (diciamo per tutti coloro che vivono nella zona compresa tra Padova, Vicenza e Rovigo) Asiago è sicuramente il primo luogo che viene in mente quando si parla di montagna. Asiago è comoda da raggiungere e l’offerta turistica è molto varia. Ognuno dei comuni dell’Altopiano vanta una storia indipendente e ancora oggi conserva tesori culturali e folcloristici del tutto caratteristici. E’ per questo che chi “sale” sull’altopiano, può farlo per un semplice tour eno-gastronomico, per andare a sciare (quando permesso), per camminare tra i campi della Grande Guerra, per ammirare le sue bellezze naturalistiche.

Credits: @asiago.it (INSTG) Piazza Carli Asiago

# Cosa fare ad Asiago: la Grande Guerra

Come ho già scritto, l’Altopiano di Asiago è stato uno dei territori maggiormente segnati durante le guerre mondiali. Hemingway, Musil e Kafka hanno scritto pagine su Asiago, e ancora oggi si possono ripercorrere, immersi nella natura, le strade che hanno scritto la storia di Asiago. Le guide turistiche per escursionisti offrono infatti parecchi itinerari, molto facili ma altrettanto suggestivi, che permettono di vedere e toccare con mano intere pagine di storia (triste) del nostro passato. Oltre a seguire i numerosi itinerari lungo il fronte, è possibile visitare musei e luoghi della memoria, come i sacrari di Asiago, Pasubio e Tonezza del Cimone.

Credits: @asiago.it (INSTG) il Sacrario di Asiago
Credits: @asiago.it (INSTG): il Monte Cengio

# Dove sciare ad Asiago, ma non solo

500 chilometri di piste da fondo, 80 chilometri di piste da discesa e oltre 40 impianti di risalita. E’ questo il biglietto da visita di Asiago per quanto riguarda lo sport invernale. Anche se quest’anno non sembra proprio quello giusto per poter visitare l’Altopiano per sciare, l’offerta è, normalmente, molto buona e soprattutto comoda. Infatti, in soli 5 minuti di macchina dai centri di Asiago o di Gallio, si riescono a raggiungere le aree sciistiche più performanti della zona: Kaberlaba, Melette 2000, Monte Verena 2000, Val Formica-Cima Larici, Sciovie Biancoia di Conco.  Gli impianti permettono di andare ben oltre i 2000 metri di altitudine.

Gli amanti dello sci di fondo possono invece trovare ben 500 chilometri di piste a cavallo dei sette comuni per potersi finalmente rilassare lontano dallo stress della città.

A chi non scia, Asiago offre molte altre opportunità: sci d’alpinismopasseggiate con le ciaspoleequitazione invernalepattinaggio sul ghiaccio, pittoresche gare con cani da slitta, visite guidate (vi invito a spiare il sito www.guidealtopiano.com) all’Osservatorio Astronomico e Astrofisico di Asiago, nei musei o nella natura. Quando sarà nuovamente possibile, vi invito a passare due ore al Palaghiaccio per assistere dal vivo a una partita di hockey su ghiaccio: la squadra dell’Asiago è molto famosa e lo sport da queste parti è considerato molto importante!

Credits: @Venetosegreto (INSTG): L’Osservatorio astronomico di Asiago
Credits: @verena2000 (INSTG): Le piste del Monte Verena

# Cosa mangiare: L’ “Asiago”

Credits: @formaggioasiagodop (INSTG)

Di certo, chi non ha mai potuto visitare Asiago, conosce comunque questa parola per il delizioso formaggio che ha origine e viene prodotto proprio, fin dall’anno Mille, nell’Altopiano.

L’Altopiano di Asiago è caratterizzato da clima mite, aria e acqua pulite e una vegetazione ricca che fornisce il giusto nutrimento per i pascoli. Vicenza, Trento, una parte di Padova e Treviso. Solo il formaggio prodotto in questo territorio delimitato può fregiarsi del nome di Asiago DOP. Lo si può trovare in più varianti, da quello più fresco (almeno 20 giorni di stagionatura) a quello più stagionato (lo stravecchio, oltre 15 mesi di stagionatura). Il “Prodotto della Montagna”, qualità pregiata di formaggio Asiago, per fregiarsi di questa menzione, deve essere prodotto solo con latte di aziende agricole montane e trasformato interamente al di sopra dei 600 metri.

# Cosa mangiare: La tosella

Credits: @Tosella (INSTG)

E’ molto facile entrare in qualsiasi ristorante o agriturismo dell’Altopiano e farsi conquistare da un semplice piatto a base di formaggi dell’Altopiano. Se potete, vi consiglio di non resistere alla tentazione di un piatto a base di tosella. E’ un formaggio freschissimo tipico della zona, ancora pieno di siero, che deve essere consumato al massimo tre giorni dopo la sua produzione. Ha una consistenza molto particolare, quasi gommosa, viene tagliato a fette (tonde, rettangolari, quadrate, a seconda del casaro che la produce) e viene solitamente cotto alla piastra. La cottura crea attorno al formaggio una crosticina che lo rende unico. Accompagnato solitamente da funghi e polenta, è un piatto irresistibile. Ripeto: non le resistete!

Credits: paesionline.it, asiago.it, dovesciare.it

Continua la lettura con: Una tradizione curiosa: i labirinti del Veneto

LUCIO BARDELLE

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

🍾 ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social

Le città più internazionali e aperte al mondo sono delle città stato come #Amburgo#Madrid#Berlino#Ginevra#Basilea#SanPietroburgo#Bruxelles #Budapest#Amsterdam#Praga#Londra#Mosca#Vienna#Tokyo#Seoul#Manila #KualaLumpur#Washington#NuovaDelhi#HongKong #CittàDelMessico#BuenosAires#Singapore

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità. 

 

Spread the love
Articolo precedente10 cose che ogni CANDIDATO SINDACO di Milano farà per conquistare voti
Articolo successivoLa SPIAGGIA dei DIAMANTI
Lucio Bardelle
Nasco a Dolo (VE) nel 1979. Mezzo padovano, mezzo vicentino, cresco nella terraferma veneziana, alimentandomi di sogni, come tutti gli adolescenti. Mi laureo in Economia e Turismo a Venezia, poi viaggio, per lavoro e per piacere. Cambio 4 città e una decina di case. Una delle tappe è Milano. L'ultima è, per caso, Venezia, la città da cui sono partito. Sono appassionato di musica rock, suono la chitarra e il basso, corro. Scrivo per una associazione locale a sostegno del cittadino (Oltre il muro), creata da Pietro, uno dei miei migliori amici, infortunatosi 15 anni fa durante una partita di calcio.