Il CIMITERO A-CATTOLICO di Roma: tra ARTE e NATURA

Un luogo "da sogno" rivalutato nel tempo. Qual è la storia del cimitero acattolico di Roma e quali sono le sue curiosità?

credit: paesionline.it

Un luogo “da sogno” rivalutato nel tempo. Qual è la storia del cimitero acattolico di Roma e quali sono le sue curiosità?

Il CIMITERO ACATTOLICO di Roma: tra ARTE e NATURA

Chi ha detto che i cimiteri sono luoghi macabri? Nel cuore del centro storico romano c’è un cimitero “da sogno”: immerso nel verde dei cipressi, circondato dai resti delle mura aureliane e con la monumentale piramide di Caio Resto a fargli da sfondo. Ma le caratteristiche che l’hanno reso famoso sono altre, infatti oltre ad essere acattolico, è dedicato esclusivamente a salme straniere, tranne qualche rara eccezione.


Scopriamo la storia e le curiosità di questo particolare ma ancora sottovalutato cimitero.

# Un cimitero “da sogno” che un tempo era un prato per pascoli

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Ad oggi il Cimitero Acattolico di Roma è proprietà privata, appartiene ad un’associazione formata da 15 Ambasciate in Roma che hanno connazionali sepolti qui: Australia, Canada, Danimarca, Germania, Finlandia, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Russia, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Regno Unito e U.S.A. Eppure non è sempre stato così curato e visitato, anzi, era a dir poco malmesso e non curato. Come conseguenza del pensiero cattolico, solo la sepoltura in chiesa era considerata degna, e nei secoli XVII e XIX il terreno del cimitero era conosciuto come “prati del popolo romano”. Cosa significava? Che era uno spazio di proprietà pubblica ma utilizzato per far pascolare il bestiame.

# Le inumazioni? Si facevano di notte per questioni di sicurezza

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Il cimitero per protestanti, ebrei ed ortodossi fu concesso da una deliberazione del Sant’Uffizio nel 1671 ma fino al XIX secolo le funzioni cimiteriali non erano neppure controllate. Può sembrare strano ma, per motivi di sicurezza, le inumazioni erano svolte di notte, lontano da occhi indiscreti e giudicanti. Venne fatta un’eccezione per la figlia di Sir Walter Synod, che però dovette farsi scortare per evitare incursioni di fanatici religiosi. Fortunatamente durante il XIX secolo il cimitero subì due ampliamenti, e fu l’ultimo – nel 1894 – a conferirgli le dimensioni e le caratteristiche fiabesche attuali.



# Il cimitero degli artisti e degli “stranieri”

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C’è un gran numero di sepolture di artisti, e come anticipato all’inizio, gli italiani sepolti in questo monumentale cimitero sono pochissimi e selezionati con accuratezza. Sono stati scelti italiani che, per vari motivi, durante la loro vita sono stati “stranieri” in Italia. Tra questi il più celebre è Antonio Gramsci, nella cui lapide sono incisi i versi a lui dedicati da Pierpaolo Pasolini, ma non meno visitate sono le lapidi degli scrittori Dario Bellezza, Carlo Emilio Gadda, Luce d’Eramo e Andrea Camilleri. Gli stranieri che si trovano qui, vissero per periodi più o meno brevi a Roma e si innamorarono di questa città che oggi restituisce loro l’affetto ricevuto, offrendogli un riposo eterno davvero elitario. Il cimitero infatti è circondato dai resti delle mura aureliane, impreziosito dalla piramide Cestia e ricco di piante e fiori colorati.

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Se prima era un luogo trascurato e disprezzato, oggi la sua bellezza e il suo fascino sono riconosciuti da tutti: nel 1910 si definì il Cimitero come “culturalmente importante e degno perciò di speciali salvaguardie” e nel 1918 fu dichiarato Zona Monumentale d’Interesse Nazionale.

Fonte: Paesi Online

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ROSITA GIULIANO
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