La fede nel mezzo

Quando c’è un problema irrisolto occorre sempre mantenere ferma l’attenzione sulla sua risoluzione, senza mai innamorarsi di uno dei possibili mezzi per conseguirla

Il dito e la luna

Quando c’è un problema irrisolto occorre sempre mantenere ferma l’attenzione sulla sua risoluzione, senza mai innamorarsi di uno dei possibili mezzi per conseguirla.
Anzi, la strategia migliore è quella di avere più strumenti per arrivare alla soluzione in modo da poter avere successo anche in caso di inefficacia di alcuni di loro.

Dipendere da un unico strumento che ancora non è risultato pienamente risolutivo è un motivo di grossa debolezza e di grande rischio.
In particolare quando ci sono dei problemi irrisolti di grande rilevanza si tende spesso ad attaccarsi a uno degli strumenti con un atteggiamento più fideistico che pragmatico.


Questo chiude la strada allo sviluppo di strumenti alterativi e al miglioramento della procedura che si sta seguendo. Non solo, l’esperienza insegna che per risolvere problemi complessi non ci sono soluzioni semplici. E l’esperienza insegna anche che finché il problema non è risolto il dubbio è il metodo principale per poter migliorare ogni singolo strumento e correggere ogni sua debolezza.

Nel momento in cui abbiamo puntato tutto su una unica procedura di soluzione se il problema non si rivelerà risolto ci si troverà punto a capo. E quando questo succede di solito invece di assumersi la responsabilità del fallimento si cerca di individuare un capro espiatorio su cui scaricare ogni colpa.

Continua la lettura con: L’innovazione non è sinonimo di miglioramento

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