Il Robin Hood delle start up milanesi ha conquistato Edison

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Milano sta vivendo un importante momento storico, nel quale parole come ‘innovazione’ e ‘sinergia’ sono all’ordine del giorno, almeno tanto quanto le famose ‘start up‘.

Io che di start up ne ho una ho voluto guardare a chi è più avanti di me in questo percorso, e così, dopo quattro chiacchiere ed un’intervista, ho deciso di raccontare quelle start up che per coraggio o per amore hanno deciso di avere Milano per mamma.

Sono partito da una realtà davvero innovativa e ricca di sinergie, reduce da pochissimi giorni dalla vittoria del premio Edison Pulse (http://www.edisonpulse.it/idee/sharewood) che l’ha eletta  come miglior startup innovativa nell’ambito della sharing economy.

So chiama Sharewood, ed è l’airbnb dell’attrezzatura sportiva.

Giulia Trombin and Piercarlo Mansueto of #Sharewood www.gosharewood.com #StartupItalia! #IW16
Giulia Trombin and Piercarlo Mansueto of #Sharewood www.gosharewood.com #StartupItalia! #IW16

Il suo fondatore e CEO Piercarlo Mansueto mi racconta chi sono e come il suo progetto può cambiare la vita di tutti i giorni.

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Come è nata la vostra idea?

Sharewood nasce dalla voglia di viaggiare zaino in spalla e dalla passione per l’attività sportiva che accomuna tutto il team. Volevo fare un viaggio low-cost in Spagna, ma purtroppo o per fortuna, non sono riuscito a rispettare il mio budget iniziale. Anche se uno dei miei amici avesse avuto una tenda da campeggio da prestarmi, come speravo, i costi aggiuntivi all’imbarco sarebbero stati eccessivi, e per questo ho deciso di comprarla in loco. Noleggiare la bicicletta per visitare la città ci ha fatto spendere in media 70€ per mezza giornata. Surfare è stato impossibile, ci costava 90€ al giorno. La scintilla che ha acceso la lampadina è stata conoscere Shara, una ragazza di Tarifa. Lei aveva una tenda e una bici da prestarmi. Conoscerla ha dato una svolta alla mia vacanza, sono uscito con il suo gruppo di amici e mi ha dato ottimi consigli sui luoghi da visitare. Sharewood è nato da un problema; un problema che come noi incontrano tutti i 100 milioni di adventure traveler europei.

Come funziona il tuo progetto, di cosa si occupa?

Sharewood è la community di viaggiatori che condivide attrezzatura sportiva. Siamo la prima piattaforma peer-to-peer che mette in connessione i proprietari di attrezzatura sportiva come bici, sci, tavole da surf, con i viaggiatori che ne necessitano. È una soluzione win-win che permette a chi possiede attrezzatura sportiva di scegliere un prezzo per il noleggio e guadagnare; ai viaggiatori di risparmiare rispetto alle soluzioni di noleggio tradizionali e conoscere una persona locale con la stessa passione, pronta a condividere consigli utili, che solo i locals conoscono, per un’avventura outdoor anche lontano da casa. Sharewood è una community verticale di sportivi che desiderano praticare ovunque la propria passione, nel pieno rispetto dell’ambiente e dei principi del turismo eco-sostenibile.
Spesso le persone rinunciano a praticare attività in viaggio per gli alti costi di noleggio o per la difficoltà di trasportare la propria attrezzatura da casa. Sharewood risolve questo problema abbracciando i principi della sharing economy. Quando si viaggia nulla è più importante di conoscere persone locali per avere consigli utili, e se sei un appassionato di ciclismo, surf, sci o campeggio un nuovo amico che condivida con te le sue esperienze. La nostra mission è diventare il primo network di riferimento per tutti gli sportivi europei che desiderano praticare attività outdoor durante i propri viaggi.

Perché avete scelto Milano?

