Giro di Roma in PASTICCERIA: i 5 migliori dolci da trovare in città

I 5 migliori dolci da assaporare a Roma


I 5 migliori dolci da assaporare a Roma.


Quando a Roma si desidera acquistare un dolce da portare ad amici e parenti o per togliersi uno sfizio, l’operazione è scientifica e a seconda del tipo di dessert si va nel posto giusto, l’unico e il solo.

Giro di Roma in PASTICCERIA: i 5 migliori dolci da trovare in città

Ne abbiamo scelti cinque che possono soddisfare ogni tipo di palato, dagli amanti del dolce al cucchiaio a quelli della tradizionale crostata della nonna. Per ognuno di questi vale la pena fare un salto nelle pasticcerie di Roma.

# Il Millefoglie



Se la voglia da esaudire è quella di una sfoglia croccante immersa in una morbida crema allo zabaione, allora si sta parlando del Millefoglie di CavallettiDal 1951 a via Nemorense, è una vera e propria istituzione. Da quasi settant’anni è simbolo di Roma nel mondo con il suo Millefoglie a tre piani farcito di crema chantilly aromatizzata al marsala a quanto pare apprezzato anche dalla stessa regina d’Inghilterra, che più volte se lo è fatto spedire a Buckingham Palace.

# Il Tiramisù 

Se si brama un cucchiaio capace di far sentire il paradiso in bocca con la dolcezza del mascarpone e la forza di caffè e polvere di cioccolato, è tempo del Tiramisù di Pompi in Via della Croce. E’ il tiramisù più amato della capitale e trovandosi in pieno centro, a due passi da Piazza di Spagna, lo ha reso anche il più amato dai turisti. Realizzato secondo la personale ricetta di Giuliano Pompi, il suo inventore, oggi oltre al gusto classico con caffè e cacao, affianca gusti particolari e legati alle stagioni.

# Il maritozzo con la panna 

Quando a colazione si sente il bisogno di quella marcia in più e non si può fare a meno di pensare alla deliziosa panna fresca e al soffice panino di un Maritozzo, l’unico e il solo è quello di Regoli a Via dello Statuto, vicino all’Esquilino, antica pasticceria aperta nel 1916 da Umberto Regoli e sua moglie e oggi gestita dalla terza generazione. La ricetta dei maritozzi con la panna è tipica della tradizione laziale, si tratta di un panino soffice e dorato che a Roma è immancabile in ogni colazione che si rispetti e che da Regoli si può trovare nella sua forma più classica con panna montata che trasborda o nella versione quaresimale, che si differenzia per la preparazione senza uova e burro, rendendo quindi questo dolce adatto a essere consumato durante il digiuno pasquale.

# Il Montblanc 

Per chi invece ama l’autunno e il freddo e sogna montagne di marron glacé tuffarsi da pendii di meringa, allora è al Mont Blanc di Giuliani in Via Paolo Emilio in Prati che sta pensando, una pasticceria che risale al primo dopoguerra quando il suo fondatore Giulio Giuliani tornò dalla Svizzera dove aveva appreso l’arte della produzione artigianale del Marron Glacé e dei Cioccolatini. Il Montblanc qui è servito alto, ben farcito e stracolmo di panna montata freschissima. Prelibatezza di origine francese è un dolce al cucchiaio che si prepara con la pasta di marroni, trasformati in spaghetti su un letto di meringhe e panna, esclusivamente fresca. La leggenda narra che il Montblanc sia stato servito la prima volta sulla tavola della famiglia Borgia, alla fine del XV secolo, e che il decano della famiglia, futuro Papa Alessandro VI, ne sia rimasto letteralmente stregato. Questo dolce di origini franco-piemontesi è un omaggio alla vetta italiana più alta, il Montebianco. A Roma diventa in breve tempo il dolce autunnale della borghesia.

# La crostata di ricotta e visciole 

E per finire, quando la nostalgia di casa, della nonna o della campagna stringe il cuore e si sente l’odore di crostata calda e ricotta, non resta che andare da Boccione L’Antico Forno in Via del Portico d’Ottavia per la sua Crostata ricotta e visciole. Torta tipica della tradizione ebraica, giustamente famosa, romani e turisti fanno regolarmente la fila di fronte a Boccione, antico forno del Ghetto che gli intenditori giudicano all’unanimità il miglior indirizzo goloso del quartiere e forse del centro storico. E’ una pasticceria senza insegna, dalle vetrine spoglie e un po’ spartana dove spesso ci sono le code fuori per assaporare anche solo una fetta delle loro ormai iconiche crostate chiuse, ricoperte di pasta, con ripieno di ricotta e marmellata di visciole o ricotta e cioccolato. E da sole valgono la visita.

FRANCESCA SPINOLA

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