L’ultima vittima del muro di Berlino

Chris Gueffroy è stato ucciso solo pochi mesi prima che crollasse il muro


Al check point Charlie di Berlino c’è il museo sulla storia del muro. All’interno si trovano le vicende drammatiche delle persone che sono state uccise nel tentativo di attraversarlo. La cosa che colpisce di più è che l’ultima persona morta, Chris Gueffroy, è stata uccisa solo pochi mesi prima che crollasse il muro. Chi ha vissuto quei tempi, a Ovest così come a Est, ricorda che fino all’ultimo nessuno avrebbe mai potuto immaginare che il muro sarebbe caduto.
Anzi, anche negli anni ottanta tutto lasciava presupporre che la divisione di Berlino e della Germania stesse diventando ancora più profonda.

Anche adesso il mondo è diviso in due: tra chi accetta la narrazione dell’autorità e chi vuole farsi un’idea sua sui fatti che stanno accadendo e sulle scelte più corrette da prendere per la propria vita.
Questa divisione tra punti di vista diversi in realtà era già in atto da tempo ma solo negli ultimi mesi si è trasformata in uno scontro frontale con una parte che sta cercando di imporsi sull’altra.
Assomiglia sempre di più alle dispute medievali su temi religiosi, in cui le parti cercano di imporre dogmi e false verità, tutto l’opposto di quello che dovrebbe essere il metodo scientifico che si basa sulla falsificazione delle proprie tesi e sul dubbio.


Una situazione che sta raggiungendo livelli parossistici, con una delle due fazioni che viene emarginata, denigrata e sottoposta a ricatti per aderire alla posizione contraria.
Quale potrebbe essere l’esito di questa situazione sempre più ingestibile?

Ci potrebbe essere l’annullamento della parte minoritaria e quindi la formazione di una intera comunità che segue fedelmente la guida dell’autorità.
Oppure l’acuirsi di questo contrasto potrebbe portare alla distruzione di questo muro che le divide.

Perché questo accada bisogna capire che, così come quello di Berlino, il muro che oggi divide in due i cittadini non è effetto dei cittadini ma di un’autorità che, grazie a questo muro che limita la libertà, può esercitare il suo massimo controllo e difendere la sua posizione di potere.



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