Le vacanze al MARE degli ANTICHI ROMANI: queste erano le località più ambite

Risale all'antica Roma il concetto di villeggiatura: ecco dove si andava


La tradizione della vacanza in villa al mare risale agli Antichi Romani che hanno inventato la villeggiatura

I nobili romani sapevano distinguere tra il negotium, il tempo dedicato alle faccende e agli impegni quotidiani e l’otium. Quest’ultimo era il periodo di riposo, in cui si allontanavano dal caos urbano per rifugiarsi in una delle numerose ville marittime ai piedi del Vesuvio o nel litorale laziale.


Le vacanze al MARE degli ANTICHI ROMANI: queste erano le località più ambite

La bella stagione si avvicina e i romani hanno già iniziato a prenotare il loro posto al sole sul litorale laziale e campano. Un’usanza questa che affonda le sue radici nella Roma di 2000 anni fa. Può sembrare incredibile ma sono stati proprio gli antichi romani a iniziare questa tradizione della vacanza al mare e se oggi le spiagge sono accessibili a tutti, nell’antica Roma erano soprattutto senatori e imperatori a permettersi il lusso di lasciare la città per andare nelle loro residenze di fronte al mare.

A testimonianza di questo amore per la “vacanza” sono rimasti lungo le coste del Mar Tirreno e in alcune sue isole resti più o meno evidenti di antiche Ville Romane. Dalla presenza di pietre, mosaici e affreschi sappiamo che i nostri antenati si divertivano parecchio dedicandosi a banchetti lucculiani, gite in barca, passeggiate nella natura e tanto tempo speso negli amatissimi bagni termali in piscine di varie dimensioni.



# La meta più ambita: il litorale campano (Pompei, Ercolano, Stabia) e Capri

La zona preferita per le ville marittime era la Campania, che ospitava località emblematiche come Pompei, Ercolano e Stabia. La regione era facilmente raggiungibile da Roma e aveva un clima mite e spiagge attraenti che ne facevano un centro turistico privilegiato. Sulle spiagge campane il tempo trascorreva sereno, tra le gozzoviglie, i canti, i concerti, le gite in barca, secondo le parole di Cicerone. Plinio il Giovane descrive le occupazioni estive cui si dedicava nelle sue ville come la meditazione, la lettura, i massaggi, il bagno, la musica, la pesca, le gite a cavallo e anche la caccia.

L’archeologia è riuscita a conservare vari esempi di queste lussuose abitazioni, spesso circondate da ampi giardini e ninfei, decorate con pitture e gruppi di sculture in marmo e in bronzo d’ispirazione greca, e dotate di biblioteche come quella della villa dei Papiri a Ercolano. Molte di queste residenze erano immense, come la villa del Pastore a Stabia, con i suoi quasi 19mila metri quadrati o la vicina villa Arianna, approssimativamente di 13mila metri quadrati. In tutte queste località i facoltosi romani avevano residenze dotate di cortili, piscine, fontane, terrazze sul mare e accessi diretti alle spiagge.

Un altro esempio sono i resti della imponente Villa di Giove sull’Isola di Capri che dal punto più alto dell’isola permetteva all’imperatore Tiberio Giulio Cesare Augusto di godere di una vista spettacolare e a 360° sul mare. A Capri Tiberio, oltre a Villa Jovis, in assoluto la più fastosa, aveva altre 12 ville.

# Le destinazioni più vicine: Anzio e Sperlonga

Più vicino a Roma, sul finire dell’età repubblicana, è la zona di Anzio il luogo che conobbe un periodo di splendore come destinazione di villeggiatura preferito dai patrizi di Roma e templi, circhi e palazzi abbellirono la città mentre lungo la costa i romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare. Qui nacquero gli imperatori Caligola che ne voleva fare la capitale dell’impero e Nerone che fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, ma soprattutto vi costruì la sua splendida villa Imperiale, abbellendo sia la reggia che la città con marmi e statue famose. I resti di ville romane lungo tutta la costa hanno restituito opere d’arte come la La Fanciulla di Anzio, una scultura in marmo, che proviene dalla villa di Nerone,  Il Gladiatore Borghese, oggi al Louvre, e l’Apollo del Belvedere, conservato in Vaticano. 

A Sperlonga invece sorge la villa della Grotta, o di Tiberio, costruita fra gli inizi e il secondo quarto del I secolo a.C., un periodo di grande fioritura di ville marittime, in particolare sulla costa tirrenica fra Roma e il golfo di Napoli. La scelta di questo sito fu certamente determinata dalla presenza della grotta, la spelunca che diede il nome alla villa. Quel che è certo da questa breve carrellata è che i romani di ieri come quelli di oggi amavano la vacanza e ancora di più se in villa al mare.

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FRANCESCA SPINOLA

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