Milano è la città dove tutto è nato. Dopo la triennale a Roma, ho deciso di trasferirmi a Milano per proseguire gli studi e sentirmi più vicino al resto d’Europa. Il fermento di questa città ha acceso la mia voglia di mettermi in gioco e creare qualcosa di grande. Senza dubbio Milano rappresenta il polo più dinamico in Italia nell’ecosistema start up, grazie al suo network di professionisti abituati a respirare l’innovazione degli ambienti europei. Avviare una start up in Italia è sensibilmente più difficile rispetto al resto d’Europa, e nonostante abbia avuto l’opportunità di trasferirmi a San Francisco con una borsa di studio, ho deciso di rinunciare e avviare il mio business a Milano. Lavorare nella sharing economy, soprattutto in Italia, è tutt’altro che banale; le persone spesso diffidano ancora del digital e sono restie alla filosofia della condivisione. Ho deciso di cogliere questa sfida perché ho capito che a Milano le persone sono pronte ad accogliere questi temi, già entrati nella quotidianità nel resto d’Europa. Credo che Milano, con i suoi pregi e talvolta difetti, possa essere il punto di partenza e il vagone trainante per portare innovazione in tutta Italia. Con Sharewood lo stiamo facendo, la nostra community in soli cinque mesi è presente in 11 regioni italiane e partendo proprio dall’esperienza maturata a Milano siamo pronti a portare il nostro business in tutta Europa.

Benefit e difficoltà di uno startupper a Milano?

Vedo Milano come un ponte. In un attimo puoi prendere un volo e raggiungere Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam, Varsavia per partecipare alle grandi competitions e confrontarti con le altre start up europee. Ogni giorno arrivano a Milano players internazionali per partecipare alle grandi manifestazioni e confrontarsi con il business italiano.
La difficlotà di essere uno startupper a Milano, ma in generale uno startupper italiano, è la difficoltà di reperire investimenti consistenti da parte di Business Angels privati. A causa dei bassi investimenti le startup italiane competono difficilmente con quelle europee perché inevitabilmente la rapidità di crescita dipende in buona parte in modo direttamente proporzionale dalla disponibilità finanziaria. Anche in caso di finanziamenti pubblici siamo penalizzati a causa della lentezza burocratica; dal giorno in cui si vince un bando all’effettiva erogazione del premio passano periodi di tempo inconciliabili con la velocità di crescita di una startup.

Come potresti migliorare la vita a Milano con Sharewood?

Milano è il luogo ideale per mettere in atto i nostri tre obiettivi: promuovere il turismo eco-friendly, la pratica sportiva, la mobilità sostenibile.
Vogliamo che i viaggiatori una volta arrivati a Milano possano essere accolti da persone pronte a condividere le loro biciclette per far vivere loro la città nel pieno rispetto dell’ambiente, evitando di inquinare ulteriormente l’aria con i taxi e le auto a noleggio per gli spostamenti. Vogliamo promuovere i valori legati allo sport in primis tra i bambini e gli studenti universitari permettendo loro di praticarlo anche se fuori sede, grazie all’abbattimento dei costi di noleggio.
La mobilità sostenibile è il principio che abbiamo più a cuore. ll beneficio ambientale legato all’utilizzo della bicicletta genera una riduzione dell’inquinamento ambientale ed acustico pari ad un risparmio superiore ai 3 miliardi di euro (OMS). A parità di distanza un ciclista consuma 200 volte meno energia rispetto all’auto, risparmiando 160 grammi di CO2 ogni 37 Km pedalati (Ivan Illich). Sono dati importanti che l’amministrazione comunale non può non tener conto nella pianificazione delle opere pubbliche, come la tanto attesa ciclabile a Milano.
Grazie alla nostra community, motivata a migliorare l’ambiente e la vita, abbiamo la consapevolezza che anche con una spinta dal basso il mondo possa cambiare.

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A Milano con @GoSharewood noleggi bici, sci, surf da appassionati sportivi pronti a condividere avventure outdoor.sherwood milano citta stato.

Ringrazio Piercarlo e il suo team per l’energia che mi hanno trasmesso, è evidente l’affiatamento e la voglia di creare qualcosa di grande.

SHAREWOOD IN UNA SCHEDA:

Nome startup: Sharewood

Nome fondatori: Piercarlo Mansueto

Quante persone nel team: 6

Anno di Nascita: Luglio 2015

Online da:Gennaio 2016

Profilo Twitter: @GoSharewood

Sito internet: https://gosharewood.com/

Profilo Facebook: https://www.facebook.com/Sharewood.activities/


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Fabio Biccari
Copernico 38 è diventata la mia seconda casa: qui ho chiesto asilo politico e una membership ad honorem dopo aver fondato la mia startup ed essere entrato nel cuore dei progetti di Milano Città Stato e dell'acceleratore di startup per cui lavoro. Il mio obiettivo è rendere Milano il nuovo fulcro dell'innovazione mondiale. Per questo mi sono proposto come responsabile dei progetti sull'ambiente per Milano Città Stato.