Milano – Cremona sull’ACQUA: il MIRAGGIO del CANALE NAVIGABILE

L'opera è ferma da oltre 50 anni: potrebbe rilanciare commercio e turismo. E così Porto di Mare avrebbe il suo senso


Dopo il primo piccolo tratto tra Cremona e Pizzighettone l’opera si è fermata. Per oltre 50 anni. L’Unione Europea nel 2016 ci venne in aiuto per far ripartire i lavori con un nuovo progetto, ma ad oggi tutto tace.

Milano – Cremona sull’ACQUA: il MIRAGGIO del CANALE NAVIGABILE

# Realizzati solo 14 dei 65 km previsti

È trascorso più di un secolo dal varo del primo progetto del Canale navigabile Milano-Cremona-Po. A Milano tra il 1902 ed il 1917 erano stati elaborati alcuni progetti per un collegamento tra l’area milanese ed il Po, anche utilizzando l’Adda, istituendo l’Azienda portuale di Milano. Attorno al 1920 vennero acquisite le aree necessarie e si diede avvio ai lavori per il porto di Milano dal quale far partire un canale navigabile per il Po. Nel 1923, la sospensione di queste opere e lo scioglimento delle aziende portuali di Cremona e di Milano, anche se nel 1930 furono avviate alcune opere sul fiume in attuazione di un progetto.

Credits: alot.it – Tratto Cremona-Pizzighettone

La legge 1044 del 24 agosto 1941 aveva istituito il Consorzio del Canale Milano Cremona Po, ma nel corso dei decenni sono stati realizzati solo 14 chilometri, da Cremona a Pizzighettone, dei 65 previsti.

Nel 2000 il ministero del Tesoro ha quindi deciso di sciogliere anche la struttura burocratica del consorzio Canale navigabile, che avrebbe dovuto sovrintendere al mega cantiere, mettendo una pietra sul progetto.

# Il nuovo progetto: 7 conche d’acqua, 60 km. Potrebbe essere percorso da imbarcazioni lunghe 110 metri e larghe 11

Il progetto potrebbe ripartire grazie all’Unione Europea che nel 2016 lo ha finanziato con 9.282.800 euro e all’Aipo, che nel 2000 ha sostituito il disciolto consorzio del canale navigabile, che l’ha rivisto nell’ottica attuale. Il Canale Milano-Cremona-Po sarebbe lungo 60 km potrebbe essere percorso da imbarcazioni lunghe 110 metri e larghe 11, con carico da 1600 a 3000 tonnellate. Per fare un raffronto una chiatta può trasportare 1.350 tonnellate, equivalenti alla portata di 75 tir oppure 67 carri ferroviari.

# Il costo dell’opera è 1,7 miliardi. Si potrebbero decongestionare le arterie stradali in ingresso a Milano: la Paullese, la via Emilia e la strada Rivoltana

Credits: Urbanfile – Nuovo tracciato del Canale

Il nuovo progetto prevede la costruzione di 7 conche d’acqua, per superare i dislivelli, con un percorso a basso impatto, utilizzando il canale Muzza, in alternativa alla costruzione ex novo dell’alveo del Canale Milano-Cremona-Po. Se quest’opera venisse realizzata verrebbero decongestionate alcune delle arterie principali che entrano a Milano: la Paullese, la via Emilia e la strada Rivoltana.

Il porto dovrebbe sorgere nella zona fra la tangenziale Est e il termine della Bre-be-mi. Il costo per la realizzazione dei circa 60 chilometri di Canale che mancano per collegare Milano al Po e, attraverso il fiume al mare, ha un importo di 1,7miliardi. Il 40% del totale necessario a finanziare la costruzione dell’opera lo metterebbe a disposizione l’Unione Europea.

# La fermata della MM3 Porto di Mare che ricorda la vecchia destinazione dell’area

Credits: Urbanfile – Rendering del porto nel progetto originale

Nel progetto originario il porto di arrivo a Milano era nell’attuale parco Alessandrini dove era stato eseguito il grande scavo per l’invaso che avrebbe dovuto consentire l’approdo delle navi, tra Corvetto e Rogoredo. Con lo stop ai lavori l’enorme buca fu utilizzata come cava, area di pesca e poi piantumata dopo la dismissione. Si decise quindi di nominare la fermata della nuova linea metropolitana “Porto di Mare” M3 in onore del progetto mai realizzato. Uscendo da Milano, nel comune di San Donato Milanese è ancora visibile l’alveo che era stato costruito. 

Fonti: Pensalibero e Urbanfile

Continua la lettura: Il PORTO di Mare a Milano: la storia e il progetto di rilancio

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