Il muro delle nostre ULTIME PAROLE

Cosa lasceresti scritto sul muro delle ultime parole prima di passare a miglior vita?


Il momento di un articolo più profondo del solito, quantomeno nelle intenzioni. Alzi la mano chi non si è mai sentito dire almeno una volta la frase “se avessi 24 ore di vita, cosa faresti?” Risposta alquanto ardua, considerando che spesso non ci basta una vita per portare a termine neanche la metà di quanto ci siamo prefissati, figurarsi un ultimo rapidissimo giorno. Allora ho pensato di costruire un muro immaginario ed elencare un quintetto di tematiche su cui esprimersi ponendovi questa domanda: quali sono (o a chi dedichereste) le ultime frasi che vorreste lasciare scritte prima di passare a miglior vita? Proviamo a immaginarlo assieme.

Il muro delle nostre ULTIME PAROLE

# Ciò che ci ha reso felice


Forse il primo punto sarebbe proprio quello più difficile: a volte neppure in punto di morte le persone riescono a confessare davvero tutto il bene che vorrebbero mostrare ad amici, familiari, compagni di una vita etc. etc. Personalmente mi concentrerei non tanto sull’amore relazionale (che dal mio punto di vista si dimostra più a fatti che a parole) quanto su quello che ci ha fatto vivere serenamente. La nascita di un figlio, la gioia per aver vinto un premio o una promozione tanto attesa, ma anche tante piccole cose più semplici che possono far parte della vita di un essere umano. Per quanto mi riguarda ciò che mi ha reso felice più di tutto posso dirvelo anche subito, dato che sta accadendo proprio in questi giorni: volare con un piccolo Cessna 152 nei cieli della Florida costeggiando Miami Beach. Ecco: questo, attualmente, è il significato più alto che posso dare al termine “felicità”.

 

# I nostri grandi rimpianti



Non aver capito in tempo qual era la mia strada. Punto. E non è che uno si possa dare troppe colpe per questo, ci sono persone che non lo capiscono dopo una vita intera, quindi posso ritenermi fortunato. I vostri quali sono, invece? Sono più legati alle relazioni, a rapporti familiari o a occasioni mancate in termini di luoghi e/o situazioni che avreste volute vivere? Spesso, ponendo questa domanda un amore perduto vince su tutto. E se aveste qualche dubbio in proposito, vi consiglio di ascoltare “Ultimo Amore” di Vinicio Capossela. Là troverete tutte le risposte.

 

# I segreti che non abbiamo mai confessato

Sul muro delle ultime parole si potrebbero scrivere i segreti che mai e poi mai avremmo pensato di svelare. Perché no, anche qualcosa di noir tipo: “ho assistito a un omicidio ma per vergogna ed omertà non ho mai detto nulla” o “so chi ha ucciso tal dei tali” e via dicendo. Magari anche piccole o grandi scorrettezze che abbiamo compiuto nella nostra vita, come ad esempio tradimenti, inganni sul lavoro o grandissime bugie che possono aver danneggiato qualcuno al posto nostro. Ma anche cose molto più semplici, d’altronde si sa: chi non ha mai rubato almeno e dico almeno un pacchetto di gomme da masticare da bambino? Oddio, forse non sarebbe proprio una frase tanto importante da essere scritta prima di morire, ma tant’è. Per piccolo o grande che sia, un segreto è pur sempre un segreto!

 

# La vita che pensavamo di dover vivere

Un modo un po’ più elegante di descrivere i nostri rimpianti professionali e non solo, con la differenza che qui ci si potrebbe sfogare davvero senza inibizioni: mi sarebbe piaciuto fare il calciatore, il pornoattore, il pilota di formula 1. L’etoile del teatro alla Scala, la supermodella, la cantante pop più famosa al mondo. Il Presidente della Repubblica, il narcotrafficante, il fotografo più bravo al mondo, e chi più ne ha più ne metta. Sarebbe insomma l’occasione giusta per confessare che forse avremmo sempre voluto fare altro rispetto a ciò che ci ha dato da mangiare, seguire una strada meno comoda e più rischiosa (giusta o sbagliata che fosse), che probabilmente non abbiamo avuto il coraggio di seguire e che forse, chissà, ci avrebbe reso davvero appagati.

 

# La vita che abbiamo vissuto

Dopo tanto girovagare e numerose esperienze di lavoro e di vita, proprio mentre la maggior parte dei miei amici stanno mettendo su famiglia e comprando casa, spero un giorno di poter scrivere sul muro delle ultime parole che ”la mia vita è stata un’avventura, che mi ha permesso di girare il mondo, crescere come uomo e come persona, diventare un pilota di linea e uno scrittore famoso”. Ambizioso eh? Certo che sì. Ma tanto, prima di arrivare alla fine dei miei giorni (mi auguro) di tempo me ne resta molto, quindi perché non sperarci.

E voi invece? State vivendo la vita che pensavate di dover vivere? E come lo scrivereste, con le vostre ultime parole? Forza, non siate scaramantici!

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CARLO CHIODO

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Nasco a marzo del 1981. Milanese moderno, ostinato e sognatore, alla costante ricerca di una direzione eclettica di vita. Laurea in Lingue e Comunicazione, sono appassionato di storia contemporanea, amante del cinema e del surf da onda. Dopo il romanzo d'esordio (Testa Vado Croce Rimango, 2016) ho pubblicato con Giovane Holden edizioni una silloge di racconti (Diario di Bordo, 2020).