MINI FORESTE in città: possibile a MILANO?

Vediamo cosa sta succedendo in altre città e se questa sarà la nuova frontiera di Milano. 

credits: corriere.it

Uno degli obiettivi di qualunque città voglia perseguire un percorso sempre più orientato a soluzioni green è la riforestazione urbana. Non solo aree verdi ma vere e proprie oasi che riproducano una foresta con tutte le sue peculiarità. Vediamo cosa sta succedendo in altre città e se questa sarà la nuova frontiera di Milano. 

MINI FORESTE in città: possibile a MILANO?

# La riforestazione urbana: la nuova frontiera delle città

Grazie a un programma voluto dal Ministro Sergio Costa, Alto Ufficiale del Corpo Forestale e una laurea in Scienze Agrarie nel curriculum, la riforestazione urbana deve seguire dei criteri che tenga conto di alcuni fattori imprescindibili quali il miglioramento della salute e del benessere dei cittadini, tutelare la biodiversità e aumentare le superfici dedicate al verde. Pur tenendo conto della volontà di molte persone che desiderano andare a vivere fuori dei grandi centri urbani la tendenza è comunque che la percentuale degli italiani che vivono nelle città aumenterà dal 50% attuale al 70% tra 10/15 anni. E’ quindi fondamentale compensare questa tendenza con un incremento importante del numero di piante che sono attualmente presenti nelle aree metropolitane.
 

Una mini foresta per Milano? Ecco come dovrebbe essere

Credits yousocialtrip – Foresta Bambù

La prima regola sarà quella di tutelare la biodiversità e creare zone di foresta urbana dove la presenza floreale autoctona giocherà un ruolo fondamentale. Per esempio a Milano non palme ma gelsi, olmi e tutta la vegetazione caratteristica del territorio. Alcune aree lasciate a se stesse evidenziano come la natura sia in grado di rimpossessarsi del territorio proliferando e rigenerandosi. Con una forestazione urbana si apre anche un nuovo ciclo vitale per specie animali che altrimenti sarebbero destinate alla scomparsa nelle città. Avere uno specchio d’acqua che ospiti alcune varietà ittiche significa ricreare un habitat ideale per aironi, martin pescatore, rettili e altre specie animali. Una foresta se pur piccola, significa piante quindi ossigeno, quindi assorbimento di anidride carbonica, controllo dell’escursione climatica e certamente un impatto paesaggistico notevolmente migliorato.


Essendoci dei fondi che verrano erogati e risorse previste nel Recovery Plan è fondamentale rispettare progetti e tempi e previsti per questa attività che, in primis, tende a ristabilire un equilibrio tra aree edificate e spazi verdi ad uso comune. Pur non esistendo una regola che stabilisca il giusto rapporto tra le due destinazioni d’uso nelle aree metropolitane è ovvio che si dovrà sempre più tenere conto dell’importanza della natura e della necessità non procrastinabile di aumentarne sempre più le superfici dedicate.

# Il Guerrilla Gardening

Credits: @chriscenaikotravels IG

Alcuni Movimenti, Associazioni e Comitati da anni si prodigano affinché le piante e tutto il verde possano tornare al centro di ogni progettazione urbana. In questa direzione si stanno muovendo anche gruppi di Guerrilla Gardening, movimenti spontanei di amanti del verde che disseminano i parchi con semi di vari tipi di pianta ottenendo a volte risultati sorprendenti. Pur non essendo ufficialmente riconosciuti se non ostacolati dalle autorità stanno incontrando i favori della cittadinanza che vedono fiorire o crescere piante anche nelle aiuole cittadine riportando la natura, quella vera, sotto casa.

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ROBERTO BINAGHI

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Roberto Binaghi
Nato a Milano il 25 agosto 1965. Sin da bambino frequento l’azienda di famiglia (allora una tipografia, ora azienda di comunicazione e stampa) dove entrerò ufficialmente a 17 anni. Diplomato Geometra all’Istituto Cattaneo a 27 anni e dopo aver abbandonato gli studi grafici a 17, mi iscrivo a Scienze Politiche ma lascio definitivamente 2 anni dopo per dedicare il mio tempo libero alla famiglia e allo sport. Sono padre di Matteo, 21 anni, e Luca, 19 anni. Sono stato accanito lettore di quotidiani e libri storico-politici, ho frequentato gruppi politici e di imprenditori senza mai tesserarmi, per anni ho seguito la situazione politica italiana collaborando anche con L’Indipendente allora diretto da Vittorio Feltri e Pialuisa Bianco (1992-1994). Per questioni di cuore ho iniziato a seguire il mondo del basket dilettantistico ricoprendo il ruolo di dirigente della società Ebro per oltre 10 anni e della Bocconi Basket FIP dal settembre 2019 (ruolo che ricoprirò anche per la prossima stagione). Nel corso degli anni ho contribuito allo sviluppo di alcune start-up e seguito alcuni progetti di mia ideazione che hanno come obiettivo la rivalutazione del patrimonio meneghino oltre che un chiaro interesse sociale.