Quello che UNISCE e quello che DIVIDE Milano dal resto del NORD ITALIA

Le differenze e le analogie fra il capoluogo lombardo e il resto del settentrione

Credit: @milanoatmosphere

Oggi ci concentriamo non tanto sul carattere dei milanesi, quanto sulle distanze dai nostri vicini. Vediamo assieme dunque, con spirito critico e il massimo dell’umiltà, cosa ancora divide Milano e i suoi cittadini dal resto d’Italia, dividendo per sezioni unione/divisione e concentrandoci prevalentemente sul Nord.

Quello che UNISCE e quello che DIVIDE Milano dal resto del NORD ITALIA

# Cosa divide i milanesi dal resto del Nord? La velocità

Credit: @milanoatmosphere

A Milano è tutto ancor più rapido, veloce, e in evoluzione costante. È vero, è un aspetto che mettiamo sempre in primo piano, ma tutti sanno che è la verità.


Professionalmente e personalmente, se si vuole crescere in Italia si deve passare da qui. Anche se in altre città del nord (l’operosissima Brescia, l’industriale e imprenditoriale Torino, il Veneto stakanovista e tuttofare) in cui la maggior parte delle professioni viene mediamente svolta con perizia e impegno, quello che distingue Milano è che qui si spinge ancora più sull’acceleratore perché è la città stesso a richiederlo.

Lavorare velocemente, e lavorare al meglio delle proprie potenzialità. E non solo sul lavoro. Qualunque cosa a Milano viene fatta all’insegna della velocità. Al limite della fretta. 

# Cosa divide i milanesi dal resto del Nord? Il provincialismo

Non parliamo di abbigliamento, bensì di usanze e costumi. È una cosa difficile da spiegare, ma a mio parere e senza peccare di presunzione, sono convinto che il provincialismo inteso come chiusura mentale e una certa idea superficiale della vita cresca a macchia d’olio allontanandosi da Milano,  che è invece la città con la mentalità più aperta d’Italia (e se qualcuno ancora non ci crede, fatevi un giro da queste parti e giudicherete con i vostri occhi).



# Cosa unisce i milanesi al resto del Nord? La vicinanza con l’Europa

Credit: milano.repubblica.it

Al di là della vicinanza geografica, che già di per sé rappresenta uno stimolo a pensarla in un determinato modo, ci si rende conto che tutto il settentrione ha una versione (mediamente) più europeista dell’idea che abbiamo sull’Italia, con Milano e il Triveneto in vetta ai rapporti con gli stati a noi confinanti.

Per non parlare di Cortina, in coppia con Milano alle prossime Olimpiadi invernali del
2026.

Una spaccatura non netta, ma che in 75 anni di storia repubblicana rispecchia comunque le
idee del popolo italiano, che già nel dopoguerra erano ben diverse fra nord e centro sud, per ragioni storiche note a tutti . All’epoca, infatti, quasi tutto il nord votò compatto a favore della repubblica, mentre più si scendeva, più l’idea della monarchia la faceva da padrone.

# Cosa divide i milanesi dal resto del Nord? Squadre vincenti in Europa

Credit: eurosport.it

Forse v’immaginavate qualcosa di più nobile di un argomento come lo sport come punto
conclusivo, ma per fortuna (o purtroppo) alcuni sport come ad esempio il calcio sono diventati ormai fenomeni sociali e commerciali talmente rilevanti da meritare in certi casi la stessa attenzione di economia, politica o società (vedi recente vicenda Superlega).

Diciamo che, per ricollegarsi al punto precedente, in quanto a mentalità europea Milano non scherza affatto. Fra Milan e Inter, infatti, ci si fregia di ben 10 Coppe dei Campioni o Champion’s League che dir si voglia (7 al Milan, 3 all’Inter), senza contare le intercontinentali, mentre nella rivale calcistica per antonomasia (Torino) la Juventus plurivincente in Italia, ha vinto molto meno con due sole Champions, e il Grande Torino del dopoguerra non andò oltre una coppa Mitropa.

Se non è una divisione fra Milano e il resto del nord questa…

Restate sintonizzati, perché fra non molto dalle nostre pagine spunteranno articoli che riguardano le differenze fra nord e sud. Intanto, come sempre, aspettiamo i vostri commenti.

Continua la lettura con: 5 cose che fanno RIDERE SOLO i MILANESI

CARLO CHIODO

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Carlo Chiodo
Nasco a marzo del 1981. Milanese moderno, ostinato e sognatore, alla costante ricerca di una direzione eclettica di vita. Laurea in Lingue e Comunicazione, sono appassionato di storia contemporanea, amante del cinema e del surf da onda. Dopo il romanzo d'esordio (Testa Vado Croce Rimango, 2016) ho pubblicato con Giovane Holden edizioni una silloge di racconti (Diario di Bordo, 2020).

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