In Italia sta nascendo una nuova coscienza popolare?

In Italia non solo non ci sono mai state vere rivoluzioni ma ogni movimento o istanza nel popolo era sempre all’ombra di un potere superiore


In Italia non solo non ci sono mai state vere rivoluzioni ma ogni movimento o istanza nel popolo era sempre all’ombra di un potere superiore.

Fin dai tempi del Medio Evo la società era divisa tra guelfi e ghibellini, tra chi era all’ombra del Papa e chi dell’Imperatore.
Questa tendenza è proseguita nel corso dei secoli in cui il popolo si divideva sempre in base al potere per cui parteggiava, spesso potenze straniere come nel caso di Napoleone e della Francia rivoluzionaria.


Gli stessi moti indipendentisti italiani sono stati anch’essi all’ombra del potere, la stessa frase “Viva Verdi” inneggiava all’intervento del re Savoia a liberare l’Italia, mentre Mazzini e i suoi erano in esilio presso la corte d’Inghilterra.

Nel Novecento fascisti e partigiani facevano chiaramente riferimento a movimenti politici ben definiti. Così come tutta la dialettica politica e sociale del dopoguerra si rifaceva ai due blocchi protagonisti della Guerra Fredda.

Per la prima volta nella storia in Italia un movimento trasversale alle classi sociali, età, territori e livelli di istruzione si sta delineando come nucleo di una nuova aggregazione sociale che non fa riferimento a nessun partito o espressione del potere.



Un movimento che ha come fattore identitario proprio la rivendicazione di una maggiore autonomia del cittadino da abusi di potere dell’autorità, senza alcuna rivendicazione ideologica, religiosa o di partiti o poteri alternativi in Italia o all’estero.

Forse per la prima volta nella storia d’Italia sta nascendo una coscienza popolare autonoma dal potere.

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