Le 5 DONNE SIMBOLO per chi dice NO al GREEN PASS

Sentiamo dalle loro stesse parole qual è la loro posizione (Video)

Loretta Bolgan

Siamo usciti da un week end molto caldo per le proteste contro il Green Pass in Italia. Sabato ci sono state manifestazioni record che hanno portato nelle piazze e sulle strade italiane oltre centomila persone. In particolare ha tenuto banco la grande manifestazione di Piazza San Giovanni a Roma. Sui media però non ha tenuto banco la quantità di manifestanti quanto un episodio che ha innescato polemiche: l’intervento sul palco di Nunzia Alessandra Schilirò, vice questore di Roma. La reazione non si è fatta attendere con l’immediata azione disciplinare del ministro Lamorgese contro di lei. Cogliamo l’occasione di fare luce sulle donne che stanno più emergendo nel movimento di protesta contro il Green Pass e contro la gestione della pandemia da parte del governo italiano. 

Manifestazione no Green Pass, Piazza San Giovanni (Roma), sabato 25 settembre

Le 5 DONNE SIMBOLO per chi dice NO al GREEN PASS

# Nunzia Alessandra Schilirò

E’ ora lei al centro delle cronache. Il vice questore di Roma. Il suo intervento sabato a Roma ha fatto molto scalpore. Questi i passaggi più significativi.
“Quando ho detto a una mia amica che oggi sarei venuta qui, mi ha detto di non farlo. Pensa alla tua carriera, tanto il male ha già vinto. Guarda cosa è successo a Falcone e Borsellino. Io le ho risposto che il male nella storia non ha mai vinto. Se il male avesse vinto, noi non saremmo qui oggi”.
E poi, ancora: “Noi poliziotti abbiamo giurato sulla Costituzione, per questo è mio dovere essere qui“. “Il green pass italiano è illegittimo”
“La cosa più importante che voglio dirvi è che serve unità: dobbiamo unire le nostre energie e le nostre forze per indicare a tutti una via migliore“.
La reazione al suo intervento è stata durissima. Ha subito l’attacco di tutti i principali organi di informazione più vicini al governo insieme all’apertura contro di lei del procedimento disciplinare direttamente da parte del ministro Lamorgese.
La sua voce è destinata a restare nel deserto oppure potrebbe aprire una crepa tra le forze dell’ordine tra cui si dice che la fronda critica verso le misure repressive del governo sia in crescita giorno dopo giorno?


# Silvana De Mari

Altra star nella rivolta contro il Green Pass è la Dottoressa De Mari. Anche lei ha scontato con durezza la sua posizione: è stata infatti punita con la sospensione dall’Ordine dei Medici per le sue dichiarazioni contro i vaccini a mrna usati per combattere il Covid.

Già salita agli onori delle cronache per alcune sue critiche nei confronti del mondo gay, i suoi video fanno il record di condivisioni e gestisce una rubrica quotidiana su La Verità. Si rivolge chiamandoli “guerrieri” tutti quelli che non si allineano con quella che lei stessa definisce come “dittatura sanitaria”. 



# Linda Corrias

Una delle categorie professionali che ha dissotterrato l’ascia di guerra è quella degli avvocati. In moltissimi sono scesi in campo per difendere “il Diritto” e “la Costituzione” da quelli che definiscono “abusi di potere” dell’esecutivo. Tra i più agguerriti c’è lei, Linda Corrias, avvocatessa di Cagliari che ha già vinto importanti cause sull’argomento Green Pass e diritti civili lesi dalle decisioni del governo e che sta denunciando tutti gli organismi nazionali e internazionali che “hanno stravolto leggi e regole fondamentali del vivere civile e della tutela dei diritti dei cittadini”. 

 

# Loretta Bolgan

Forse la più delicata nel modo di comunicare ma forse la più dura nei contenuti è la dottoressa Loretta Bolgan, ricercatrice in Scienze Farmaceutiche. In particolare quello che denuncia sono i rischi dal punto di vista biologico e di componenti chimiche per la salute dei vaccini contro il Covid, in particolare di quelli che usano la tecnologia mrna. 

 

# Barbara Balanzoni

Medico Anestesista Rianimatore è forse la più combattiva nel fronte critico contro questa gestione pandemica. Sta battendo ogni record di denunce depositate: ogni giorno procede segnalando alle forze dell’ordine chi, a suo avviso, si sta macchiando di illeciti o di reati attraverso la diffusione di odio o di disinformazione per appoggiare le politiche governative. Comunica soprattutto attraverso Twitter dove è seguita da 35 mila persone. 

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ANDREA ZOPPOLATO

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