L’uscita dignitosa

Sono due anni che i tentativi dei governi di risolvere i problemi vanno a vuoto e in questo momento siamo all’apoteosi del distacco tra il pensiero e la realtà

tragedia greca

Sono due anni che i tentativi dei governi di risolvere i problemi vanno a vuoto e in questo momento siamo all’apoteosi del distacco tra il pensiero e la realtà.

Quello che pare ovvio diventa difficilissimo senza una onorevole exit strategy.
Perché anche in una situazione in cui è evidente che si sta procedendo in modo sbagliato attivando comportamenti autolesionisti e anacronistici non è così semplice uscire perché nessuno vuole perderci la faccia.


Nel mondo anglosassone, nord Europeo e orientale, le persone sono più avvezze a considerare l’errore come un percorso normale e ad assumersene le responsabilità anche con un certo orgoglio. Quindi basta riconoscere che quello che si stava facendo non ha conseguito i risultati sperati per cambiare strategia e impostare un nuovo percorso.

La mentalità latina è invece più orgogliosa e incapace di assumersi le responsabilità, perché gli errori commessi sembrano togliere credibilità agli individui che si identificano con il ruolo ricoperto. Tendenzialmente si adottano due possibili strategie di uscita.

La prima più roboante è quella della tragedia greca o napoletana dove alcuni aspetti dei problemi vengono amplificati in un climax che porta alla catastrofe salvifica.
Il disastro collettivo riporta le persone a riconciliarsi amorevolmente, dimenticando le esagerazioni e le responsabilità passate.



L’altra strategia di uscita è quella di Don Abbondio. Ceare un caos e una confusione indicibile in un polverone di norme e contronorme, decreti e controdecreti che rendono inintellegibile la realtà fino all’intervento provvidenziale dell’autorità stessa che, eliminando in un colpo solo tutto il castello di regole che ha posto in essere, salverà tutti, rendendo impossibile qualunque indagine retrospettiva per accertare ogni responsabilità.  

Speriamo che il delirio normativo attuale sia solamente l’exit strategy di questa situazione.

Continua la lettura con: Il mattino ha l’oro in bocca

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