🛑 Sentenza CHOC a MILANO: nessun OBBLIGO di VERITÀ nell’autocertificazione

È ufficiale: non dire il vero nell'autocertificazione non costituisce reato. Quali sono le conseguenze?

Credits: 7giorni.info controllo a Cadorna

È ufficiale: non dire il vero nell’autocertificazione non costituisce reato, l’ha deciso il gup di Milano. Già l’11 marzo scorso il giudice Dario De Luca del tribunale di Reggio-Emilia aveva emesso una sentenza rivoluzionaria durante il processo di due signori, che avevano dichiarato il falso nell’autocertificazione. “Dpcm illegittimi e incostituzionali, l’autocertificazione falsa non è reato”. Questa volta è una sentenza di Milano a stabile che non c’è nessun obbligo di verità nell’autocertificazione.

Sentenza CHOC a MILANO: nessun OBBLIGO di VERITÀ nell’autocertificazione

# Il caso sentenziato

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controllo a Cadorna

Il 14 marzo 2020, poco dopo l’inizio del primo lockdown generalizzato, un 24enne era stato fermato alla stazione Cadorna per verificare il motivo del suo spostamento. Il ragazzo aveva affermato di aver appena concluso il turno di lavoro e star rientrando a casa. In realtà non era così. Nei giorni successivi, gli agenti hanno controllato se dicesse il vero, ma il titolare dell’attività indicata nell’autocertificazione aveva informato che quel giorno il 24enne non era neanche di turno. Il ragazzo è stato quindi denunciato per falso ad un pubblico ufficiale, ma non per violazione alle norme anti-Covid.


# Assolto “perché il fatto non sussiste”

Credits: www.tribunale.milano.it
tribunale di Milano

Il gup di Milano ha deciso, però, per l’assoluzione del giovane 24enne. Non dire la verità nell’autocertificazione per gli spostamenti non costituisce reato. “È evidente come non sussista alcun obbligo giuridico, per il privato che si trovi sottoposto a controllo nelle circostanze indicate, di ‘dire la verità’ sui fatti oggetto dell’autodichiarazione sottoscritta, proprio perché non è rinvenibile nel sistema una norma giuridica (a proposito)”, conclude il giudice dell’udienza preliminare di Milano, Alessandra Del Corvo. Inoltre, anche se la legge sopracitata ci fosse, sarebbe incostituzionale perché non si può sanzionare penalmente ”le false dichiarazioni” di chi ha scelto “legittimamente di mentire per non incorrere in sanzioni penali o amministrative”.

# Ora che si è creato un precedente, cambierà qualcosa?

Credits: video.gazzetta.it
liberi tutti

Ora che si è creato un precedente, cambierà qualcosa? No o comunque molto poco. Bisogna ricordare che il 24enne era stato denunciato per aver mentito ad un pubblico ufficiale e non per aver violato le norme anti-Covid e, effettivamente, solo poche persone hanno ricevuto questo tipo di denuncia. La maggior parte della gente controllata e sorpresa fuori dalla propria abitazione, senza motivazioni valide, infatti, di solito riceve una denuncia per violazione delle misure restrittive. Facendo l’esempio del giorno in cui è stato fermato il ragazzo, il 14 marzo dell’anno scorso, solo 112 persone su 138 994 controllate sono state denunciate per aver dichiarato il falso. Inoltre, il 25 marzo 2020, il governo Conte aveva stabilito che sarebbe stata preferita una sanzione amministrativa piuttosto che una denuncia penale. Dal 4 giugno sempre dello scorso anno, poi, le denunce per falsa dichiarazione a pubblico ufficiale non sono state più fatte.

Quindi no, non possiamo andare in giro violando le norme e giustificandoci dicendo il falso perché tanto non è reato. Sicuramente, però, coloro che hanno ricevuto una denuncia per aver detto il falso ad un pubblico ufficiale, potranno tirare un sospiro di sollievo.



Fonti: blogo.it

Continua la lettura con: Nuovi studi: LOCKDOWN e MASCHERINE sono INUTILI?

BEATRICE BARAZZETTI

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