“La tua libertà finisce dove inizia la mia”

Se passa il principio che chiunque sia un pericolo anche se esiste prova contraria, allora potrebbe valere per ogni cosa

Credits: http://www.lachiavedisophia.com/

“La tua libertà finisce dove inizia la mia”. Questa è la frase che si ripete per motivare l’adozione di misure cautelari preventive per evitare il contagio. Perché si intende che ogni persona è potenzialmente contagiosa quindi rappresenta un pericolo per gli altri. Ma chi ha stabilito che tu o io siamo contagiosi?

Se una persona incontra qualcun altro, solo lei può decidere se questo altro rappresenta un rischio. A quel punto può liberamente scegliere di incontrarlo, di evitarlo o di prendere le precauzioni che reputa più giuste.


Con questa pandemia si è deciso che sia l’autorità governativa a stabilire a priori che tutte le persone sono pericolose. E ha di conseguenza imposto che tutte le persone debbano adottare le massime precauzioni per non recare danno ad altri o per non ricevere danno. Questo è ormai assodato anche quando non esiste alcuna prova che una persona sia contagiosa.

L’effetto è che si è creata una sovrastruttura che sta ribaltando i cardini del pensiero civile. Il principio che una persona è innocente fino a prova contraria è la condizione fondamentale per poter avere una società civile e prospera. Perché se ognuno fosse ritenuto colpevole fino a prova contraria saremmo tutti in libertà vigilata.
Che è quello che stiamo accettando. Il grande rischio è che questo modo di considerare ognuno di noi come un potenziale pericolo per gli altri possa diventare la consuetudine.

Già si sta ad esempio accettando l’idea che pure persone con tampone negativo o con vaccino o che hanno già avuto il Covid, quindi con un rischio vicino allo zero, debbano comunque continuare a condurre una vita come se fossero un rischio per gli altri o come se gli altri rappresentassero un rischio per loro.



Non solo. Se passa il principio che chiunque sia un pericolo anche se esiste prova contraria, allora potrebbe valere per ogni cosa: chiunque anche se non è contagioso del Covid, potrebbe esserlo di altre malattie potenzialmente mortali, come l’epatite, l’Aids o la stessa influenza. E ancora, pure se fosse totalmente sano chiunque potrebbe essere un potenziale delinquente, un violento, uno psicopatico, un assassino. Allora vogliamo lasciare che chiunque possa avere la libertà di ucciderci? Per la sicurezza di ognuno di noi sarebbe più sicuro se nessuno incontrasse nessuno.

La sicurezza totale e la salute come religione possono rinchiudere la nostra vita in una prigione preventiva. L’unica chiave di uscita si chiama fiducia nell’altro. Anche se questo può rappresentare un rischio, anche mortale. 

Continua la lettura con: il non-pensiero dominante

MILANO CITTA’ STATO 

 

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