La città dei mille accenti

Perché a Milano si mantiene l'inflessione di origine?


Ci avete fatto caso che il dialetto Milanese lo sentiamo solo sui social o nei vecchi film anni ‘90? Mentre girando per le strade di Milano si sente un dolce Esperanto che sottolinea la provenienza disparata degli abitanti di questa città.

La città dei mille accenti

# Il milanese: dialetto o cadenza?

Da Milanese adottata credo che i motivi siano vari. Innanzitutto perché il dialetto Milanese con i suoi “Uè” e le vocali così aperte, nell’immaginario collettivo dell’immigrato, è un dialetto spocchioso, da snob, da signor Guido Nicheli in “Vacanze di Natale”, quello di “Alboreto is nothing” per capirci. In secondo luogo credo che sia perché il Milanese non parla dialetto, ha una cadenza, ma cerca di parlare italiano più che può; ovviamente quando pronuncia “tonno” è subito smascherato, ma si sforza di parlare senza cadenza se non quando vuole fare il “simpatico” con gli amici. 


Inoltre credo che trovare dei milanesi doc a Milano sia difficile. Per quello che mi riguarda, potrei parlare meglio in sardo o in pugliese che in Milanese; gli amici che si incontrano a Milano spesso vengono da fuori.

# Milano: la città dai mille accenti

Si crea quindi un Esperanto con accenti vari, che connette un po’ tutti; ho sentito Sardi dire pirla con quella forza sulla “r” che solo loro hanno, ho sentito gente aprire vocali che nemmeno dal medico per far vedere la gola.  Ma soprattutto credo che per noi lontani, mantenere le origini sia importante, le radici ben piantate ma i rami altrove, quindi continuo a chiedere la busta all’Esselunga, con la cassiera che mi guarda sempre male, a meno ché non sia anche lei un’adottata, allora mi sorride.



Continua la lettura con: Quello che mi mancava dell’Italia

MARTINA PICCIONI

 


1 COMMENTO

  1. Io sono 3/4 milanese doc da almeno 5 generazioni e 1/4 bergamasca, mio marito 100% milanese da sempre! E ne siamo super orgogliosi!

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