L’invisibile è la frontiera inesplorata della scienza

È nell’invisibile che si nasconde la parte più interessante di quello che non conosciamo

Einstein

Ci sono ambiti che hanno una rilevanza enorme sulla vita delle persone che però restano del tutto sconosciuti alla ricerca scientifica.

Un esempio è l’intuizione. Si dice che Einstein abbia avuto l’intuizione della teoria della relatività in ascensore. E celebre è la mela caduta in testa a Newton che lo avrebbe indotto alla scoperta della legge della gravitazione universale.


Tutti gli scienziati concordano sul fatto che l’intuizione abbia avuto un impatto sulle loro scoperte o su quelle di altri ricercatori. Eppure ancora la scienza non riesce a decifrare in modo razionale l’origine e la natura delle intuizioni.

Un altro esempio molto interessante è quello dei sogni. Ogni essere umano in media trascorre un terzo della sua vita dormendo e sognando eppure non esiste ancora una lettura scientifica reversibile e dimostrata sul significato dei sogni.

In antichità veniva data molta rilevanza ai sogni, sia nella cura delle malattie sia come orientamento nelle decisioni. Nelle sue scelte Alessandro Magno si faceva guidare da interpreti dei sogni che faceva nella notte così come capitava a imperatori romani: Costantino dopo un sogno, con la croce con la scritta “in hoc signo vinces”, ha trasformato la sua politica nei confronti dei cristiani conquistando così il massimo potere.



Evidente a tutti sono gli scambi di energia nelle relazioni tra persone o con i luoghi. Ad esempio il contatto con la natura crea effetti diversi da quelli di un aula affollata. Senza poi contare lo stesso concetto di anima che per gli antichi era un elemento fondamentale della natura umana mentre al giorno d’oggi viene considerato al massimo come un’astrazione religiosa. 

Il fatto che la scienza moderna ritenga di doversi occupare di tutto ciò che è osservabile e replicabile sperimentalmente la porta al di fuori del mondo dell’invisibile anche se da questo nascono effetti importanti. Concentrarsi sugli effetti rischia di far perdere la progettualità che è all’origine di tali effetti, come è il caso del seme che nel momento in cui scompare nel terreno dà vita alla pianta. 

È nell’invisibile che si nasconde la parte più interessante di quello che non conosciamo e forse la prossima rivoluzione scientifica sarà di addentrarsi in ciò che non è osservabile o che apparentemente sembra irrazionale o privo di logica.

A quel punto forse si farà luce sul mistero dell’intuizione rendendola così più utilizzabile in maniera consapevole. E riportando così l’intelligenza umana fuori portata di quella artificiale.

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