L’alba di una nuova rivoluzione?

Tutti i momenti di trasformazione epocale nella storia sono stati caratterizzati da una polarizzazione di due diverse visioni del mondo

Credits: @roberto_fraddosio (INSTG)

Tutti i momenti di trasformazione epocale nella storia sono stati caratterizzati da una polarizzazione di due diverse visioni del mondo. Da una parte la “verità”, detenuta da un sistema di potere consolidato, a cui si contrappone l’”eresia” di chi vuole interpretare in modo diverso la realtà.

Con il Rinascimento si è passati da una visione teocentrica dell’esistenza a una più umana. Nella Riforma protestante una diversa interpretazione delle scritture ha portato a una rivoluzione epocale nella storia del Cristianesimo. Lo stesso con la rivoluzione francese quando venne messo in discussione il dogma del potere per discendenza, dando a tutti i cittadini gli stessi diritti alla nascita.


In tutti questi casi il potere consolidato ha cercato di difendersi demonizzando le tesi antagoniste semplicemente screditando l’avversario senza intraprendere un dialogo costruttivo e senza articolare la propria posizione in modo razionale. 

Lo stesso sta accadendo in questo periodo storico in cui la tesi dominante del sistema di potere consolidato pur facendo errori e contraddizioni continue non è disposto a mettersi in discussione ma scredita i pensieri eretici come se non avessero titoli per affrontare la questione.

Anche perché il vero punto di divisione è proprio tra due diverse visioni del mondo e di come il potere dovrebbe essere distribuito tra l’autorità e i cittadini.
Il sistema di potere consolidato considera de facto un suo diritto quello di decidere sulla vita di tutti in modo assoluto e senza pagarne le conseguenze. Mentre chi si oppone alle pratiche di gestione attuale della emergenza si basa sul presupposto che siano i cittadini a dover avere potere di scelta sulla loro vita soprattutto quando la scienza non è riuscita a creare delle basi solide e delle evidenze dimostrate nel risolvere il problema.



Chiunque voglia mettere in discussione questo modo di intendere il potere viene screditato come no vax, negazionista o persona di basse capacità intellettuali.
Quegli stessi che invece interpretano il sistema di potere consolidato come autoritario e dittatoriale proprio perché impone alla minoranza provvedimenti di dubbia utilità e che sconfinano nella sfera personale.

Queste differenze così radicali nel modo di interpretare la realtà potrebbero essere premonitrici di un nuovo evento rivoluzionario.

Continua la lettura con: La solitudine delle forze dell’ordine

MILANO CITTA’ STATO