La RIVOLTA degli STUDENTI di Milano: cronaca e foto delle proteste

Numerose le manifestazioni di protesta di studenti che chiedono di rientrare in classe. Intanto al posticipo del governo si aggiunge quello della Regione che sposta la nuova apertura a fine gennaio


La situazione della scuola sta diventando sempre più imbarazzante. Numerose le manifestazioni di protesta nel capoluogo lombardo di studenti che chiedono di rientrare in classe. Intanto al posticipo del governo si aggiunge quello della Regione che sposta la nuova apertura a fine gennaio. 

La RIVOLTA degli STUDENTI di Milano

# Il valzer della riapertura: prima 7 gennaio, poi l’11. Ora si va al 25

Un calendario in continuo cambiamento. Due giorni prima della data fissata per il rientro aveva iniziato il governo a posticipare la data all’11 gennaio. Poi si è aggiunta Regione Lombardia: l’11 è troppo presto, bisogna partire non prima del 25. Il problema più che l’evoluzione della pandemia, che in Lombardia sembra in calo, preoccupa l’organizzazione dei trasporti.


Intanto gli studenti scendono in strada e alzano la voce: perchè in tutti questi mesi di chiusura non si è intervenuto a risolvere le criticità? La sensazione è di essere lasciati come ultima ruota del carro, con l’istruzione ormai relegata a qualcosa di non necessario.

Ripercorriamo i cambiamenti di data. Fino al 5 gennaio per la riapertura delle scuole valeva la data fissata dal governo: il 7 gennaio. Il Comune di Milano aveva predisposto un piano di rimodulazione degli orari dell’afflusso dei mezzi per limitare il rischio assembramenti e consentire il rientro a scuola di tutti gli studenti, almeno il 50% di quelli della scuola secondaria. Il 5 gennaio arriva il primo rinvio del governo: dal 7 all’11 gennaio. 

Ieri, 7 gennaio, si è aggiunta anche la Regione Lombardia che ha stabilito che gli studenti delle scuole superiori rientreranno in classe solo il 25 gennaio, salvo peggioramenti nella diffusione del virus e dei contagi. Questa la nota della giunta regionale: “Preso atto delle valutazioni e delle risultanze di carattere sanitario, connesse all’attuale diffusione del Covid, condivise con il Comitato Tecnico Scientifico lombardo, Regione Lombardia ha assunto l’orientamento di proseguire le lezioni per le scuole secondarie di secondo grado con la didattica a distanza al 100%. La decisione verrà formalizzata con un’ordinanza e resterà in vigore fino al 24 gennaio”. 



Nel frattempo la pazienza degli studenti sembra giunta al limite. Proprio il 7 si sono registrate numerose manifestazioni di studenti e genitori che chiedono la ripresa immediate delle lezioni. Ecco cosa è successo, dal Lorenteggio alla sede regionale.

# Gli studenti della piattaforma Non Dad hanno sbarrato l’ingresso del Provveditorato

Credits: Elisabetta Andreis Fb

Gli studenti della Piattaforma No Dad hanno sbarrato gli ingressi della sede dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia a Milano, in via Soderini. “Le scelte sul tema della scuola, prese dal governo Conte da marzo ad oggi, hanno condannato l’istruzione pubblica ad uno stato di isolamento, disorganizzazione e continua incertezza“. Gli slogan urlati dagli studenti: “Voi ci chiudete, noi vi chiudiamo! Il Miur nuoce gravemente alla sicurezza degli studenti.”

I referenti della Piattaforma Non Dad hanno aggiunto: “Per questa ragione Piattaforma No Dad si trova oggi a bloccare i cancelli del Miur a Milano: per continuare una lotta, per il rispetto del futuro delle nuove generazioni, in cui sono gli studenti a giocare il ruolo più importante“. Gli studenti si dicono convinti che “il governo e, in particolare il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, sia inadeguato e incapace di risolvere i problemi dell’istruzione italiana“.

# Il “Collettivo Rebelde Parini” e il “comitato nazionale Priorità alla Scuola” ha protestato davanti a piazza Affari

Credits: ilgiorno.it

Nello stesso momento il Collettivo Rebelde Parini e il comitato nazionale Priorità alla Scuola, con la partecipazione anche di genitori e insegnanti, ha organizzato un presidio a Piazza Affari: “Siamo stanchi di non essere considerati, come studenti e come persone, e di quanto faccia male psico-fisicamente seguire le lezioni in Dad“. Alcuni dei cartelli esposti recitavano: “Se non funziona la scuola non funziona la società“, “Ridateci il diritto allo studio“.

# All’ora di pranzo il comitato “A scuola!” è ritornata a presidiare  Palazzo Marino, come ormai succede da giorni

Credits: mitomorrow.it

Il comitato “A Scuola!” da giorni manifesta sotto Palazzo Marino e anche ieri 7 gennaio attorno alle 13.30 studenti e membri del comitato hanno organizzato l’ennesimo presidio con la speranza di incontrare il sindaco Giuseppe Sala o gli assessori Marco Granelli e Laura Galimberti. Il ‘Patto per la scuola’ varato dal Prefetto suggeriva nuovi orari per i negozi e alcune soluzioni per lasciare liberi i mezzi di trasporto negli orari di punta, per favorire gli studenti, ma secondo il comitato è un falso problema: “in molti hanno ancora timore di rientrare in classe e chiedono sicurezza al 100%, cosa che in un momento del genere non si può garantire“. Visto il nuovo stop è stata spedita una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Chiediamo coraggio alle istituzioni. Bisogna fare delle scelte. In questo momento sulla scuola c’è una vera e propria paralisi“.

# Il girotondo dei genitori in Piazza Città Lombardia sotto la sede della regione 

Credits: ilgiorno.it

Un’altra manifestazione ha avuto luogo in piazza Città di Lombardia, sotto la sede regionale, dove nel pomeriggio sempre del 7 gennaio un gruppo di genitori ha messo in scena un grande girotondo. L’obiettivo era incontrare il governatore Attilio Fontana, con esito purtroppo negativo. La madre di due studenti ha espresso la sua preoccupazione: “I ragazzi devono poter tornare in classe per la loro salute mentale e fisica“. 

Fonte: Il Giorno

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