Rinasce l’ALBERO DELLA VITA: deciso il destino di una delle ICONE DI MILANO

Demoliamolo? Spostiamolo? No, teniamolo

Credits: mattiaverga, via Pixabay

Ha avuto più attenzione dopo l’esposizione universale che durante l’EXPO, oggetto di ogni sorta di idea e progetto. Eppure è stato un’icona di Milano a livello globale. Il suo futuro torna ora in agenda.

Rinasce l’ALBERO DELLA VITA: deciso il destino di una delle ICONE DI MILANO

# Demoliamolo. No, spostiamolo. No, teniamolo

L’Albero della Vita in Loreto, Credits: UrbanFile

Star indiscussa del fotografatissimo e super condiviso Expo di Milano, l’Albero della Vita è stato l’icona milanese a livello mondiale per i 6 mesi di apertura dell’Esposizione Universale, terminata il 31 ottobre 2015.
Il successo degli spettacoli quotidiani, decretato dal pubblico, ha posto “il problema” del dopo Expo. L’Albero della Vita si è infatti guadagnato sul campo il diritto di sopravvivere alla definitiva rottamazione. Dopo aver accantonato l’idea della demolizione, hanno iniziato a “germogliare” rendering di un ipotetico spostamento più centrale.
Lo abbiamo visto immaginare in Piazzale Loreto, alla Darsena, in centro a Rho e altrove, prima di rimanere rinchiuso nel cantiere di MIND. Ora sembra prevalere la linea del ritorno alle origini.  


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# Una nuova valorizzazione?

Credits: 50annieround

Concluso l’Expo, l’area è stata blindata da un lungo cantiere, dal quale si aspetta la nascita di una serie di iniziative: lo Human Technopole, il MIND District e la realizzazione del nuovo Campus della Statale. Tutto ciò ha richiesto la chiusura del sito, per motivi di sicurezza. L’Albero è rimasto imprigionato in questo recinto e lo rimarrà fino alla conclusione, intorno al 2026.
La proprietà dell’Albero è passata alla società Arexpo, che vorrebbe sposare la linea dei nostalgici di Expo, trovando la via per preservare l’opera di Marco Balich e valorizzarla.

La scultura, alta 35 metri, riprende il motivo di Michelangelo pensato per la pavimentazione del Campidoglio. Nasce come installazione e scultura che, con un intricato gioco di led, giochi pirotecnici e la coordinazione delle fontane della Lake Arena in cui è immersa, può dare luogo a spettacoli commemorativi e di intrattenimento.



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# Una seconda primavera

Campus Statale, Credits: mindmilano IG

Igor De Blasio, AD di Arexpo, insieme ai partner di MIND, è convinto che l’Albero della Vita debba tornare a svolgere la sua primaria funzione. Dopo il 2025 l’installazione verrà rigenerata, sfruttando tecnologie nuove che permetteranno uno sviluppo e una manutenzione più leggere, quindi definitivamente restituito alla città che lo ha amato tanto 10 anni prima.
Innanzitutto verrà lanciata una manifestazione di interesse, volta a raccogliere le idee per la rigenerazione e l’impiego della scultura.
Secondo De Blasio, l’Albero della Vita «può diventare come le Fontane del Burj Khalifa a Dubai». Spettacoli a cadenza quotidiana, in un distretto che ospiterà almeno 60.000 persone ogni giorno.

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# “Ciò che succede a Expo, resta a Expo”

Credits: Sempione News

Le dure regole del BIE, l’istituzione che assegna le Esposizioni mondiali e universali, impongono che nulla di ciò che è stato creato per un Expo, possa essere replicato nel futuro.
Un nuovo impiego dell’Albero della Vita pertanto, non potrà mai essere uguale allo spettacolo che ha incantato i visitatori dell’Expo di Milano.

De Blasio ipotizza un “Albero 4.0”: spettacolo nuovo, tecnologie più all’avanguardia e messa in opera nel 2025. Rigenerarlo prima «non avrebbe senso, perché non sarebbe fruibile dalle persone a causa del cantiere dell’università».

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# Nelle puntate precedenti

Durante i lavori, Credits: archiportale

L’Albero della Vita, più di tanti altri manufatti legati ad Expo Milano 2015, ha saputo impersonare la cavalcata che ha accompagnato Milano ad una riscossa.
La realizzazione in soli 4 mesi, grazie al Consorzio Orgoglio Brescia, ha trainato l’Esposizione Universale fuori dalle polemiche e dalle cronache giudiziarie. Nonostante i ritardi, le accuse di illeciti e infiltrazioni mafiose sulla manifestazione, il 1 maggio 2015 l’Expo ha aperto i battenti e Milano ha vissuto sei mesi di straordinario successo internazionale, tornando a splendere come non mai in passato.

Nell’immaginario collettivo questa rinascita ha le sembianze dell’Albero della Vita. Il più fotografato, il più ricercato, il più rivisto, il più condiviso. Da una replica quotidiana, si è dovuto fare i salti mortali per proporre almeno 3-4 spettacoli serali, per accontentare la domanda del pubblico.
Le musiche di Roberto Cacciapaglia hanno fatto da colonna sonora agli spettacoli di Expo, proposti da migliaia sulle pagine social di tutto il mondo e la struttura, progettata Giò Forma, è diventata il simbolo di Milano.

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# Un gigantesco “tetris” milanese

Con la realizzazione di MIND, nell’area Expo nascerà il Campus dell’Università Statale, che prevede anche lo spostamento delle facoltà scientifiche da Città Studi all’ombra dell’Albero della Vita. Insieme al trasloco dell’Istituto dei Tumori e del Besta, un’immensa porzione di Municipio 3 verrà quindi interessata da riqualificazione e nuove destinazioni, spostando altre attività, innescando così un gigantesco puzzle di incastri.

Nel pittoresco “tetris allo zafferano“, generato da quel 31 ottobre 2015, Milano cambierà ancora volto?
De Blasio è convinto che «Mind e Arexpo hanno dimostrato che se si programma nei tempi, i risultati si ottengono» e solo Milano sa quanto c’è fame di risultati a queste latitudini.
Chissà che non sia proprio la seconda fioritura dell’Albero della Vita ad accompagnare il prossimo rush di Milano: quello verso i Giochi Olimpici del 2026

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LAURA LIONTI

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