Il grande esorcismo per sconfiggere il terrore

In tutto il mondo si sono avute manifestazioni di protesta contro le misure restrittive e, in generale, contro la perdita delle libertà fondamentali. L’effetto di tutte queste manifestazioni è stato di rafforzare la politica delle restrizioni

Casco Pandemista. Credits: tgcom24.it

In tutto il mondo si sono avute manifestazioni di protesta contro lockdown, misure restrittive e, in generale, contro la perdita delle libertà fondamentali.
L’effetto di tutte queste manifestazioni è stato di rafforzare la politica delle restrizioni. L’esempio più evidente in Italia è stata la manifestazione dei gilet arancioni guidati da Pappalardo che ha avuto come seguito la denigrazione e la squalifica di qualsiasi pensiero non allineato.

Sul fronte opposto non si registra in nessun paese al mondo una manifestazione pro lockdown o per inasprire le misure di restrizione.
A questo punto l’idea vincente per esorcizzare questa paura e per mettere in evidenza i veri estremismi potrebbe essere proprio questa: di indire una manifestazione di pandemisti, ossia di terrorizzati dal virus che sostengono le politiche più restrittive.


Proviamo a immaginare, migliaia di manifestanti che si tengono a grandissima distanza, sospettosi gli uni verso gli altri, tutti bardati di più strati di guanti e mascherine, separati da plexiglass, immersi in nuvole di disinfettanti, procedere a cadenza di slogan tipo: “We want lockdown!”, “Zone rosse per tutti!”, “Isolamento totale!”, “Passaporti sanitari!”, “Morte agli untori!”. Che inveiscono contro chi vedono in giro e appongono scritte o adesivi sulle auto e sui negozi per denunciare chi vuole circolare o lavorare.

Come in una dimostrazione ab absurdum, vedere manifestare l’estremismo pandemico potrebbe fare ragionare le persone e indurle a un atteggiamento più moderato e tollerante verso chi non la pensa come loro.

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