Il lato A della crisi

Pensiero del giorno. L’Italia è campionessa del mondo di problemi. Ma questo non è un problema

Scuola di Atene (Raffaello)

L’Italia è campionessa del mondo di problemi.

Siamo il paese che ha chiuso di più, che ha più morti e più crisi economica. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno perché si aggiunge al fatto che siamo l’unico grande paese che non si è mai ripreso dalla crisi precedente, quella del 2008.


Sembra che l’Italia sia incapace di venire fuori da qualunque problema ma che invece sprofondi ogni volta di più. Un’immagine che può apparire un disastro, senza via di scampo. Ma forse nel disastro è compresa l’àncora di salvezza, il gancio in mezzo al cielo che ci può portare dalle stalle alle stelle. Per trovarlo occorre guardare in faccia al mostro: il problema.  

Cos’è un problema?
Se un problema è come lo stiamo affrontando, una cosa da sfuggire, da nascondere, e che il problema è che c’è il problema, siamo un paese di falliti e senza alcuna prospettiva.
Ma se intendiamo il problema in modo ontologico, come sale della vita, come occasione che consente un incremento di intelligenza e di benessere attraverso la sua risoluzione, allora l’Italia nel suo essere un inferno di problemi può trasformarsi in un paradiso di soluzioni: diventando così il luogo più interessante per stimolare l’intelligenza.

Che poi è quello che è successo ai tempi del Rinascimento. In un luogo politicamente disastrato, di violenza e lotte intestine, c’è stata la capacità di dare vita a una nuova era, mettendo al centro proprio chi in quel momento stava dando la peggiore prova di sé: l’essere umano.
Purtroppo questa è una prospettiva che l’Italia contemporanea non ha dimestichezza ad avere. Si intende il problema come ostacolo al raggiungimento della felicità.
Quello che manca all’Italia rispetto ai problemi è la capacità di affrontarli. L’Italia usa i problemi come motivazione per la sua inazione continua. E questo è tipico delle strutture amministrative: non fanno niente perché ciò potrebbe causare problemi.



Eppure si sta ignorando il tipo di approccio che fa parte della nostra identità. Nel fare le cose e risolvere i problemi ad esso collegati sta la genialità degli italiani. Siamo dei geni quando cerchiamo di risolvere i problemi non quando li consideriamo con fatalismo come ineluttabili.
L’unica possibilità di venirne fuori è di capovolgere la logica. Prendere i problemi non come freno che impedisce di fare qualunque cosa, ma usarli come motore dell’evoluzione e della qualità della vita.
A quel punto il luogo più problematico del pianeta può trasformarsi in quello più eccitante, dove si mette al centro non la sopravvivenza, ma l’evoluzione dell’intelligenza.

Continua la lettura con: 1963: il futuro dell’umanità?

MILANO CITTA’ STATO 


1 COMMENTO

  1. L’Italia ha uno splendido patrimonio. Prima di svenderlo deve imparare ad amarlo, ristrutturarlo e mantenerlo. A quel punto diventerà la sua più grande ricchezza. Di questo patrimonio fanno parte anche le potenzialità delle persone: per poterle sviluppare occorre qualcuno competente che le guidi.

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